«Che dopo l’arresto di Giuliante abbia deciso di non espormi per evitare di compromettere la mia nomina è un fatto. Che abbia scelto di schierarmi con chi pretendeva da me una prova di fiducia, e abbia finito per esprimermi contro di lui, anche questo: è un fatto». Queste le frasi-chiavi del romanzo Ingrata di Annalisa De Simone (pubblicato da Nutrimenti nel 2025).
Il romanzo, narrato in prima persona, racconta la storia di una giovane donna, Letizia Mastracci, che dall’Abruzzo arriva a Roma per diventare avvocato e si trova legata a costruire un complesso rapporto con Tonino Giuliante, che è molto più anziano di lei. Un rapporto che la vede vivere nella sua ombra, ammirarlo, ma tra i due non nascerà mai una relazione sentimentale. Tonino per Letizia diventa lo spettro di suo padre. Un padre che non ha avuto il coraggio di amare fino in fondo e «l’unica forma di comprensione è diventato il silenzio».

Letizia è incline alle contraddizioni, mai del tutto pacificata con il suo passato, le sue umili origini. La si vede crescere nelle pagine di Ingrata, innamorarsi, sposarsi e divorziare da Lorenzo, un uomo più vicino a lei per età. La si vede seguire la carriera di Giuliante e da lui esser guidata, nonostante la ragazza dimostri perspicacia e preparazione.
Quando Tonino e Letizia si incontrano, quest’ultimo è appena stato eletto deputato.
Nato nel 1944 da due partigiani che si sono rifugiati tra le montagne dell’Abruzzo, Tonino è «figlio della montagna abruzzese, della Resistenza italiana, della miseria e del Mezzogiorno». Uno dei pochi che riesce a fare il salto e a giungere nella Roma dei grandi palazzi della politica. Lui che non aveva neanche una laurea, ma solo il diploma di terza media, è diventato prima il presidente della Cgil abruzzese, poi un uomo politico, infine presidente della Regione Abruzzo.
Gli anni in cui la storia inizia sono quelli di Tangentopoli, che modifica per sempre l’Italia e segna la fine dei partiti politici che l’hanno costruita. A farne maggiormente le spese è il Partito Socialista Italiano di Bettino Craxi, che tante speranze aveva dato a molte persone umili. E che, in quegli anni −1992− diventa il simbolo della corruzione dei partiti storici della Prima Repubblica
Tonino Giuliante finisce per essere accusato e condannato. Il suo caso è simile a quello di Enzo Tortora (a cui fa riferimento lo stesso Giuliante, quando viene condannato). Tonino rappresenta un mondo, quello politico di un determinato periodo che va dagli anni Cinquanta fino al 1994. Un modo e un mondo politico che si scontra presto con un mondo fatto di partiti e modi di fare politica molto diversi tra loro. Forse non a caso, nel romanzo, si fa riferimento al populismo e a due politici che, sulla scena politica, sono stati più imbonitori degli umori dell’uomo della strada che fautori di una politica fatta di riflessione.
Ma il titolo a cosa si riferisce? Letizia Mastracci si dimostra agli occhi del mondo un’ingrata perché, segue quanto le viene detto dal Ministro. E invece di fare una dichiarazione a favore di Tonino, e dimostrare la sua lealtà e la fiducia che ha sempre riposto in lui, a Repubblica dice che i dieci anni di carcere, che il giudice ha assegnato a Tonino, le sembrano addirittura pochi.
Annalisa De Simone costruisce il ritratto di una donna che cerca, sbaglia, si pente, prova a resistere. Una donna che, come spesso accade, deve imparare a diventare se stessa. L’Ingrata della De Simone non è un’eroina né una vittima, ma una figura divisa tra gli affetti del passato e le ambizioni.
Tonino Giuliante è un mentore. Un punto di riferimento. L’uomo a cui deve tutto. E che le permette di raggiungere una posizione importante: Letizia diventa, infatti, Direttore Generale di CineItalia. Una posizione che la donna sente propria e che non vuole perdere.
Un ottimo esempio di romanzo privato e collettivo.
Claudio Cherin
Annalisa De Simone
Ingrata
Nutrimenti
Collana Greenwich extra
2025, 224 pagine
19 €