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Voi siete qui: Teatro & Cinema » Giuseppe Battiston al Binario 7 di Monza con il suo Orson Welles

19 Febbraio 2010

Giuseppe Battiston al Binario 7 di Monza con il suo Orson Welles

Giuseppe Battiston nello spettacolo "Orson Welles' Roast"Orson Welles’ Roast con e di Giuseppe Battiston (insieme a Michele De Vita Conti) è in cartellone al Teatro Binario 7 di Monza.

Abbiamo provato ad evocare il grande maestro,  per avere occasione di rendergli omaggio. E la forma più opportuna per farlo, ci è sembrata quella del “roast”, che potremmo qui tradurre, più che letteralmente come “arrosto”,  come “elogio al contrario”. Un feroce panegirico che i potenti e le celebrità, soprattutto nei paesi anglosassoni, si autoinfliggono, tramite amici e colleghi,  per celebrare le grandi occasioni. Abbiamo cercato anche di immaginare come sarebbe un breve incontro con Orson Welles, se potesse, solo per un’ora, tornare a stare tra noi. Ci parlerebbe della sua vita, dei suoi film, della sua meno conosciuta carriera teatrale? Ci svelerebbe qualche segreto della sua tecnica straordinaria o spenderebbe tutto il tempo a disposizione a raccontare aneddoti esilaranti? Scaglierebbe, indignato,  invettive contro i nemici di allora e gli orrendi tempi moderni o ne sorriderebbe bonariamente? Probabilmente tutto questo e chissà cos’altro ancora.
Ci piace ricordarlo così. Genio infinito e grandissimo cialtrone. Senza nulla da nascondere, con ancora moltissimo da offrirci, per sempre in grado di stupirci.

Welles è un cuoco concentrato, serio, quasi feroce e si cimenta di fronte al pubblico in una ricetta ambiziosa, difficile, che pone mille problemi tecnici e richiede un’attrezzatura complessa e che, ovviamente, rischia, come molti dei suoi film, di rimanere incompiuta. Il suo corpo imponente si muove ora con agilità insospettabile, ora con fatica estrema, a seconda dei suoi stati d’animo, tutti derivanti dall’avvicinarsi e allontanarsi infinito della fine del progetto.

Intanto, aneddoti della sua vita e riflessioni sul mondo e la nostalgia per il passato si mischiano come ingredienti di una ricetta ancora più complessa.
Giuseppe Battiston attore di teatro e cinema. In teatro ha lavorato per anni con Alfonso Santagata. Al cinema ha recitato per registi come Silvio Soldini, Roberto Benigni, Cristina e Francesca Comencini. Vincitore all’ultima Festa del Cinema di Roma, come miglior interprete italiano per il film La giusta distanza di Carlo Mazzacurati. È da sempre corpulento, dotato cioè di quella particolare grazia scenica che è propria di chi ha volumi consistenti, senza rientrare però nella tipologia dei grassi. Una volta aveva provato a dimagrire. Era diventato bellissimo, somigliava a Brad Pitt, ma pare che nessuno lo volesse più. Il regista che l’aveva scritturato minacciava addirittura di sostituirlo: un po’ perché i suoi costumi erano tutti da rifare, un po’ perché aveva perso qualcosa della sua peculiare fisionomia artistica.
Giuseppe Battiston nello spettacolo "Orson Welles' Roast"
Sarà probabilmente anche per questa affinità di stazza fisica che Battiston – diretto e affiancato nella stesura del testo da Michele De Vita Conti – ha scelto di accostarsi alla figura di Orson Welles. Certo è che l’attore friulano palesemente ne richiama certi tratti esteriori. E la sua sorprendente adesione al personaggio, che quasi trascende la mera immedesimazione, passa in gran parte da un linguaggio del corpo: non tanto il peso, né la rotondità delle forme, ma una sorta di morbida pinguedine interiore, suggerita, ancor più che dalla pancia, dal sigaro che fuma, dall’accappatoio che indossa, dall’indolente accento americano che sfoggia.

Il monologo, costruito in larga misura su stralci di interviste rilasciate nel tempo da Welles, e integrate da improvvisazioni dello stesso Battiston, parte non a caso da riflessioni sul cibo (folgorante la battuta iniziale: “il medico mi ha proibito di preparare cene per quattro persone, a meno che a tavola non ci siano anche gli altri tre”) per poi parlare via via del suo amato Falstaff, dell’Inghilterra, di Shakespeare, dei duecento attori neri utilizzati per rappresentare Macbeth, del musical dal Giro del mondo in ottanta giorni con musiche di Cole Porter, dei marziani, la cui invasione annunciò in una mitica trasmissione radiofonica.

Perché proporre uno spettacolo sul grande cineasta americano? Perché l’autore di Citizen Kane viene evidentemente assunto a emblema delle contraddizioni e delle ambiguità dell’artista in quel momento-chiave del Novecento in cui l’industria hollywoodiana va alla conquista del mondo. E infatti, intelligentemente, il protagonista viene colto in una luce tutt’altro che agiografica: anzi, l’immagine che ne esce è sostanzialmente acida, cattiva, a tratti sottilmente derisoria. Ed è travolgente la bravura con cui Battiston tratteggia un graffiante ritratto di quella star buffamente cinica,malevola, fra lampi di ingegno e insospettabili bassezze.

Orson Welles’ Roast

Scritto da: Michele De Vita Conti e Giuseppe Battiston
Con: Giuseppe Battiston
Musica originale: Riccardo Sala
Regia: Michele De Vita Conti
Aiuto regista: Elia Dal Maso

Teatro Binario 7
Via Turati 8
Monza
Tel. 039.2027002

Biglietto:
intero 18 €; ridotto 12 €; under 18 6 €

Sabato 27 febbraio 2010
Ore 21.00

Domenica 28 febbraio 2010
Ore 16.00

Domenica 28 febbraio 2010
Ore 21.00

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