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Voi siete qui: Biblioteca » Da La Tartaruga “Maud Martha” di Gwendolyn Brooks

11 Ottobre 2023

Da La Tartaruga “Maud Martha” di Gwendolyn Brooks

Maud Martha è l’unico romanzo della poetessa Gwendolyn Brooks (pubblicato da La Tartaruga con la traduzione di Gioia Guerzoni) a vincere il Premio Pulitzer nel 1950, tre anni dopo aver pubblicato questo libro fulminante che fino a oggi non era mai stato tradotto in italiano.

Questo unico romanzo scritto da Brooks è un gioiello. A tratti pieno di grazia e luminoso; a tratti irriverente, se non addirittura divertente. Per il periodo in cui è stato scritto ‒ gli anni Cinquanta ‒rappresenta una novità per il modo in cui la storia viene raccontata, per le sue vicende che si dipanano in 34 capitoli essenziali che sembrano episodi.

I capitoli sono scene, racconti, legati l’uno all’altro fino a definire la storia di Maud Martha, attraverso una serie di notizie, fatti, avvenimenti di minima portata. Per farlo, l’autrice usa la tecnica di accelerazione linguistica – usata dalla poesia, o dai racconti brevi – che attraverso un gesto, uno squarcio, un bagliore rivela un mondo. Brooks cambia spesso la prospettiva e lo sguardo sullo stato delle cose.

Gwendolyn Brooks, Maud Martha, La Tartaruga

Maud Martha cresce nel South Side di Chicago e sogna New York, dove immagina un futuro. Maud Martha è nata nel 1917. Ecco alcune delle cose che Maud Martha fa o che le capitano: si innamora, ama i cappelli e li compra, sventra un pollo, impara a bere il caffè, prova a immaginarsi bella ma dubita di sé, va matta per i denti di leone, ama il cinema, diventa madre, si ammala. Il marito di Maud, invece, ha sogni diversi da quelli di sua moglie: i club, le donne bianche.

Brooks per come ha inventato e raccontato la sua protagonista fa venire in mente Grace Paley, ovvero la più brava di tutte e tutti.

I bianchi stanno aldilà e irrompono con tutta la loro violenza. Anche solo con una battuta, magari sentita per caso. L’odio trapela e sgomenta Maud Martha che si trovi in un negozio, al cinema, o stia osservando un Babbo Natale in un grande magazzino. Sentirsi osservati, guardati in altro modo, anche in silenzio, salutati con fredda educazione e con distacco sono modi attraverso cui si manifesta l’odio.

Maud si accorge, sente, percepisce, ma è mossa da una forza, quella di realizzare i suoi sogni, tanto da non farsene un cruccio per tutto questo odio. Maud sa che esiste sempre un pranzo della domenica, un sorriso da recapitare a qualcuno. E questo le dà la possibilità di sopravvivere. Anche se è consapevole che «è il mio colore che lo fa arrabbiare. Cerco di chiudere un occhio, ma non va bene. Gli piace quello che ho dentro, come sono davvero. Ma continua a guardare il mio colore, che è come un muro e deve scavalcarlo per toccare quello che posso dargli, deve saltare in alto per vederlo. E si stanca, con tutti quei salti».

Il romanzo di Brooks è fatto di luce e lingua che si muove e taglia, insegna che c’è sempre una nuova storia da raccontare anche sulla questione più nota. Brooks racconta che tutti hanno il bisogno di sognare, di desiderare, di immaginarsi in una versione migliore di sé e – contemporaneamente – avere il bisogno di essere accettati. Così di fronte all’odio Brooks sembra chiedersi, sorpresa, se gli uomini odiano altri uomini solo in nome del colore della pelle. E se questo valga veramente la pena.

Claudio Cherin

Gwendolyn Brooks
Maud Martha
Traduzione di Gioia Guerzoni
La Tartaruga
2023, 144 pagine
19 €

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