Sala gremita l’altra sera, martedì 10 febbraio, per la presentazione alla Biblioteca Ostinata di Milano del nuovo romanzo di Olivia Crosio Le due vite di Andrii Rosliuk, appena pubblicato da Arkadia nella collana Eclypse (la stessa in cui è uscito nel 2024 Josh in fuga).
A farle da intervistatrice l’agente letteraria, nonché amica, Chiara Beretta Mazzotta che ha sottolineato la coerenza del luogo scelto per la presentazione: il romanzo è infatti è un libro ostinato, frutto della perseveranza dell’autrice e dei protagonisti, in particolare della madre di Andrii, Nataliia. È grazie alla sua volontà e ai suoi racconti che Olivia prima mette insieme il materiale e poi dispone le tessere per realizzare un romanzo fedele alla vera storia di Andrii.

Giovane uomo dai mille talenti e affamato di vita, Andrii è costretto a lasciare l’Ucraina al momento dell’invasione russa per cercare di essere curato in Italia. Arriva a Milano con la madre e nel capoluogo lombardo – che siamo soliti dipingere come città fredda e senz’anima – insieme trovano una rete di persone che li aiuta e sostiene.
Purtroppo Andrii dovrà arrendersi alla sua malattia, mentre Nataliia proseguirà la sua battaglia che è ora quella di far conoscere la sua storia, affidata alla penna – e al cuore – di Olivia. Il desiderio è che il libro venga tradotto in ucraino e possa essere letto da chi ha voluto bene ad Andrii.
Con le parole di quelle persone, ha detto Chiara all’inizio della presentazione, Olivia ha tessuto la trama del romanzo, rispettandole e avendone cura. Era difficile raccontare una storia drammatica, nel contesto di una tragedia, senza ricorrere ai colori della disperazione. Ma la scrittrice è riuscita a far prevalere le note positive.

I sacrifici e i dolori si mescolano alle speranze e ai momenti belli, così come le lacrime – le tante lacrime – versate durante le sessioni in cui Nataliia ha raccontato a Olivia la loro storia, servendosi delle dieci parole d’italiano (imparate con le canzoni di cantanti italiani) che ha imparato e di una traduttrice, si sono mescolate ai cibi – ai tanti cibi – preparati durante le chiacchierate.
Chiara ha fatto quindi i complimenti all’autrice per questo risultato, chiedendole poi di raccontare come Andrii e la madre sono arrivati in Italia e più precisamente all’Opera Cardinal Ferrari e all’ospedale Niguarda di Milano.
Quando Andrii è mancato, Nataliia ha preso da parte Olivia per dirle che avevano deciso di affidarle il compito di scrivere la storia di Andrii: altri scrittori non conoscevano. Lei ha tentato di svicolare, spiegando di essere una scrittrice di storie inventate, ma la scusa non è valsa a piegare la volontà della madre.
Olivia si è resa conto che Nataliia aveva bisogno di un progetto che le consentisse di superare l’abisso di disperazione che le si era aperto davanti alla morte del figlio e ha deciso di provarci. In tre sessioni la signora ucraina ha raccontato la loro storia e buttato fuori tanto dolore: non faceva che cucinare e piangere mentre rievocava le vicende della sua famiglia, fino allo scoppio della guerra e all’arrivo in Italia (dove peraltro Andrii si immaginava che avrebbe trovato il mare ovunque, abituato all’enorme distanza che invece lo separava in Ucraina).
Nataliia aveva un modo molto particolare di affrontare il dolore: scavava fino al suo punto più basso e quando toccava il fondo diceva “Adesso basta. Adesso riprendo”. E questa continua ripresa, insieme al progetto di realizzare questo libro con il desiderio che fosse una “storia allegra”, le ha consentito di elaborare il dolore.
Ma avremo modo di riparlare di Le due vite di Andrii Rosliuk di Olivia Crosio. Intanto vi invito a leggerlo.
Saul Stucchi
Olivia Crosio
Le due vite di Andrii Rosliuk
Arkadia
Collana Eclypse
2026, 160 pagine
15 €