Ultime settimane per visitare la mostra “Giulio Romano. La forza delle cose”, allestita al Palazzo Te di Mantova: chiuderà infatti i battenti domenica 8 gennaio 2023.

Curata da Barbara Furlotti e Guido Rebecchini, presenta un percorso espositivo che si articola in cinque sezioni, anticipate da un’introduzione – nella Camera di Amore e Psiche – dedicata a una ricostruzione in 3d realizzata da Factum Arte di un vaso all’antica dello stesso Giulio Romano.
Ecco gli ambienti che le ospitano, con i relativi temi:
- Camera degli Imperatori: L’arte delle armi.
- Camera delle Candelabre: Oggetti animati.
- Sala delle Cariatidi: Giulio Romano designer.
- Camera dei Capitani: Fantasia della tavola.
- Camera delle Vittorie: Dall’idea al progetto.
Il materiale è stato selezionato per mettere in evidenza il talento di Giulio Pippi de’ Jannuzzi, universalmente noto come Giulio Romano, nel progettare e creare oggetti di design, portando Mantova a essere una delle capitali cinquecentesche in questo settore, già allora tutt’altro che trascurabile per l’economia.
Una mostra di dialoghi
Ben studiati accostamenti, abbinamenti e “dialoghi” tra le varie opere in mostra e con gli ambienti del Palazzo. Posso citare, a mo’ di esempio, lo Scudo detto Plus Ultra realizzato da un anonimo armaiolo milanese attorno al 1535-1540 in acciaio, oro e argento, prestato dalla Real Armería di Madrid che ha accanto il progetto per quello stesso scudo, disegnato da Giulio a penna e inchiostro bruno su carta azzurra, arrivato in prestito dal Teylers Museum di Haarlem, nei Paesi Bassi.

Spiega la didascalia:
Disegno e scudo, eccezionalmente qui riuniti, costituiscono l’unico caso noto in cui un progetto originale di Giulio Romano e il prodotto finale sono giunti sino a noi. La straordinaria circostanza permette di apprezzare la fedeltà con cui l’anonimo armaiolo ha adattato l’invenzione giuliesca alla superficie dello scudo, mantenendone i dettagli più minuti. In quanto artista di corte, Giulio Romano fornì disegni per armi alla famiglia Gonzaga; in questo caso, lo scudo era destinato all’imperatore Carlo V, di cui i Gonzaga erano fedeli alleati.
L’arte di vivere
Girando per le sale del percorso mi sono appuntato una piccola selezione di opere che hanno attirato la mia attenzione. Le riporto qui sotto, invitandovi a ritrovarle in mostra, con l’ovvio consiglio di aggiungerne altre, ciascuno secondo i propri gusti.
Un foglio (appartenuto a Rubens!) con Progetti per impugnature di posate (1550-1560 circa) disegnati da Francesco Salviati, prestito della Collezione David e Julie Tobey di New York, mentre il Progetto per scaldaletto (1545 circa) di Giulio Romano arriva dal Christ Church di Oxford.

L’arazzo raffigurante Il banchetto presso Siface (parte di una serie dedicata alle Storie di Scipione l’Africano), realizzato in lana, seta, argento e oro a metà del Seicento da Geraert van der Strecken su disegno di Giulio Romano. Misura 5,31 metri di larghezza per 4,27 in altezza e viene dalle Collezioni del Quirinale.
Il Museo del Bargello di Firenze ha concesso un paio di pezzi, tra cui la Tesa di borgognotta all’antica, opera dei fratelli Filippo e Francesco Negroli che l’hanno realizzata nel 1538 in acciaio sbalzato, scurito e dorato.
Dal Kunsthistorisches Museum di Vienna è invece arrivato il Ritratto dell’orefice Martin Marquart (un olio su tavola datato tra il 1559 e il 1570), attribuito a Maarten de Vos. Lì accanto una teca custodisce una brocca e un bacile, opera in argento dorato, sbalzato e cesellato di fine Cinquecento (1585-1590) dell’orefice Paul Hübner. Il prestito, in questo caso, è della Galleria degli Uffizi, più precisamente dal Tesoro dei Granduchi di Palazzo Pitti.
Il Ritratto di Alessandro Magno dipinto (prima del 1536) dal nostro Giulio è stato invece prestato dal Musée d’Art et d’Histoire di Ginevra.
Ottimamente confezionato il catalogo, edito da Marsilio, contenente saggi dei curatori, ma non solo: Jasmine Clark, per esempio, si sofferma su forme e funzioni dei disegni per argenteria, mentre Antonio Geremicca ha scritto un testo dal titolo – che è tutto un programma – More is Better. La Bella Maniera dei ‘vasi bizzarri’, ‘con diverse forme e modi fantastichi’. Ma prima di leggerlo vi consiglio di andare a Mantova per visitare la mostra “Giulio Romano. La forza delle cose”.
Saul Stucchi
Didascalie:
- Installation view Giulio Romano. La forza delle cose, Palazzo Te di Mantova
Foto Gian Maria Pontiroli © Fondazione Palazzo Te - Giulio Romano
Progetto per lo scudo detto del Plus Ultra (ca. 1535-1540)
Penna e inchiostro bruno, acquerellato, pietra nera, lumeggiature a biacca, su carta azzurra preparata, ø 408 / 411 mm
Haarlem, Teylers Museum
Credito fotografico: Teylers Museum Haarlem The Netherlands - Attribuito a Maarten de Vos
Ritratto dell’orefice Martin Marquart (1559-1570)
Olio su tavola, 79 x 74,5 cm
Vienna, Kunsthistorisches Museum
Foto: KHM-Museumsverband
Giulio Romano. La forza delle cose
Informazioni sulla mostraDove
Palazzo TeViale Te 13, Mantova
Quando
Dall’8 ottobre 2022 all’8 gennaio 2023Orari e prezzi
Orari: ora solare: lunedì 13.00 – 18.30da martedì a domenica 9.00 – 18.30
La biglietteria chiude un’ora prima
Biglietti: intero 15 €; ridotti 11/7 €