Dopo una sortita nel cinema contemporaneo, ritorno alle pellicole che hanno lasciato un segno nella Settima arte: Ascensore per il patibolo (1958) è il film che ha rivelato il talento di Louis Malle, il suo primo lungometraggio.
Tecnicamente, Ascensore per il patibolo potrebbe essere classificato come un polar, termine con il quale in Francia viene definito il noir o il giallo. A questo proposito posso rimandare a I senza nome di Jean-Pierre Melville di cui ho parlato qualche tempo fa e che viene considerato uno dei massimi registi in questo genere.
Tuttavia, nel caso di Malle, la storia non racconta solo di tensione e tragiche vicende. Grazie alla collaborazione nella sceneggiatura di Roger Nimier e al notevole talento del giovanissimo regista, si percepisce un pessimismo di fondo, una indagine sull’uomo che, in balia del destino, arriva a toccare l’estrema profondità della sua fragilità e della sua solitudine.

Il soggetto arriva da un romanzo di Noël Calef, ma nel film ci sono diverse parti che non corrispondono al libro. Tra le varie modifiche, la più importante è sicuramente quella di avere immesso il personaggio di Florence, l’amante complice di Julien. Accade poi, nella pellicola, che i due non si incontrino mai e che il caso li allontani fino al tragico epilogo.
Sono due solitudini che non condividono gli stessi luoghi: l’uno ristretto in uno spazio claustrofobico, l’altra disperatamente in cerca per le strade di Parigi, comunque entrambi accomunati da un medesimo destino.
Giustamente famoso è rimasto il girovagare nella notte di Florence, in cerca di Julien, accompagnato da una città ostile e dalla tromba di Miles Davis. Già, perché il convitato di pietra di Ascensore per il patibolo” è proprio il grande jazzista americano con la sua colonna sonora.
“Ciò che Miles Davis riuscì a fare fu eccezionale, il film si trasformò. Ricordo benissimo com’era senza la musica, ma quando attaccammo il missaggio finale e aggiungemmo la musica, sembrò subito decollare.” (Louis Malle)
E pensare che Miles e il suo gruppo hanno improvvisato la colonna sonora vedendo proiettate le scene del film, tutto in una sola notte, tra le undici di sera e le cinque del mattino!
Tornando al film, e detto della splendida fotografia in bianco e nero di Henri Decaë, devo considerare l’abilità di Malle nell’utilizzo della macchina da presa: dissolvenze, stacchi e movimenti a schiaffo. Il regista francese coglie solo l’essenziale, tralasciando ogni elemento superfluo, aiutato dai dialoghi estremamente ridotti e da molti silenzi. Mostra di avere assimilato la lezione di Alfred Hitchcock (vedi Psycho), ma anche quella di Jacques Tati. [Il movimento a schiaffo è una rotazione rapidissima e improvvisa della cinepresa sul proprio asse orizzontale o verticale.]
“Ti ho perso nella notte, Julien. Avrei dovuto lasciarti. Non avrei dovuto baciarti o accarezzarti il viso.” (Florence)
Come dicevo in precedenza, questa pellicola si distacca dal polar, quando i suoi protagonisti diventano vittime del caso/caos e appaiono l’angoscia e il pessimismo ad accompagnarli nella loro notte sciagurata.
“Qualsiasi cosa può costituire un alibi. Mogli, fidanzate, baristi, amici d’infanzia, mariti ingannati, ma non un ascensore. Questo è ridicolo. È totalmente folle.” (commissario Cherrier)
Per molti aspetti questo film si direziona verso la Nouvelle Vague, di cui ho parlato più volte, anche se Malle non ha mai voluto aderirvi. Già quando gira Ascensore per il patibolo, se ne avvertono i primi fermenti e lo stile rigoroso, così come il modo di usare la macchina da presa lo avvicinano al nuovo movimento. E, per ultimo, non posso dimenticare che il suo direttore della fotografia, Henri Decaë sarà poi il direttore per eccellenza della Nuova Ondata.
Il regista
“È solo quando la memoria viene filtrata attraverso l’immaginazione che i film che facciamo avranno una profondità reale.” (Louis Malle)
Louis Malle nasce a Thumeies nel 1932 e muore a Bevery Hills nel 1995. La sua famiglia fa parte dell’alta borghesia e lui per tutta la vita, nei suoi lavori, è in polemica costante con la classe cui appartiene. I genitori lo indirizzano a studi classici, ma Louis abbandona la facoltà di Scienze Politiche alla Sorbona, per seguire i corsi della Scuola Superiore di Cinema.
Collabora con Jacques Cousteau e, nel 1955, assieme a lui, vince la Palma d’oro al Festival di Cannes (Il mondo del silenzio). Come detto, il suo primo lungometraggio è Ascensore per il patibolo, a cui fanno seguito Gli amanti (1958).
Il grande successo arriva con Arrivederci ragazzi (1987), ma voglio ricordare anche Soffio al cuore (1971), Cognome e nome: Lacombe Lucien (1974) e Il danno (1992). Nel 1994 firma il suo ultimo film: Vanya sulla 42esima strada, adattamento moderno di Zio Vanja di Anton Čechov.
“Più vivo, meno mi fido delle idee e più mi fido delle emozioni.” (Louis Malle)
Accennavo prima alla Nouvelle Vague: Malle ne condivide solo alcune particolarità e non accetta il rifiuto del cinema francese classico e la conseguente riscrittura della storia del cinema.
Può essere definito un autore eclettico, considerando la sua instabilità formale ed esistenziale. Ciò che a lui sta a cuore è poter mettere a nudo le incoerenze nascoste della classe borghese e anche i rapporti all’interno della famiglia, come accade in Soffio al cuore o ne Il danno.
“Per me la vera educazione sta nell’insegnarvi a far buon uso della libertà.” (Louis Malle)
Note e osservazioni
Il titolo originale francese, Ascenseur pour l’échafaud si riferisce direttamente alla pena capitale: l’échafaud è infatti la ghigliottina, prevista in Francia per gli assassini.
Per le scene in cui cammina di notte per le strade di Parigi illuminate dai neon, l’attrice Jeanne Moreau fu filmata quasi senza trucco, approccio molto realista e molto insolito per l’epoca.
A proposito di Miles Davis, il gruppo con cui suona in Ascensore per il patibolo è formato da Barney Wilen al sax tenore, René Urtreger al pianoforte, Kenny Clarke alla batteria e Pierre Michelot al contrabbasso.
E, per quei pochi che ancora usufruiscono dei DVD per guardare un film, il DVD edito da Pyramide Entertainment, contiene tra gli extra un piccolo gioiellino: una intervista a René Urtreger, pianista di Miles Davis, in cui racconta, oltre alla loro partecipazione al film, molti affascinanti aneddoti sulla sua amicizia con il trombettista americano e generalmente sul jazz.
L S D
Ascensore per il patibolo
- Regia: Louis Malle
- Soggetto: da un romanzo di Noël Calef
- Sceneggiatura: Roger Nimier, Louis Malle
- Interpreti: Jeanne Moreau, Maurice Ronet, Georges Poujouly, Yori Bertin, Lino Ventura, Iván Petrovich, Elga Andersen