Al quattro di gennaio 2024 a quanti buoni propositi per l’anno nuovo avete già dovuto rinunciare? Io almeno a un paio. Per esempio la coincidenza di capodanno con un lunedì mi ha costretto a violare fin da subito il buon proposito di limitare il consumo di carne seguendo la pratica del Meatless Monday (equiparabile all’iniziativa Meat Free Monday lanciata nel 2009 da sir Paul McCartney): impossibile rinunciare agli avanzi dal cenone…
Stesso discorso vale per una campagna che ho scoperto soltanto qualche giorno fa, il Dry January di tradizione britannica, recentemente lanciato in Francia come Défi de Janvier (Sfida di gennaio), ovvero l’iniziativa che invita a rinunciare all’alcol nel mese di gennaio, non soltanto per compensare le bisbocce dicembrine, ma per rendere evidenti i benefici – tra sonno, bilancia e portafoglio – della riduzione di vino e birra e tutto il resto. Persa in partenza la sfida, nel mio caso metto già in conto almeno un altro paio di eccezioni nel corso del mese, per uno di quei compleanni in famiglia che vanno festeggiati come si deve…

Carne e vino a parte, la mia dieta è fatta essenzialmente di libri, a proposito dei quali mi sono segnato una lista di buoni propositi per il 2024. Eccola:
- contare quanti libri ho (in un paio di giorni ho contato quelli in soggiorno: poco più di 1.700 volumi. Mancano lo studio e il garage: non sarà semplice…)
- stilare un catalogo con le informazioni bibliografiche di base e qualche nota personale: dediche, occasioni speciali, ricordi…
- migliorare il rapporto tra libri acquisiti (comprati o meno) e quelli letti
- recensire con puntualità quelli che mi arrivano sulla scrivania (su richiesta o meno)
- registrare con precisione le nuove entrate
- personalizzare i libri a cui sono più affezionato.
A quest’ultimo proposito devo confessare un piccolo grande strappo a una regola che da sempre rispetto: non utilizzare l’evidenziatore. Ci ho pensato a lungo e alla fine ho deciso di derogare: per una sola volta o per più, lo scoprirò nel futuro. Nella lettura a tappe con cui sto leggendo Anna Karenina di Tolstoj – con l’intenzione di completare il romanzo in tre mesi, al ritmo di 10 pagine al giorno – ho preso la decisione di sottolineare con l’evidenziatore i passi più significativi e le curiosità, scrivendo a penna qualche commento a margine.
Da una parte mi sembra una barbarie imperdonabile che contrasta con il rispetto che ho sempre tenuto verso i libri (non soltanto i miei, naturalmente!), dall’altra mi pare un peccato veniale. L’edizione tascabile che ho acquistato costa appena 13 euro: male che vada, ne comprerò una seconda copia da tenere intonsa accanto alla sua sorella bistrattata.
Al momento devo dire che mi piace questo rapporto “irriguardoso”, molto intimo con il libro. Non arriverò a sommergere le righe di testo con note come ha fatto Susan Sontag con la sua copia di Finnegans Wake di Joyce (cercate in rete le immagini: rimarrete sbalorditi!), ma almeno sentirò più mia questa Anna Karenina. Che a pagina 40 ha già fatto breccia nel mio cuore (ma non scalzerà i Karamazov: lo assicuro prima di tutto a me stesso).
Saul Stucchi