Missione Premio Strega 2023: 2 di 12.
Il 30 marzo 2023 sono stati annunciati i dodici libri semifinalisti della 77esima edizione del Premio Strega. Tra i candidati c’è “Come d’aria”, romanzo d’esordio di Ada d’Adamo (Elliot, 2023). Il 1° aprile, a distanza di soli due giorni, arriva un altro annuncio: “Siamo molto addolorati per la scomparsa della scrittrice Ada d’Adamo, che da pochi mesi aveva pubblicato con noi il suo meraviglioso Come d’aria. È difficile trovare le parole giuste, ci stringiamo forte ad Alfredo e a Daria, e a tutte le persone a lei care”. Con queste parole, la casa editrice Elliot comunica la morte della scrittrice.
Il romanzo resta in gara al Premio Strega 2023, come prevede il regolamento. Quindi eccomi qui, a cercare le parole giuste da scrivere.

“Questo libro è la storia vera, mia e di Daria”.
In Come d’aria la scrittrice – e narratrice – racconta la sua storia, donna e madre che si trova ad affrontare un tumore al quarto stadio e la disabilità della figlia Daria, nata con una grave malformazione cerebrale, non diagnosticata per un errore medico.
“Sei Daria. Sei D’aria. L’apostrofo ti trasforma in sostanza lieve e impalpabile. Nel tuo nome un destino che non ti fa creatura terrena, perché mai hai conosciuto la forza di gravità che ti chiama alla terra”.
Ada ama Daria e farebbe di tutto per lei, ma con onestà confessa che se fosse stata a conoscenza della malattia della figlia avrebbe interrotto la gravidanza. Da qui arriva a parlare di un primo aborto, fatto per paura di perdere il compagno. Una paura rivissuta l’anno successivo, quando ha scoperto di essere incinta di Daria e di una gemella poi morta e ha tentato di procurarsi un aborto, in corsa su un motorino, mossa dal duplice desiderio di ucciderti e salvarti.
I ricordi seguono mille corsi e si rincorrono, arrivando a scoprire i segreti più nascosti, come la morte in un incidente di Paolo, suo primo amore, alla quale ricollega la morte di suo padre, nonno adorato di Daria. Ci sono poi, la danza, da sempre la sua grande passione e valida alleata anche nei momenti più difficili, le lotte e le incertezze quotidiane, i piccoli traguardi, spesso ostacolati dal malfunzionamento del sistema scolastico e dall’insensibilità dei medici.
Mentre le pagine scorrono tra passato e presente, tra un prima e dopo Daria, tra confessioni e ricordi, la malattia si fa largo nella sua vita. La sorte dell’autrice appare sempre più chiara. È lei stessa che la preannuncia. “Sono tre mesi e mezzo – da quando ho iniziato la chemioterapia – che penso alla mia morte, a come organizzare tutto perché non crolli quando non ci sarò più”.
Alla consapevolezza di una vita che sta per giungere al termine si affianca il senso di colpa. “Ti guardo poco, ti tocco ancor meno. Te ne sei accorta? Ce l’hai con me per questo? […] Non sento niente. Né dolore, né paura. Forse solo rimpianto, per quel che avrei potuto fare e non ho fatto”.
Ada, ballerina, da sempre padrona del suo corpo e dei suoi movimenti, ora non sa come gestire quel nemico che si è insinuato dentro di lei. Chiede al suo corpo malato di non abbandonarla. Perché se il corpo da una parte è contenitore di dolore, fragilità, malattia, dall’altra è il centro di tutto, è lo strumento che madre e figlia usano per comunicare: testa contro spalla, pancia contro pancia, abbracci, piccoli suoni, respiri che seguono lo stesso ritmo, come in una danza perfetta. Un contatto continuo che porta i due corpi, quello di Ada e quello di Daria, a intrecciarsi e incorporarsi. “Il mio corpo sperimenta, seppur in misura ridotta, i limiti del tuo. Prima li conoscevo, li sentivo, li toccavo attraverso te; poi ho cominciato via via a incorporarli”.
Ada d’Adamo ha scritto un libro sincero e consapevole, senza mai ricadere nell’autocommiserazione. Può l’amore ampliarsi nella sofferenza? Forse sì, e la sua dichiarazione d’amore è così forte da lasciare disorientati.
La scrittrice sa che per lei è solo questione di tempo e (io credo) per questo motivo decide di raccontare la sua storia, di mettere nero su bianco ricordi e riflessioni profonde, per dare alla vita un’altra possibilità, che vada oltre il dolore, la malattia, oltre quella sfortuna che sembra colpire sempre e solo te. Nel suo romanzo, che poi è la sua vita, c’è l’accettazione della sconfitta, ma lì accanto c’è anche la speranza. C’è l’amore incondizionato che lega madre e figlia e che si infila nelle fessure più strette e buie, curando le ferite e rendendo la sofferenza più leggera, come d’aria. C’è la consapevolezza che anche dopo la fine qualcosa resta. C’è la sua voce, che attraverso queste pagine urla più forte della morte, diventando la voce di tanti. C’è la bellezza. E poi c’è lei, Daria.
“Ho pensato che ciascuno di noi riceve almeno un dono dalla vita e che, nella sfiga generale, tanto valeva approfittarne. Desideravo la bellezza e l’ho avuta: ho avuto te”.
Accanto ai ricordi, alle paure e allo smarrimento della malattia, ci sono anche gli amici di Daria e i loro messaggi, innocenti e intensi, che mostrano la capacità dei bambini di accettare la diversità, in cui vedono una forma di magia. “Ciao Daria, sono Matteo, sono venuto a portarti delle margherite che, nel linguaggio dei fiori, simboleggiano il sorriso e mi fanno pensare a te”.
Ho centellinato le pagine di Come d’aria, da un lato perché avevo bisogno di leggerlo a piccole dosi, dall’altro perché desideravo che mi facessero compagnia il più a lungo possibile.
“Sei pazza? Lascia perdere”, “Non essere masochista” dicono le amiche ad Ada quando scoprono che si rifugia in libri che raccontano di malattia e lutto. Leggere altro sarebbe sicuramente più facile, ma mi rivedo nella sua scelta: leggere delle vite di altre persone, storie di malattia e lutto, in cui ci si riconosce e per le quali si piange, può essere una cura, può insegnare qualcosa, può rendere il nostro dolore più leggero, come d’aria.
È vero: nella mia “Missione Premio Strega 2023” prima o poi avrei avuto fra le mani il libro di Ada d’Adamo, ma sono certa di aver scelto la settimana giusta per leggerlo, quella in cui devo ricordarmi che, oltre al vuoto, resta sempre qualcosa di bello.
Ilaria Cattaneo
Ada d’Adamo
Come d’aria
Elliot
Collana Scatti
2023, 144 pagine
15 €