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Voi siete qui: Biblioteca » Torna da Guanda “In alto” di Thomas Bernhard

17 Luglio 2023

Torna da Guanda “In alto” di Thomas Bernhard

Torna in libreria da Guanda, che lo aveva già pubblicato nel 1990, In alto, opera fra le prime in prosa di Thomas Bernhard (la traduzione è di Giovanna Agabio). I grandi romanzi erano di là da venire, ma allo scrittore austriaco era già presente in tutta la sua rovinosa evidenza un’idea fissa che non avrebbe conosciuto ripensamenti: “Il mondo è un gigantesco catafalco”.

Fin lì – era il 1959 -, l’autore de, fra gli altri, Il soccombente, Gelo, Perturbamento, aveva tentennato fra poesia e prosa, e probabilmente stava cercando voce, tono, passo, uno stile adeguato alla visione apocalittica che lo avrebbe reso tanto celebre quanto detestato in patria (almeno quanto lui detestava il suo Paese).

Thomas Bernhard, In alto, Guanda

Il narratore di questo monologo spesso disarticolato, scomposto, è già intriso dei feroci malumori attraverso la cui specola Bernhard guatava e impallinava da spietato cecchino i suoi simili, la società austriaca, il mondo tout court. Se l’invettiva nella sua opera avrebbe costituito il tessuto continuo di un mood consustanziale alla scrittura, qui c’è però un aspetto sperimentale, una trama fatta di cesure, digressioni, ripetuti spostamenti della focalizzazione, e in generale un tratto frammentario, da poème en prose che non sappiamo se fosse alla base della scelta di non pubblicare l’opera (l’imperativo tassativo fu, “non prima della mia morte”, ma in realtà accadde poco prima).

Ma Bernhard c’è già tutto, la scrittura spiraliforme che gli è tipica è interrotta da inserti apparentemente devianti, ma sono solo più drastici rispetto al continuum monologante che gli conosciamo: soggetti diversi appaiono nella stessa pagina, più che agire nella “realtà” del racconto sembrano funzionare come alert psichici di qualcun altro, dello stesso narratore forse, categorie più che personaggi, volta per volta polifonia od oltranza inconscia di liberazione della parola dall’egemonia del significato (“mezzo milione circa di pensieri in un’ora del pomeriggio”).

Del resto, il sottotitolo recita: Tentativo di salvezza, non senso. Che siano impulsi, immagini che balenano nel rimuginìo del narratore oppure figure “oggettive” intercettate nel récit della finzione cambia poco: la stupidità regna sovrana, oscena come un blob che inghiotte l’immaginabile, coartato nella memoria del narratore a sua volta mutuata da quella sanguinante dell’autore empirico: il piccolo Thomas, nato in una famiglia difficile, che a scuola, costretto a un’educazione nazista, era stato un disastro (ci andava “come si va al patibolo”, parole sue), soffriva la meschinità altrui e provò a fuggirne da giovane con la poesia – i connazionali sono l’obiettivo primario come sarà nelle opere maggiori. “Le loro opinioni da professori di scuola media”, la bruttezza della provincia che ti butta fango addosso, la desolazione della loro “vita inutile”.

L’attacco della voce in capitolo è sferzante, il pessimismo irredimibile alla vita di “questa massa molle e inespressiva come un muro: massa umana flaccida, ottusa, cedevole”: E ancora: ”Com’è possibile aiutare un impiegato postale? un uomo della posta, un fannullone simile? uno stipendiato, uno che piega così facilmente la schiena allo stato?”. Secondo il narratore “non c’è via d’uscita per questa vilissima specie umana: lo squallore nelle stanze pomeridiane”.

Ecco allora come agisce la scrittura per un uomo a cui il mondo appare così privo si speranza: come una sferza che lo scuote per farlo diventare Thomas Bernhard: “Penso che le esperienze traumatiche siano molto più feconde per uno scrittore, se non altro per uno scrittore moderno, rispetto a quelle felici. Le esperienze per me più feconde dal punto di vista letterario sono sempre legate a conflitti, a traumi, a momenti difficili, a un qualche tipo di frustrazione o rottura, o anche a una grande esaltazione.”

Non dovette essere facile essere Thomas Bernhard.

Michele Lupo

Thomas Bernhard
In alto
Traduzione di Giovanna Agabio
Guanda
Collana Prosa Contemporanea
2023, 144 pagine
16 €

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