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Voi siete qui: Biblioteca » Da NNE “Piccole umane debolezze” di Megan Nolan

7 Settembre 2023

Da NNE “Piccole umane debolezze” di Megan Nolan

Nella Londra degli anni Novanta una bambina di tre anni, Mia Enright, viene trovata morta. Subito si sospetta di Lucy Green, di dieci anni, perché ha trascorso con Mia le sue ultime ore di vita. Ben presto la famiglia Green diventa il capro espiatorio solo perché tutti la considerano strana e non allineata con il modo di vivere borghese delle altre famiglie del quartiere.

Di questa idea è anche Tom Hargreaves, un cinico giornalista in cerca di scoop, mandato dal suo giornale per conoscerne i componenti quel tanto che basta da scrivere su ciascuno di loro articoli che possano solleticare la passione voyeuristica dei lettori.

In realtà, il lungo interrogatorio di Lucy riporta alla luce tensioni tra i membri della famiglia Green, che, dopo essere stata messa in guardia sulla pericolosità di restare a vivere nel quartiere, decide di trasferirsi in un hotel vicino alla stazione a spese del giornale di Tom.

Megan Nolan, Piccole umane debolezze, NN Editore

Nella quiete dell’hotel, i membri della famiglia possono avere tutto ciò che vogliono (cibo, abiti e soprattutto alcol, compagno fidato di molti dei protagonisti). E possono raccontare, un poco alla volta, al giornalista gli oscuri segreti che li tormentano.

Pagare da bere non solo permette il viaggio dell’introspezione, ma è l’unico mezzo con cui il giornalista riesce a ottenere delle informazioni, non tanto per dimostrare la colpevolezza di Lucy – ancora troppo giovane e immatura per concepire crimine -, quanto per rivelare una vita familiare devastata dalla solitudine e dall’incomprensione, tenuta in piedi da relazioni segrete, da un cupo risentimento, da gravidanze nascoste. Odi mai sopiti.

Inizia così Piccole umane debolezze (NN Editore, 2023, traduzione di Tiziana Lo Porto) il secondo romanzo dell’irlandese Megan Nolan, autrice già nota ai lettori italiani.

Il romanzo che, all’inizio, può sembrare un thriller, in realtà, si rivela un’analisi spietata sulla famiglia e sul vuoto che s’insinua nelle vite dei vari componenti che, alla fine, non posso che provare rancore l’uno nei confronti dell’altro. Ognuno di loro deve fare i conti con lo spasmodico – quanto lacerante – bisogno di rifugiarsi in una realtà alternativa, nella quale confidano di trovare un qualche barlume di salvezza. Spesso limitata nel tempo.

Megan Nolan indaga le vite dei Green ed esplora i semi di quel male, che tutti nel quartiere sostengono appartenga solo alle mura di quella strana famiglia («davvero, a chi importava di una famiglia come la loro? Le loro non erano che piccole umane debolezze, tragedie troppo ordinarie per essere degne di nota»).

Uno dei pregi della scrittrice è quello di saper descrivere il senso di vuoto, il disagio interiore e il bisogno di distruggersi, temi ricorrenti nei suoi romanzi.

Piccole umane debolezze racconta anche il dolore di ogni personaggio, come quello che si manifesta nella gravidanza indesiderata di Carmel – donna impenetrabile, anaffettiva e inabile a qualsiasi problema, oltre che madre di Lucy – che rifiuta il ruolo di madre, e finisce per essere un personaggio dal cuore “lacerato”, che ha organizzato tutta vita «in modo da non doversi mai confrontarsi con quella realtà fatta di lei e Derek».

Non c’è solo il dolore di Carmel, ma anche quello di Richie, il fratello di Carmel. Il suo dolore è diviso tra la dipendenza da alcol e droga e l’immobilità, nella quale trascorre la propria esistenza, afflitto com’è da continui vuoti di memoria che non gli permettono una vita normale. Richie è un ragazzo solo – forse, in realtà, lo è sempre stato – che, a un certo punto, si è autorecluso in un piccolo appartamento, privandosi di qualsiasi integrazione sociale. Richie è alle prese con un affetto tossico nei confronti di John, il padre di famiglia.

John, infatti, è un uomo privo di valori morali e di empatia, perennemente in conflitto col prossimo, infelice e rassegnato a una vita che ha smesso di piacergli da tempo. La sua infelicità rende la sua sofferenza amara e ciclica. Lui stesso si accorge di quanto sia futile urlare e sbraitare per una fetta di pane tostato bruciata o per una porta lasciata aperta, e tutto quello che vuole non è altro che uno scontro col mondo.

In questo modo Megan Nolan non dà il ruolo centrale a un unico protagonista, ma a una collettività disperata e sopraffatta da una società difficile in cui la fragilità e la debolezza e l’emarginazione lasciano accadere anche qualcosa di inenarrabile, come un efferato delitto.

Grazie a una scrittura cruda e spietata, precisa e nitida Nolan permette al lettore di seguire tre storie parallele che si collocano fra il 1978 a Waterford in Irlanda e il 1990, fra Skyler Road e l’Hotel Gargano nella capitale inglese. Tre storie che rivelano tutte una fragilità maniacale, vittima dell’insensibilità del vorticoso mondo circostante.

Alla fine del libro implacabile un’amara verità viene fuori, che sorprende il lettore. Purtroppo ormai abbastanza frequente nella cronaca quotidiana. Purtroppo.

Claudio Cherin

Megan Nolan
Piccole umane debolezze
Traduzione di Tiziana Lo Porto
NN Editore
Collana Stagione 2023
2023, 240 pagine
19 €

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