Fino al 10 gennaio 2027 si potrà visitare ai Musei di Palazzo dei Pio a Carpi (MO) la mostra Non di solo pane. Cucina, tavola e cibo nel Rinascimento. Racconta, attraverso oggetti, installazioni multimediali interattive e sensoriali e pannelli di sala la ricca storia di un territorio che ha sempre fatto del cibo molto di più di un semplice nutrimento.
Da Agrodolce – «il gusto imperante della cucina rinascimentale» – a Zucchero si declina l’alfabeto posto all’inizio del percorso, accogliendo i visitatori e augurando loro buona visita, anzi: buon appetito! Quello che segue racconta la vita quotidiana nelle corti rinascimentali tra Quattro e Cinquecento.

Ci sono vasi in ceramica ingobbiata (come i due decorati con motivi a girali e medaglioni con busti caricaturali), piatti, bilance per la pesatura – alcune delle quali ancora in uso fino a pochi decenni fa, tanto che qualche visitatore ne avrà conservata una memoria diretta – e strumenti da cucina. Come osservava giustamente il conservatore che ha fatto da guida ai giornalisti arrivati in città per la presentazione dell’Emilia Food Fest che si è tenuto nei giorni scorsi – alcuni di essi sono stati inventati praticamente già perfetti, tanto da non aver subito pressoché modificazioni nel corso di secoli se non millenni.
È il caso per esempio della rotella da pasta, di cui sono presenti un paio di esemplari di inizio e fine XX secolo prestati da un privato. Sia detto tra parentesi, ho ripensato a questa osservazione quando in una teca del Museo Archeologico di Padova ho visto un colino in bronzo rinvenuto nella cosiddetta Tomba 8 del Condominio Sant’Ubaldo, datata al VI secolo a.C.

Avatar digitali fanno da guida – veri e propri Virgilio – nelle tre sezioni in cui si articola il percorso, dedicate rispettivamente alla cucina, alla tavola e al cibo. Sono il risultato dell’intelligenza artificiale, ma le loro parole sono frutto di un’accurata ricerca e assolutamente documentate. Si tratta di Cristoforo Messisbugo, maniscalco alla corte di Ercole d’Este a Ferrara; Bartolomeo Sacchi detto il Plàtina perché nativo di Piadena, in latino Platina appunto, e Bartolomeo Scappi, forse il più celebre cuoco del Rinascimento italiano.
Sono ricchi di informazioni e approfondimenti i pannelli di sala. Su quello dedicato allo Scappi leggiamo per esempio dell’importanza delle tavole illustrate che accompagnavano il terzo libro del suo lavoro più importante, intitolato Opera di Bartolomeo Scappi Maestro dell’Arte del cucinare. Quelle tavole «documentano gli utensili da cucina, tra cui lo sperone da pasta, e restituiscono una delle prime rappresentationi grafiche della forcina a due rebbi», l’antenata della nostra forchetta.
Una parte del percorso è dedicata al dilemma se riparare o buttare, mentre la postazione multisensoriale sulla quale campeggia la riproduzione del Bacco di Caravaggio – uno dei capolavori della Galleria degli Uffizi – riunisce in sé contenuti digitali ed essenze: se usata con intelligenza, la tecnologia si presta ottimamente a raccontare i segreti di quanto ci è più familiare, ovvero il cibo e in questo caso il vino attraverso il senso dell’olfatto.

In un’altra postazione siamo invitati a indossare le cuffie per ascoltare il racconto della tavola del Rinascimento, mentre altrove possiamo osservare da vicino – grazie a una lente – le diverse forme dei cereali. «È a Roma che la panificazione raggiunge un livello ancora più organizzato [rispetto all’antica Grecia, n.d.r.]: qui nacquero vere e proprie botteghe di panettieri, chiamate pistrina». Forme di pane e strumenti per la cottura sono esposti a Castel Sant’Angelo alla mostra Ercolano. L’arte di vivere.
Qui a Carpi ci si concentra sui secoli del Rinascimento e il visitatore ha modo di osservare quanto la cucina sia cambiata dall’epoca romana e poi ai giorni nostri, rotella da pasta a parte.
Saul Stucchi
Non di solo pane
Cucina, tavola e cibo nel Rinascimento
Informazioni sulla mostra
Dove
Musei del Palazzo dei PioPiazza Martiri 68, Carpi (MO)
Quando
Dal 28 marzo 2026 al 10 gennaio 2027Orari e prezzi
Orari: venerdì, sabato, domenica e festivi 10.00 – 18.00Biglietti: gratuito