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Voi siete qui: Biblioteca » “Un Viaggiatore Sovrappeso in Anatolia e Iraq”

11 Settembre 2026

“Un Viaggiatore Sovrappeso in Anatolia e Iraq”

Che Bernardo Notarangelo parta per uno dei suoi viaggi per scoprire le ragioni degli altri l’aveva già esplicitato nel suo primo libro Un Viaggiatore Sovrappeso in Iran, pubblicato da Zolfo nel 2024. Lo ribadisce implicitamente nel commosso ricordo che fa del fotoreporter Andy Rocchelli ucciso in Donbass nel 2014, posto a guardia del suo nuovo volume, Un Viaggiatore Sovrappeso in Anatolia e Iraq. Sulle orme di Marco Polo, uscito per lo stesso editore.

Come faceva Rocchelli, Notarangelo lascia a casa i pregiudizi e si appresta al confronto, armato solo di curiosità e sete di conoscenza. Per quanto riguarda la fame, è raramente un problema per lui, aperto alle esperienze gastronomiche delle cucine del mondo.

Stando al risultato riportato in coda al libro, in un mese di viaggio ha perso soltanto due chili e mezzo, contro gli otto smaltiti in Iran. Che la cucina (le cucine) dell’Anatolia e dell’Iraq gli siano state più gradite di quella dell’Iran? Glielo chiederemo domani, sabato 12 settembre, in occasione della presentazione a Mezzago (MB) nella cornice del ciclo “12×12. Dodici eventi per un anno” organizzato dagli Amici della Biblioteca in collaborazione con la Pro Loco.

È stata nientemeno che la voce di Marco Polo a invitare Bernardo alla partenza e sulle orme del viaggiatore veneziano (e del suo doppio calviniano) il nostro si è accinto all’impresa, non senza essersi preparato, per esempio chiedendo consigli a «gruppi WhatsApp di intrepidi viaggiatori in Iraq, Afghanistan, Asia Centrale».

Il progetto era di partire da Trebisonda per arrivare a Pechino e il lettore avrà modo di scoprire (anche grazie al corredo fotografico attivabile inquadrando il codice QR stampato alla fine dei capitoli) quanto l’autore sia stato fedele al proposito, quali deviazioni abbia compiuto e in quali tappe abbia articolato il lungo viaggio, portato avanti con ostinazione, data la sua naturale incapacità a orientarsi…

Il palazzo di Ishak Pasha a Doğubeyazıt

Come nel libro precedente, Notarangelo mescola ricordi personali (per esempio il gelo di Pavia e aver avuto come compagno di scuola a Bologna il figlio del presidente della Turchia Erdoğan) a impressioni, considerazioni, curiosità, aneddoti, brevi lezioni di storia e di geografia apprese sul campo. Meno dimestichezza ha invece con il rettangolo verde del calcio, cosa che gli ha procurato qualche grattacapo: in Iraq è rimasto un poliziotto che ancora lo aspetta al varco per sapere la sua opinione sul calciatore Vlahovic, dopo avergli imposto una sorta di interrogatorio sul perché vogliamo abbattere lo stadio di San Siro…

Un italiano vero alla Toto Cutugno – suo mantra portafortuna – Bernardo passa brutti momenti quando viene preso per spia o è colpito dalla dissenteria e da un forte dolore alle spalle. Novello Ulisse, se la cava con l’arte dello sgamuffo, anche se gli capita pure di essere sgamato (a Karbala!) e tiene sempre occhi e orecchi aperti per fare esperienza diretta, come Marco Polo e prima di lui Erodoto. Ma questo viaggio è in qualche modo compiuto in particolare sotto il segno del profeta Giona – anche se può essere che io sovrastimi il tema avendo ragioni strettamente personali per notare i riferimenti… – di cui Bernardo condivide la testardaggine.

Lo accompagniamo di pagina in pagina e di tappa in tappa, e seguiamo con attenzione le sue considerazioni sull’architettura dei monumenti che visita, sulle testimonianze dei genocidi e sulla «miopia degli esuli», sulle narrative contrapposte e sull’oblio selettivo, sulla presenza del Mein Kampf di Hitler nelle librerie (particolare che l’aveva già scioccato in Iran). Ma in qualche modo riusciamo anche a gustare le prelibatezze dei cibi che ha scelto (a Erbil ha mangiato il kebab migliore della sua vita) e a vivere gli incontri che ha fatto, come quello con il giovane passeggero iraniano che si prende cura di lui a Samarra…

Il palazzo di Cosroe a Ctesifonte

Il Medio Oriente è in fiamme, oggi e mentre ci viaggiava Notarangelo (nei giorni in cui Israele bombardava l’Iran): non gli sono mancati dunque i motivi di preoccupazione, né gli intoppi alle varie frontiere, ma se l’è sempre cavata, anche quando è finito su un pullmino di «sorridenti contrabbandieri» curdi.

Ha potuto così partecipare a una cerimonia yazida, visitare in solitaria il sito di Babilonia (dove ha temuto soltanto i tori. O erano bufali?), rendere omaggio a Gertrude Bell sostando davanti alla sua tomba a Baghdad, ammirare la bellezza dell’Eufrate – che compensa il disgusto per l’onnipresente immondizia irachena e il «divorante traffico babilonese» -, provare l’emozione di ascoltare i brani di Franco Battiato sul taxi che l’ha portato a Sulaymaniyya dopo un viaggio di 360 chilometri coperti in sei ore e poi sul pullman a Najaf: «alle donne, in particolare, Nomadi piace molto. Ne canticchiano il motivo».

Ha osservato la differenza di trattamento delle donne tra Iran e Iraq, ha sperimentato la generosità degli sconosciuti (come quando un ragazzo gli ha pagato la corsa in taxi), ha provato dolore nel constatare la distruzione di tanti siti e tristezza per l’impossibilità di essere raggiunto dal figlio Michele, come avevano progettato.

«Penso alla Storia come a un mosaico scomposto, le cui tessere si disperdono ma possono essere avvicinate e rimesse insieme. Talvolta lo fa il caso, talvolta l’intenzione», scrive attorno alla metà del libro. Grazie al suo sguardo e ai suoi racconti anche noi lettori possiamo osservare con curiosità e interesse quel mosaico che ci circonda e di cui – è bene non dimenticarlo mai – anche noi facciamo parte, a nostra volta sotto lo sguardo altrui.

Saul Stucchi
Foto di Bernardo Notarangelo

Bernardo Notarangelo
Un Viaggiatore Sovrappeso in Anatolia e Iraq
Sulle orme di Marco Polo

Zolfo Editore
Collana Le storie
2026, 240 pagine
18 €

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