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Voi siete qui: Italia » Torcello: alle origini di Venezia tra Occidente e Oriente

6 Gennaio 2010

Torcello: alle origini di Venezia tra Occidente e Oriente

torcello_ante Chi ha la fortuna di trovarsi in questi giorni a Venezia non deve lasciarsi sfuggire l’opportunità di visitare la splendida mostra Torcello. Alle origini di Venezia tra Occidente e Oriente, ospitata nelle sale del Museo Diocesano. Si deve però affrettare perché l’esposizione chiuderà il 10 gennaio. La ricorrenza del primo millennio della basilica di Santa Maria Assunta sull’isola di Torcello è stata occasione di dialogo tra gli studiosi di diverse discipline e la mostra ha costituito un tentativo di sintesi delle loro ricerche. Il filo rosso è stato individuato nella tradizione religiosa che tiene legate culture, vicende storiche ed espressioni artistiche anche molto diverse tra loro.
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Il percorso espositivo è introdotto da una tabella cronologica che inquadra il periodo interessato, dal 568-9 quando Alboino guida i Longobardi in Italia attraverso le Alpi Carniche, fino al 1320 circa, ovvero alla presenza in Laguna di Paolo Veneziano, innovatore della pittura veneto-bizantina.

I primi insediamenti sull’isola di Torcello risalgono all’epoca romana, tuttavia soltanto in concomitanza con la discesa dei Longobardi vi ricompaiono evidenti segni di vita, anche se si doveva trattare di un’esistenza tutt’altro che facile perché gli abitanti erano quotidianamente impegnati a difendersi dall’invadenza dell’acqua. Tra il IX e il X secolo Venezia si afferma nell’Adriatico, con il conseguente cambio nel rapporto di forza, questa volta a sfavore di Torcello.
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Da un pannello informativo apprendiamo che l’imperatore Costantino VII Porfirogenito (912-959) nella sua opera dedicata all’amministrazione dell’impero elenca le terre soggette a Bisanzio e cita Torcello tra le località del dogado veneziano. La “morte” di Torcello si data tuttavia solo al 1818 quando il vescovado viene soppresso e aggregato al patriarcato di Venezia.

Tra i manufatti in mostra si segnalano capselle-reliquario, pale d’oro (come quella prestata dal Duomo di Caorle), placchette e formelle (quella con la raffigurazione dei santi Teodoro di Tiro e Giorgio testimonia la grande devozione di cui erano oggetto i santi “militari” in Oriente e nella stessa Venezia: erano venerati come protettori dell’impero); icone come quella dell’Arcangelo Michele, uno dei capolavori che impreziosiscono il tesoro di San Marco, preda della conquista di Costantinopoli nel 1204.

Da ammirare con la dovuta attenzione il piatto d’argento raffigurante il bagno d’Atena. La dea è assistita da Cariclo, mentre il padre di quest’ultima, Tiresia, spia da dietro le rocce. Fu realizzato probabilmente da un’officina costantinopolitana tra la fine del V e l’inizio del VI secolo ed è una magnifica prova del perdurare del linguaggio artistico classico in età bizantina.
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Meritano un particolare apprezzamento le didascalie perché forniscono anche brevi spiegazioni, oltre alle indispensabili informazioni sulla datazione e la provenienza degli oggetti.
Molto spazio, giustamente, è dedicato ai mosaici, anche perché la cultura artistica di Torcello è direttamente e profondamente influenzata da quelle di Costantinopoli e Ravenna, insuperabili scuole in questa specialità. A confronto possiamo ammirare una testa della Vergine di officina costantinopolitana della fine del X secolo, in prestito dal Museo Benaki di Atene (proveniente dal Monastero di Studios a Costantinopoli); un mosaico con la raffigurazione delle pie donne, di officina veneto-bizantina, della seconda metà dell’XI secolo, appartenente alla Deposizione di Cristo (il frammento è importante perché è un raro documento della prima decorazione musiva della basilica di San Marco; si rimane incantati nell’osservare i veli delle donne, realizzati con tessere di colore grigio, blu, arancio e verde; una testa di angelo di officina bizantina, della seconda metà dell’XI secolo, in arrivo dal Museo del Louvre (il frammento fu distaccato nell’Ottocento dal Giudizio Universale della basilica di Torcello).


Tra gli altri manufatti – tutti meritevoli di una sosta – segnaliamo almeno la coperta già del codice Latino I, 101, datata al 900 circa, in argento dorato su piatti lignei, smalto cloisonné e paste vitree: vi sono raffigurati una Vergine orante e un Cristo in croce, mentre attorno ci sono dieci cammei circolari, alcuni vacanti, con i santi, e la grandiosa croce processionale, detta Croce di Chiaravalle, di officina veneta e lombarda.
Il biglietto della mostra dà diritto alla visita della basilica di Torcello.
Saul Stucchi

INFORMAZIONI

Museo Diocesano
Chiostro di Sant’Apollonia
Castello 4312
Venezia

Fino al 10 gennaio 2010

Orari: tutti i giorni 10.00-18.00
La biglietteria chiude alle 17.15
Biglietto: intero € 5,00; ridotto € 4,00

Il video della basilica di Santa Maria Assunta è preso dal sito della basilica

Didascalie:
Reliquiario della Croce

Tesoro di San Marco
Venezia

Placchetta eburnea con Ascensione
Sec. XII, inv. MS 64405
Musei Vaticani
Città del Vaticano

Medaglione
Collezione C. Schmidt
Monaco di Baviera

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