Chi ha avuto la fortuna di peregrinare per il Mediterraneo alla scoperta dei siti archeologici che ne punteggiano le coste, si accorge, scendendo per la collinetta di Tharros, di essere approdato a uno dei più scenografici. E alla fine della visita lo collocherà senza dubbio alle primissime posizioni della propria personale classifica (anche gli appassionati di archeologia si perdono in questi pensieri), accanto all’isola sacra di Delo, a Leptis la Grande e a poche altre perle che risplendono dopo secoli di oblio. Lo scenario in cui ci si trova immersi è semplicemente spettacolare: il verde della macchia mediterranea, l’ocra delle pietre e il blu del mare compongono una tela che rimarrà impressa nella memoria. È inevitabilmente il mare a catturare lo sguardo e a stregare l’immaginazione, anzi i mari, al plurale, perché c’è quello “interno” e quello “aperto”. 
E proprio non ci si capacita di come riuscissero i Greci e i Romani a concentrarsi durante le rappresentazioni teatrali che, ricordiamo, si svolgevano in pieno giorno, quando dietro le quinte avevano uno spettacolo come quello che si ammira per esempio a Taormina o appunto qui a Tharros. All’ingresso del sito si presti attenzione agli orari delle visite guidate: non va sprecata l’opportunità di essere accompagnati dai volontari della cooperativa a cui è affidato il servizio. Sono ben preparati e le informazioni che forniscono durante il giro risultano preziose per “leggere” i resti della città e orientarsi tra le sue vie.
Ma Tharros è solo una, anche se probabilmente la più celebre, delle mete irrinunciabili per chi si spinge in quest’angolo ancora poco conosciuto di Sardegna. Poco prima di arrivarci ci si è già imbattuti nella chiesetta di San Giovanni (Santuanni) di Sinis che condivide con quella di San Saturnino a Cagliari il primato di più antica dell’isola.
Fu costruita nel VI secolo e dopo millecinquecento anni ancora ammalia con la semplicità delle sue forme.

Per apprezzare al meglio i tesori che si scopriranno in viaggio sarebbe bene dedicarsi alla lettura di qualche buon libro prima di partire e ricordarsi di portarli poi con sé. Narratori o saggisti che siano, gli autori sardi tentano di nascondere il profondo amore che li lega alla loro terra, ma le parole che inanellano li tradiscono senza scampo. Mettete in valigia, per esempio, Viaggio in Sardegna di Michela Murgia che ricorda il rovescio della medaglia di possedere milleottocento chilometri di coste: una smisurata porta d’accesso per i potenziali invasori, sempre aperta. Ma tanto facile è stato l’approdo in ogni epoca, quanto complesso e fino in fondo mai ottenuto il controllo delle zone appena oltre la fascia costiera. Consigliamo anche il bel libricino di Marcello Fois intitolato provocatoriamente ma neppure troppo, in fondo, In Sardegna non c’è il mare. La “sua” Barbagia è la chiave d’accesso all’intera isola e molti degli aspetti su cui si sofferma li ritroviamo anche nei luoghi attorno a Oristano. Anche qui, infatti, si possono citare numerose occasioni che meritano un viaggio senza scomodare il mare. Ma poi, per fortuna, si può tornare al Mediterraneo per ammirarne le mille sfumature e lasciare libero lo sguardo di spaziare fino quasi a perdersi lungo la costa. Le spiagge affollate sono un supplizio che qui non viene inflitto a nessuno.

E la Costa Verde riserva molte sorprese anche a chi ha già constatato la straordinaria molteplicità di paesaggi della Sardegna. Arrivarci non è difficile, anche se lasciando la statale 131 si abbassa sensibilmente la media oraria. Lo zigzagare della strada costiera e l’inestricabile groviglio di percorsi dell’Arborea possono in un primo tempo mettere a dura prova il visitatore abituato ai rettilinei dei tracciati autostradali del “continente”. Dimenticate allora l’orologio e spostate gli occhi dal tachimetro a quanto vi circonda. Più lentamente andrete, meglio gusterete le ricchezze di quest’angolo di Sardegna. Seguite i cartelli per Piscinas (Pixinias) e scoprirete le dune sabbiose più elevate d’Europa, con creste che svettano a 100 metri d’altezza. Sembrano trasportate direttamente dal deserto libico nel fianco occidentale dell’isola.
Come strategico punto di partenza per gite a Tharros, Oristano, Cabras e a tutta la zona dell’Arborea, si può scegliere Torre dei Corsari e qui affidarsi a una delle proposte di Brezza Marina che dispone di una quarantina di appartamenti bi e trilocali adatti per tutte le esigenze, completamente arredati e funzionali.

La comodità di sentirsi “a casa” si coniuga così al piacere di essere in vacanza, col mare a poca distanza, ristoranti, locali (comprese discoteche) e negozi a portata “di piedi”. Roberto e Brigida sapranno consigliarvi su cosa vedere durante il vostro soggiorno e vi daranno preziosi suggerimenti su come arrivarci. Ogni anno arricchiscono la loro esperienza viaggiando in Italia e all’estero per aggiornarsi, consapevoli che quello del turismo è un settore in perenne evoluzione. Ma non c’è pericolo che la Sardegna passi “di moda” e alla Costa Verde basterà un giorno per sedurvi. Voi fate come Ulisse con Calipso: state al gioco e rimandate il ritorno il più a lungo possibile.
Avvertenza: leggete con attenzione le indicazioni sottostanti per giungere a Torre dei Corsari e tenete presente che il ponte è davvero molto stretto, tanto che non sempre due autovetture riescono ad affiancarsi. Ma vale davvero la pena percorrerlo, soprattutto di notte, quando le luci elettriche e le stelle trasformano i dintorni in un paesaggio fatato.
Brezza Marina
Viale della Torre 36
Torre dei Corsari (CA)
Tel. 338.3676886
www.brezzamarina.it
Come arrivare:
Da Porto Torres: percorrere la S.S.131 in direzione Oristano/Cagliari, uscire al bivio per Terralba, proseguire per 4 km, attraversare il paese e seguire le indicazioni per Tanca Marchesa. Proseguire per Marceddì, dove raggiungerete un ponte molto stretto. Seguendo la strada a destra al primo incrocio, si arriva a S. Antonio di Santadi. Proseguire per altri 6 km e raggiungerete l’ingresso di Torre dei Corsari. Percorrere la via principale, Viale della Torre per 1 km. Alla vostra destra, prima di arrivare al supermercato Nonna Isa o centro commerciale la Kambusa, trovate l’insegna di Brezza Marina.
Da Cagliari: percorrere la S.S. 131 in direzione Sassari/Oristano per circa 70 km, poi uscire al bivio per Terralba. Seguire le stesse indicazioni da Porto Torres.
NB: in questo momento a Torre dei Corsari manca un distributore di benzina. È consigliabile fare il pieno prima di arrivare.
Check-in: 16.00-20.00 (arrivi fuori orario devono essere notificati anticipatamente)