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Voi siete qui: Teatro & Cinema » Un grande successo lo spettacolo Exponiamoci in atti unici

1 Aprile 2010

Un grande successo lo spettacolo Exponiamoci in atti unici

exponiamoci_ante Lo spettacolo “Exponiamoci in atti unici”, che è andato in scena il 19 marzo allo Spazio89 di Milano è stato un successo! Prodotto dalla cooperativa Degradi e dal Centro servizi del Progetto Cristallo, è stato diretto dalle Compagnie Malviste, capitanate da Alessandro Manzella e Alvise Campostrini. Si sa…. diventare nonni è un po’ come tornare bambini!

“La maturità è una rinascita, una rinascita spirituale. Torni a essere un bambino, cominci a guardare l’esistenza con occhi freschi; ti avvicini alla vita con l’amore nel cuore; penetri nel tuo centro più profondo con silenzio e innocenza”. (Osho,” La via del cuore. L’uomo nuovo per il nuovo millennio”, pag. 109, Mondadori 2006). Con queste parole Osho, il celebre maestro spirituale indiano, ci aiuta a capire la fase di maturità della nostra vita. È un pensiero da non sottovalutare poiché come afferma il maestro già Gesù l’aveva comunicato con l’affermazione: “Solo chi è come questo bambino è degno di entrare nel regno dei cieli”, riferendosi a un bambino presente nella piazza del mercato che prese da esempio quando gli fu chiesto “chi è degno di entrare nel mondo dei cieli?”.

Non importa se siete laici, atei o credenti. Questa affermazione ha un valore simbolico. Gesù ha inventato la filosofia dell’amore, era un saggio. Inoltre, questo episodio è l’esempio che ci fa comprendere quanto sia importante il viaggio percorso lungo tutto l’esistenza. Sembra proprio che per riacquistare la vera infanzia sia necessario dapprima perderla… Come afferma Osho, per apprezzare la bellezza autentica dell’infanzia è opportuno smarrirla, come per un pesce apprezzare il mare; solo quando il pesce si ritroverà sulla sabbia sotto il calore del sole si accorgerà quanto è importante l’acqua marina! La più grande sfida della vita per un bambino è perdere la propria innocenza per poi riconquistarla… non tutti riescono a vincere questo ostacolo!
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Secondo il mio parere il teatro è una via per raggiungere questa meta. Il teatro è un modo per vincere le paure, la solitudine, per riacquistare quella spensieratezza che accompagna l’innocenza. I segni sul nostro volto sono i passi dati dal corso delle nostre vite verso questo incredibile successo spirituale. La bellezza è dentro gli occhi, nello sguardo, negli atteggiamenti, è nell’interiorità visibile ai cuori.

La saggezza culturale o esperienziale si nutre di innocenza, un’innocenza profondissima. Riflettendo sull’etimologia della parola “saggio”, si scopre che in greco  si traduce con σοφός, in latino sapiens, in francese sage, in inglese sage… Per raggiungere l’origine di questa parola si deve risalire all’età alessandrina, quando gli epicurei, gli stoici e gli scettici inventarono la figura stereotipa del termine. La caratteristica che contraddistingue il saggio dagli altri uomini, secondo queste tre scuole filosofiche, è la tranquillità o il distacco verso le vicende o i moti umani: pace che essi traducono con il nome: atarassia.

Durante il periodo neo-platonico, Plotino affermò che il saggio: “Trae da stesso ciò che egli manifesta agli altri; egli guarda solo a se stesso… è rivolto a se stesso e trova dentro di se tutte le cose”. L’attitudine che permette al saggio di guardare se stesso e trovare tutto in se stesso è la coscienza. Questo spettacolo a mio parere è ricco di persone sagge; alcune hanno vissuto la guerra, altre le difficoltà del dopoguerra, ma sono qui tra noi… ridono con noi e ci insegnano ad amare il prossimo, la bellezza dell’innocenza… la grande avventura della vita. La nuova era. Vivere appieno la contemporaneità non è solo conoscere le nuove mode del momento, il cantante più famoso, il nuovo gruppo rock ma è affacciarsi completamente sull’era che ci appartiene.

Ebbene, l’età da vivere è aumentata a dismisura e l’uomo e la donna sono pronti ad affrontare con grinta il cammino fino alla fine. Per dare un significato alla contemporaneità in profondità, non è possibile non riflettere sull’età matura di oggi. Il ruolo dei nonni si sta trasformando e serve il nostro aiuto per agevolare questo cambiamento, perché un giorno anche noi diventeremo nonni. Il saggio dunque è un bambino che dopo aver perso l’innocenza, la riacquista con una consapevolezza viva e raggiante.
Valentina Cavera

 

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