• Passa alla navigazione primaria
  • Passa al contenuto principale
  • Passa alla barra laterale primaria
  • Passa al piè di pagina
  • Luoghi
    • Italia
    • Europa
    • Mondo
    • A letto con ALIBI
  • Mostre
    • Arte
    • Fotografia
    • Storia
  • Spettacoli
    • Teatro & Cinema
    • Musica & Danza
  • Biblioteca
  • Interviste
  • Egitti

Alibi Online

Voi siete qui: Biblioteca » Strega: “Mi limitavo ad amare te” di Rosella Postorino

6 Luglio 2023

Strega: “Mi limitavo ad amare te” di Rosella Postorino

Missione Premio Strega 2023: 9 di 12.

Mi limitavo ad amare te, il tanto atteso romanzo di Rosella Postorino (Feltrinelli, 2023) è l’ultimo dei libri finalisti della LXXVII edizione del Premio Strega che mi trovo a recensire (certo, mancano poi tre libri per portare a termine la missione (im)possibile iniziata ad aprile).

Ultimo dei finalisti nelle mie letture, primo nella classifica provvisoria della cinquina, proclamata lo scorso 7 giugno.

“Nel suo romanzo, Postorino pratica con grande sensibilità e forza narrativa una lezione letteraria sempre valida: i veri testimoni del tempo sono le sue vittime, chi porta addosso le cicatrici della Storia ne è il testimone più attendibile. Ma i testimoni di questo tipo quasi sempre non hanno voce, e così la letteratura svolge un fondamentale ruolo vicario: raccontare per chi non può farlo”.

Questo uno stralcio della motivazione di Nicola Lagioia, che ha presentato Mi limitavo ad amare te al Premio Strega 2023.

Rosella Postorino, Mi limitavo ad amare te, Feltrinelli

Rosella Postorino sviluppa l’idea per il suo romanzo nel 2019, dopo aver letto quasi per caso su una rivista un pezzo relativo al bombardamento dell’orfanotrofio di Bjelave a Sarajevo nel luglio 1992. I bambini ospiti dell’orfanotrofio vengono caricati su un pullman e portati in Italia per essere salvati dalla guerra. Non tutti quei bambini erano orfani, molti avevano una famiglia o solo una madre, con cui erano in contatto e avevano un rapporto costante. Questi bambini, improvvisamente, vengono strappati alla loro vita, alla quotidianità, alle famiglie per essere portati in un luogo sconosciuto, l’Italia, in cui si parla una lingua sconosciuta, che è lontano da tutto ciò che per loro è casa.

“Si esiste interi solo prima di nascere. Ma quello strappo è la vita.”

Rosella Postorino dà voce a quei testimoni, i bambini che hanno affrontato nel 1992 quel viaggio verso l’Italia, tra la vita e la morte. Una partenza senza tempo per avvertimenti e comunicazioni, senza spazio per un saluto e un abbraccio.

Seguiamo così le storie di Nada, Omar e Danilo per un arco di tempo lungo quasi vent’anni, dal 1992 al 2011. Condividiamo con loro paure, speranze, delusioni, sentimenti e crescita. Tutto dal loro punto di vista.

Nada e Omar sono ospiti dell’orfanotrofio di Bjelave quando Sarajevo viene bombardata e sono costretti a fuggire. Nada lascia il fratello Ivo, troppo grande per partire e per questo arruolato nell’esercito, e Omar, caricato sul pullman con il fratello Sen, lascia la madre, che aveva visto sparire sotto un granata dopo il loro ultimo incontro, senza sapere se fosse riuscita a salvarsi.

Nel viaggio verso l’Italia, Nada e Omar incontrano Danilo, un ragazzino non orfano, unico della sua famiglia messo sul pullman per fuggire dalla guerra. Questa esperienza crea un legame fondamentale tra loro: diventano fratelli, si fanno coraggio, si curano le ferite a vicenda. Si prenderanno cura uno dell’altro e questo permetterà loro di affrontare le sfide quotidiane, che sono la conseguenza del loro strappo. Non sarà sempre un rapporto facile, perché non si sono scelti, come non si scelgono i fratelli di sangue, ma si sono trovati costretti a condividere l’esperienza della guerra. Questo porterà a tradimenti, ulteriori strappi, difficoltà, ma tutto avrà sempre lo stesso finale: tornare a proteggersi.

I bambini, travolti dalla guerra, sono costretti a crescere, bruciando le tappe, diventando adulti. I rapporti con i genitori si complicano, e come esplodono le bombe, così esplode il senso dell’abbandono e la tristezza lascia il posto alla rabbia, verso il mondo, verso la famiglia, verso quelle madri assenti e lontane.

“Avrebbe voluto ucciderla, sua madre, per difendersi dal dolore di esserne il figlio.”

La guerra è il punto di partenza e motore della vicenda, ma Mi limitavo ad amare te è un romanzo che apre gli orizzonti verso tematiche molto ampie e profonde. È l’analisi dei legami familiari, del significato della vita, del vuoto che quella stessa vita può lasciare, e dell’essere figli, una condizione che non si può scegliere, ma che viene imposta con il solo fatto di nascere.

Mi limitavo ad amare te è senza dubbio il libro più quotato per la vittoria finale, ma si sa, il Premio Strega è sempre pronto a regalare grandi colpi di scena.

Sicuramente, a prescindere dalla eventuale vittoria, riprendendo ancora una volta le parole di Nicola Lagioia, questa “può essere un’ottima occasione perché ‘Mi limitavo ad amare te’ entri al meglio nel dibattito letterario di quest’anno”, anche alla luce degli eventi e degli strappi che la Storia, a distanza di trent’anni dalla guerra nella ex Jugoslavia, sta riproponendo con i conflitti che, ancora una volta, ci coinvolgono da molto, molto vicino.

L’attesa è quasi finita: oggi, giovedì 6 luglio, alle 22.50, ci sarà la serata finale del Premio Strega 2023, in diretta su Rai Tre, dal Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia di Roma.

Ilaria Cattaneo

Rosella Postorino
Mi limitavo ad amare te
Feltrinelli
Collana I narratori
2023, 352 pagine
19 €

Tweet
Share
0 Condivisioni

Archiviato in:Biblioteca

Barra laterale primaria

Articoli recenti

  • A Milano tornano “I giorni dell’ostinazione”
  • “Le armoniose stagioni” di Vivaldi al Conservatorio di Torino
  • “La più bella. La versione di Elena” di Brunella Schisa
  • Recensione del romanzo “Orbital” di Samantha Harvey
  • Da Miraggi “Pabitele”: i racconti di Bohumil Hrabal

Footer

INFORMAZIONI

  • Chi siamo
  • Contatti
  • Informativa privacy & Cookie

La rivista online

ALIBI Online è una rivista digitale di turismo culturale, diretta dal giornalista Saul Stucchi. Si occupa di mostre d'arte, storia e archeologia, di cinema e teatro, di libri di narrativa e di saggistica, di viaggi in Italia e in Europa (con particolare attenzione alle capitali come Parigi, Madrid e Londra). Propone approfondimenti sulla cultura e la società attraverso interviste a scrittori, giornalisti, artisti e curatori di esposizioni.

Copyright © 2026 · ALIBI Online - Testata giornalistica registrata al Tribunale di Milano; reg. n° 213 8 maggio 2009
Direttore Responsabile Saul Stucchi