Ultimissimi giorni per visitare la mostra fotografica “Ferdinando Scianna. Viaggio Racconto Memoria”, allestita al Piano Nobile di Palazzo Reale a Milano. Chiuderà i battenti, infatti, domenica 5 giugno.
Curata da Paola Bergna, Denis Curti e Alberto Bianda, art director della mostra, promossa e prodotta da Comune di Milano | Cultura, Palazzo Reale e Civita Mostre e Musei, presenta circa 200 immagini. Ad aprire il percorso espositivo è però una lunga teca – ho contato una ventina di passi – con i libri del fotografo siciliano e dell’amico Sciascia, da “Feste religiose in Sicilia” del 1965 agli ultimi volumi editi nel 2021.
In questa prima sala c’è soltanto una foto, ma davvero “iconica”, tanto da essere stata scelta come l’immagina “promozionale” dell’evento. Scianna la scattò a Caltagirone nel 1987. Il percorso non è organizzato in senso cronologico, bensì per sezioni o ancora meglio attorno a temi.

Soffermandomi sulle prime foto mi sono domandato – retoricamente – quale e quanto grande sia stato il contributo di Scianna a quella speciale declinazione dell’Orientalismo che è il Sicilianismo (almeno negli occhi e nel cuore di un lombardo che si sente mediterraneo, neppure troppo a dispetto della geografia, a voler rendere ragione a Braudel). Ne cito una per tutte, quella scattata a Villalba nel 1983, che immortala uomini anziani seduti fuori da un circolo della CISL, mentre in primo piano passano due suore.
“Fotografare la Sicilia è per me quasi una ridondanza verbale. Ho cominciato a fotografare intorno ai diciassette anni e la Sicilia era là. Ho cominciato a fotografare perché la Sicilia era là. Per capirla e attraverso le fotografie per cercare di capire, forse, che cosa significa essere siciliano”. Le parole di Scianna – quelle qui citate aprono il pannello di sala dedicato alla sua Isola – sono altrettanto valide, interessanti e profonde dei suoi scatti. Il visitatore, dunque, metta in conto tutto il tempo che serve per godere delle une e delle altre.
Ogni scatto è un’opera d’arte, ma io personalmente non potevo non emozionarmi una volta arrivato alla sezione su Leonardo Sciascia, ritratto in almeno una trentina di immagini (di cui una firmata da Henri Cartier-Bresson, “il Mozart della fotografia”, per usare la definizione dello stesso Scianna).

E poi i bambini e il dolore e il mondo, da Brindisi a Beirut, da Varanasi a Makallè passando per Roma, e le donne, naturalmente. Come si era aperto, il percorso si chiude a cerchio sulla modella Marpesa, protagonista di alcune delle foto più belle della mostra, senza dubbio di quelle più sensuali. Ma c’è posto anche per gli animali e per gli specchi, per le ombre e per il sonno, per i ritratti di grandi e grandissimi. Di questi ultimi la foto che preferisco è quella che ritrae Borges. Scrive Scianna:
Dal giardino di Villa Igea l’ho scoperto, seduto dietro la vetrata, immerso in se stesso e lui stesso immerso dentro le immagini riflesse, il volto levato verso il calore del sole e la sua luce. […]
Di questi ritratti parlavamo mentre li facevo. Borgesianamente lo divertiva diventare oggetto di immagini che non avrebbe mai visto”.
Voi, invece, non perdetevi la mostra di Scianna al Palazzo Reale di Milano.
Saul Stucchi
Didascalie:
- Ferdinando Scianna
Marpessa. Caltagirone, 1987
© Ferdinando Scianna - Ferdinando Scianna
Leonardo Sciascia. Racalmuto, 1964
© Ferdinando Scianna
Ferdinando Scianna
Viaggio Racconto Memoria
Informazioni sulla mostra
Dove
Palazzo RealePiazza del Duomo 12, Milano
Quando
Dal 22 marzo al 5 giugno 2022Orari e prezzi
Orari:Lunedì chiusomartedì, mercoledì, venerdì, sabato e domenica 10.00 – 19.30
giovedì 10.00 – 22.30
La biglietteria chiude un’ora prima
Biglietti: intero 14 €; ridotti 12/10/6 €