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Voi siete qui: Biblioteca » “La mostruosità di Cristo”: la sfida tra filosofia e teologia continua

13 Aprile 2011

“La mostruosità di Cristo”: la sfida tra filosofia e teologia continua

Libro certo non facile questo La mostruosità di Cristo (Paradosso o dialettica?) di Slavoj Žižek e John Milbank, edito nel 2010 da Transeuropa. Intorno e a partire dalla figura che ha cambiato la storia d’Occidente degli ultimi due millenni si gioca uno scambio-scontro fra quella che è stata definita una rockstar del pensiero contemporaneo, Slavoj Žižek, nato nel 1949 a Lubiana, e il teologo protestante John Milbank (1952), professore all’Università di Nottingham, nonché leader del movimento “Radical Orthodoxy”. Žižek, sperticato grafomane, è anche un pensatore spregiudicato, incline a inserire nelle sue ricerche filosofia, psicoanalisi, cinema, sociologia, in un orizzonte di interventi che non conosce confini, cosa che lascia perplessi non pochi commentatori. Entrambi interessati al rapporto fondativo fra conoscenza e politica, Žižek e Milbank si misurano in questo libro con lo “scandalo” di Gesù, il Dio che si fa uomo – mica roba da ridere. Perché l’inizio – se di questo si tratta – si lega a doppio filo non solo al tema della verità, appunto, ma a quello dell’etica e dell’ontologia. La sfida fra un ateo problematico, non uno scientista insomma, e un teologo, si gioca attraverso uno scambio epistolare tripartito, due di Žižek, uno di Milbank. Lo schema non è un vantaggio offerto al primo per partito preso ma riflesso di una traccia della logica hegeliana, che si allunga verso una coincidentia oppositorum delle posizioni – sebbene Žižek a un certo punto definisca il loro dialogo “un’interazione fra due monologhi”.

In un testo di spiccata complessità ed estrema proliferazione dei motivi in gioco, ricchissimo di argomentazioni scaturite da discipline momentaneamente ancillari (politica, letteratura, logica, cinema…), la partita tra filosofia e teologia mostra una reciproca conoscenza dei dispositivi concettuali altrui. E sullo scandalo ontologico (e non solo etico) della morte di Gesù la battaglia non può non essere tesissima. Se per Milbank, all’interno di una storiografia cattolica, la storia cristiana è il dispiegarsi di un equilibrio essenziale fra ragione e poesia del mondo, per cui, sulla via di Eckhart, “è tempo di abbandonare il paganesimo del progresso e di recuperare una più autentica Epoca di Mezzo”, per Žižek il paradosso rappresentato dall’Incarnazione, non è niente affatto pacifico. mostruosita2Intanto, quando il Figlio si rivolge al Padre chiedendogli ragione del suo abbandono, mette in pericolo la stessa Fede di cui dovrebbe essere latore (“Solo nel Cristianesimo – scrive il filosofo di Lubiana – Dio non crede in se stesso”). Di più: l’amore che sostanzia il messaggio cristiano, per Žižek, o si trasforma in “amore politico” o testimonia di un fallimento dell’intero impianto teologico. Del resto, per il freddissimo sloveno, “per essere veramente atei, si deve accettare che il grande Altro non esiste, e agire di conseguenza”. O, per dirla con Brecht, “quello che dovremmo sacrificare è il sacrificio stesso”. Paradosso, più che dialettica?
Michele Lupo

Slavoj Žižek –  John Milbank
La mostruosità di Cristo
Paradosso o dialettica?

Transeuropa
2010, pp. 415, 21 €

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