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Voi siete qui: Teatro & Cinema » “Napoleon” di Ridley Scott: molto fragore per nulla

2 Dicembre 2023

“Napoleon” di Ridley Scott: molto fragore per nulla

“On s’engage, puis on verra” (“Cominciamo, poi si vedrà”)

Questo era il motto con cui, discorrendo con il suo stato maggiore alla vigilia di una battaglia, Napoleone Bonaparte sintetizzava il suo approccio: “nessuna strategia – affermava – sopravvive al primo colpo di cannone”; tale assunto sembra peraltro rispecchiare la condotta di Ridley Scott nella realizzazione del kolossal dedicato al grande condottiero corso.

Che il cineasta irlandese prestato a Hollywood non sia particolarmente interessato alla corrispondenza delle sue opere alla realtà degli eventi storici di cui parla lo avevamo già capito guardando prima Il gladiatore e poi Le crociate. Con Napoleon abbiamo avuto la conferma definitiva (e non richiesta).

Joaquim Phoenix in "Napoleon" di Ridley Scott

Scott vuole raccontare una storia e lo fa anche bene, come suo solito: il film copre senza pesantezza le due ore e quaranta minuti del suo sviluppo, fra costumi impeccabili, ottimi attori, scene di battaglia o di ricevimenti, ambientazioni suggestive, e grande fragore di cannoni. Non me ne voglia Luigi Di Silvestro, mio collega nella redazione di ALIBI Online: sono un amante del cinema per il cinema, il puro entertainment.

Tuttavia, c’è un però: seduto nella sala cinematografica, ho vissuto la disagevole sensazione di assistere a una riedizione di House of Gucci in chiave franco-corsa, con Napoleone in luogo di Maurizio Gucci e Josephine de Beauharnais al posto di Patrizia Reggiani.

Sperare di esaurire in poco più di due ore e mezza la vicenda umana, politica, e militare di un personaggio che con il suo carisma ha di fatto inaugurato l’Era moderna, stravolgendo i primi quindici anni del diciannovesimo secolo, è qualcosa che sfiora l’utopia. Sarebbe valsa la pena di focalizzarsi anche su uno solo di questi aspetti, esplorandolo e dotando il film di una dimensione intimista, o ideologico-politica, oppure documentaristica, o infine semplicemente di puro entertainment.


Scott ha scelto di non scegliere, così il film arriva allo spettatore come un pot-pourri di frammenti spesso sconnessi, con un andamento fatto di salti in avanti, di cambi di piano narrativo, di scenette degne di una rivista rosa, di citazioni che nulla restituiscono della reale natura di questo personaggio controverso ma enorme che, partito da una Rivoluzione antimonarchica e socialista, si fece Imperatore.

Ignorata la campagna d’Italia, in cui Napoleone scrisse le pagine più gloriose della propria storia, trascurato completamente il rapporto che egli aveva con le truppe (rapporto che avrebbe reso interessante il film, e che secondo gli storici che hanno studiato il condottiero francese era peculiare per spiegare l’abnegazione dei soldati francesi durante le campagne militari che hanno modificato la geopolitica europea per tre lustri), affrontata con superficialità l’abilità diplomatica di un personaggio che ha saputo di volta in volta condizionare con successo i regnanti di gran parte d’Europa (a eccezione degli inglesi che inorridivano all’idea di dover avere a che fare con un parvenu così rozzo e arrogante).

Vanessa Kirby e Joaquim Phoenix in "Napoleon" di Ridley Scott

Appena abbozzate le figure di Talleyrand, di Metternich, dello Zar Alessandro, e del Duca di Wellington (un Rupert Everett sprezzante che il tempo ha reso ahimè irriconoscibile), ciò che resta è un morboso spiare dal buco della serratura della camera da letto imperiale dove, scopriamo, l’Empereur era un amante goffo e frettoloso, nonché un seduttore timido, freudianamente asservito alla personalità di Madame Mère Letizia Ramolino, la madre manipolatrice dell’intero Palazzo, e piagnucolosamente innamorato di Joséphine (interpretata dalla bellissima Vanessa Kirby, già vista in The Crown, capace di rendere la sensualità e la sofferenza del suo personaggio).

L’ottimo Joaquin Phoenix presta inutilmente il suo carisma per colmare queste lacune della sceneggiatura, e per cercare di spiegare con la propria personalità le ragioni per cui un uomo descritto in modo così caricaturale troneggi sulla Storia.

Parafrasando Shakespeare, e prendendo spunto dalle numerose cannonate presenti nel film, mi viene da chiosare asserendo: “molto fragore per nulla”.

Simone Cozzi

Napoleon

  • Regia: Ridley Scott
  • Soggetto: David Scarpa
  • Sceneggiatura: David Scarpa
  • Interpreti: Joaquin Phoenix, Vanessa Kirby, Tahar Rahim, Ben Miles, Ludivine Sagnier, Paul Rhys, Sinéad Cusack
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Archiviato in:Teatro & Cinema

Info Simone Cozzi

Una laurea in Economia e Commercio, una passione per la scrittura, la fotografia, la musica. Ha pubblicato con Panda Edizioni: La pace inquieta, Doppio strato, Lo spazio torbido e Il buio è prossimo. Informazioni sull'autore Simone Cozzi.

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