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Voi siete qui: Arte » Mostra “Rubens e la scultura a Roma” alla Galleria Borghese

1 Febbraio 2024

Mostra “Rubens e la scultura a Roma” alla Galleria Borghese

Rimane tempo fino a domenica 18 febbraio per visitare la mostra Il tocco di Pigmalione. Rubens e la scultura a Roma allestita alla Galleria Borghese della capitale. È curata da Francesca Cappelletti e Lucia Simonato e rappresenta la seconda tappa di un ampio progetto intitolato Rubens! La nascita di una pittura europea che vede collaborare il museo romano con la Fondazione Palazzo Te e con il Palazzo Ducale di Mantova.

Una sala della mostra "Tocco di Pigmalione. Rubens e la scultura a Roma" alla Galleria Borghese di Roma. Foto A. Novelli © Galleria Borghese

Il percorso espositivo

La struttura della splendida residenza costituisce anche un limite nell’allestimento delle mostre temporanee che devono di necessità adeguarsi agli spazi e alla presenza “ingombrante” di capolavori inamovibili. Ne risulta, anche in questo caso, un percorso un po’ contorto, non sempre facilmente riconoscibile di primo acchito. Ma è un peccato assolutamente veniale e un piccolo obolo che si paga volentieri per essere ammessi in una delle case museo più belle del mondo.

Il percorso si articola in otto sezioni, intitolate rispettivamente:

  • Il mito del Barocco
  • Rubens e la storia
  • Corpi drammatici
  • Corpi statuari
  • Rubens e Caravaggio
  • La nascita della scultura pittorica
  • Il tocco di Pigmalione
  • Rubens e Tiziano

Presenta al pubblico una cinquantina di opere prestate da prestigiose istituzioni come il Louvre, il British Museum e il Metropolitan Museum di New York, mentre è già rientrato da tempo a Venezia il disegno di Leonardo da Vinci Due mischie tra fanti e cavalieri, concesso per un periodo di tempo più breve dalle Gallerie dell’Accademia.

Un'immagine dell'allestimento della mostra "Tocco di Pigmalione. Rubens e la scultura a Roma" alla Galleria Borghese di Roma. Foto A. Novelli © Galleria Borghese

Dal Museo del Prado di Madrid è arrivato il dipinto raffigurante La morte di Seneca, realizzato da Rubens e bottega nel 1612-1613. Non si è invece mossa da Parigi la statua in marmo bigio del cosiddetto Seneca morente, esposta nella Sala del Maneggio del Louvre. Un tempo faceva parte della collezione del cardinale Scipione e fu proprio a Roma che l’artista fiammingo la studiò.

Dialoghi e confronti

Ben fatti i pannelli di sala che introducono a ciascuna sezione. In quello relativo al rapporto di Rubens con la storia, per esempio, si legge:

Al momento del suo ingresso in Italia, Rubens è già un artista ‘dotto’. Conosce il latino e un po’ di greco. Forse ha letto anche le Vite di Vasari. Accolto a Mantova alla corte di Vincenzo I Gonzaga, non perde occasione per recarsi appena può a Venezia, Roma e Genova. Impara un bellissimo italiano, che utilizzerà per tutta la vita nelle sue lettere.”

A dialogare con la Susanna e i vecchioni della Galleria Borghese (alla quale appartiene anche il Compianto sul Cristo morto) è arrivata la versione dal Nationalmuseum di Stoccolma.

Rubens disegnava dall’antico o da copie dell’antico (come testimoniano in mostra gli studi dal Torso del Belvedere, dal Laocoonte e dallo Spinario), ma anche dai contemporanei.

Intriganti gli incroci tra le opere e la scenografica “cornice” che le ospita. L’aquila che divora il fegato a Prometeo incatenato – realizzata dal suo collaboratore Frans Snyders, come molti degli animali presenti nei suoi quadri (la tela è arrivata dal Museum of Art di Filadelfia) – sembra aver spiccato il volo da uno dei gruppi scultorei che decorano le porte della sala.

Peter Paul Rubens, Agrippina e Germanico, olio su tavola, 1614 c., 66,4 x 57 cm, Andrew W. Mellon Fund, National Gallery of Washington, USA

Titanici i confronti con i sommi artisti che rendono incomparabile la Galleria Borghese: Caravaggio, Tiziano e Bernini. I due busti del cardinale Scipione Borghese di quest’ultimo – a sinistra la prima versione, a destra la seconda, entrambe del 1632 – fanno da scorta al Ritratto di Ludovicus Nonnius di Rubens, anteriore di una manciata d’anni, prestato dalla National Gallery di Londra.

L’omonima istituzione della capitale statunitense ha invece prestato l’olio su tavola con il doppio ritratto di Agrippina e Germanico: ne riparleremo a breve in occasione della recensione del libro Gemme antiche. Arte, lusso e potere nella Roma dei Cesari della professoressa Gemma Sena Chiesa, pubblicato da Carocci.

Adesso non perdetevi la mostra su Rubens e la scultura a Roma alla Galleria Borghese!

Saul Stucchi

Didascalie:

  • Due immagini dell’allestimento della mostra
    Foto A. Novelli © Galleria Borghese
  • Peter Paul Rubens
    Agrippina e Germanico (1614 circa)
    Olio su tavola, 66,4 x 57 cm
    Andrew W. Mellon Fund, National Gallery of Washington, USA

Il tocco di Pigmalione
Rubens e la scultura a Roma

Informazioni sulla mostra

Dove

Galleria Borghese
Piazzale Scipione Borghese 5, Roma

Quando

Dal 14 novembre 2023 al 18 febbraio 2024

Orari e prezzi

Orari: da martedì a domenica 9.00 – 19.00
ultimo ingresso ore 17.45
Lunedì chiuso

Biglietti: intero 13 €; ridotto 2 €
Prenotazione obbligatoria per tutte le tipologie di biglietto 2 €

Maggiori informazioni

Sito web ufficiale:

https://galleriaborghese.beniculturali.it

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