Martedì scorso, 30 novembre, Nadia Fusini ha presentato a Milano il suo ultimo libro, “Un anno con Virginia Woolf”, pubblicato da Neri Pozza nella collana “Spleen”. L’incontro, curato dal Circolo dei Lettori di Milano, si è tenuto in uno degli edifici storici più emblematici della città, Casa del Manzoni. A dialogare con la scrittrice c’era Laura Lepri, mentre Liliana Rampello, grande esperta della Woolf, ha dovuto dare forfait per motivi di salute.
L’incontro è stato molto piacevole e interessante. Potete rivederlo sul canale YouTube del Circolo dei Lettori di Milano. Le righe che seguono sono il mio resoconto, frutto degli appunti presi durante la presentazione.
Sul comodino
“Un anno con Virginia Woolf” è una “simpatica e molto intelligente stravaganza”, ha esordito la Lepri dopo i saluti, aggiungendo che soltanto la Fusini poteva comporre un libro così. Ma com’è nato? L’anglista ha rivelato che l’idea è stata di Daniela Pagani della casa editrice che le ha proposto di realizzare con la Woolf la stessa cosa che Allie Esiri aveva fatto con il Bardo, riferendosi al libro “Un anno con Shakespeare” (pubblicato anch’esso nella collana “Spleen” della casa editrice vicentina).

La Fusini ha confessato di essere stata molto titubante all’inizio, convinta che con i romanzi sia più difficile che con le tragedie e le commedie di Shakespeare. Ma alla fine ha accettato per simpatia nei confronti di Daniela. Ha pensato “Un anno con Virginia Woolf” come libro da tenere sul comodino, da aprire per cercare pensieri e immagini che aiutino il nuovo giorno in arrivo.
Per iniziare ha utilizzato il diario della scrittrice per trovare spunti su come abbinare un giorno a un determinato testo. È stata in qualche modo facilitata dal fatto che la Woolf non separa mai quello che scrive da quello che vive. Era una donna colta che leggeva per vivere più intensamente la propria vita. Una vita piena di gioie, ma anche di dolori, proprio come la nostra. A differenza che per molti di noi, però, per Virginia l’esperienza della vita per essere vissuta aveva bisogno di essere portata alla parola, sia letta che scritta.
“Un anno con Virginia Woolf”, ha spiegato la Fusini, è una sorta di “Libro delle Ore” per prepararsi ad affrontare la giornata.
Bloomsbury Group
L’autrice ha poi rievocato il circolo di Bloomsbury, come è nato e chi lo componeva. Erano ragazzi di grande talento ma che ancora non erano “nessuno”, uniti da una vena di anticonformismo e dall’assoluta obbedienza alla libertà personale. Il loro vero punto di riferimento era la convinzione che ogni creatura umana debba rispondere soltanto alla propria coscienza, secondo il credo: “sono obbediente alla società quando esercito la critica”.

Quello di Bloomsbury era un gruppo di persone che stavano insieme per condividere esperienze. Ciascuno dei componenti aveva forti convinzioni. John Maynard Keynes, per esempio, non ebbe remore ad abbandonare il tavolo delle trattative per la pace a Parigi. Se ne andò perché riteneva che l’Europa stesse commettendo un errore imponendo alla Germania condizioni troppo pesanti. Non solo era sbagliato: era pericoloso. Il suo timore si sarebbe concretizzato di lì a poco con l’ascesa al potere di Hitler…
Ma i “bloomsburiani” si criticavano anche tra di loro: “Tu non sei sicura su La Signora Dalloway“, disse a Virginia Lytton Strachey, non convinto del suo romanzo. Usavano la testa, il cuore e il corpo (c’era molto erotismo tra loro) per creare una vita diversa da quella della società vittoriana. Virginia andò a un convegno organizzato dalle donne operaie per tenere un discorso con cui le invitava a “uccidere la madre”: una donna non può che essere matricida, deve infatti uccidere un modello per diventare finalmente libera.
“Perché perché piace tanto Virginia Woolf?”, ha chiesto una spettatrice alla fine dell’incontro. Per la sua sincerità, ha risposto la Fusini. È una scrittrice che dà molta importanza al lettore comune e che vuole mettersi in contatto con noi raccontando una storia, senza imporci strutture monumentali.
A chiudere la presentazione Laura Lepri ha letto il brano del 25 gennaio, giorno del compleanno di Virginia: “Ho 38 anni. Non dubito affatto di essere molto, ma molto più felice di quando ne avevo 28…”.
Saul Stucchi
Nadia Fusini
Un anno con Virginia Woolf
Neri Pozza
Collana Spleen
2021, 414 pagine
19 €