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Voi siete qui: Arte » L’Indonesia di De Romanis

9 Maggio 2007

L’Indonesia di De Romanis

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Oppresso dal fuoco e dal fumo

Antico Amore – Vita In Oriente: questo il nome della mostra inaugurata lo scorso 4 maggio nella sede del Consolato Onorario della Repubblica di Indonesia, dedicata al pittore Agostino De Romanis.

 

Tra i principali esponenti della “Pittura colta” De Romanis rappresenta una delle figure più importanti dell’attuale scenario artistico italiano. Figura poliedrica, considerata anche la sua attività di scenografo, ha realizzato opere di grandissima importanza, tra cui spiccano la serie di “Acqua Aria Terra e Fuoco” esposta nella Cattedrale St Mary di Sydney in Australia e il ciclo pittorico “Il grande cammino” in 22 dipinti, in onore di papa Giovanni Paolo II.

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Seminatore delle risaie

Le ragioni che hanno portato il pittore alla scelta del Consolato Indonesiano come sede espositiva risiedono nel grandissimo amore nei confronti di questa terra lontana, che De Romanis visitò per la prima volta nel 1978, spinto dalla “necessità di “ossigenarsi” dai temi puramente occidentali trattati fino a quel momento.  Da allora il pittore ha continuato a seguire gli sviluppi e le vicende del paese asiatico, dando vita a una pittura definita da Vittorio Sgarbi, “animista”, che rappresenta e interpreta tematiche della vita sociale e religiosa dell’arcipelago.
Il risultato è un corpus pittorico di ben duecento opere, che mostrano il desiderio del “pittore di sganciarsi dalla tradizione occidentale per immergersi completamente nella luce d’Oriente con una percezione dello spazio che non è la nostra, non è più quella di Piero della Francesca e di Paolo Uccello, non è più quella di Galileo Chini che pure si era in parte emancipato dalle radici della tradizione pittorica italiana. C’è uno spazio prospettico che passa attraverso il cubismo e, anzi, sfonda la prospettiva per tentare nuove dimensioni, con il cubismo prima, e poi con il futurismo. Questo non può essere ignorato da De Romanis, il quale è in tutto moderno, è in tutto contemporaneo, non esprime una ricostruzione figurativa in senso classico o in senso accademico. Non è un figurativo tradizionale; è un figurativo dello spirito, senza dubbio, per cui quello che rappresenta sono piuttosto anime e spiriti che non forme concrete e riconoscibili, non sono ritratti di persone, ma ritratti di anime. In questo senso evidentemente la lezione delle avanguardie è stata, per lui, sicuramente significativa”. (Vittorio Sgarbi a commento della pubblicazione “Rediscovering Indonesia” del 2004)

 

Agostino De Romanis “L’Antico Amore – Vita In Oriente”
Dal 3 al 19 maggio
Sede del Consolato Onorario della Repubblica di Indonesia
Piazza Risorgimento 8
Milano

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