Recensione di “Due vite” di Emanuele Trevi (Neri Pozza).
Due vite, quelle degli scrittori Rocco Carbone e Pia Pera. Rocco ha un aspetto spigoloso, rigido, rigoroso. È ostinato, ossessionato dalla semplificazione e dotato di un talento naturale per l’amicizia. Tutto, guardandolo, appare perfetto e gli anni su di lui sembrano non lasciare traccia. Ma la verità è che Rocco cela dietro quel suo aspetto impeccabile, quasi dipinto, un’oscura presenza che accerchia e affonda ogni piccolo momento di benessere: sono l’infelicità e le sue “Furie”, che lo braccano fin dall’infanzia.

Pia ha l’aspetto di una “simpatica signorina inglese”, sfrontata, ma anche timida, con un’anima curiosa, reattiva e sensibile, incline all’illusione. È dotata di grande saggezza e di un coraggio unico, che ha saputo manifestare come una vera eroina nei momenti più difficili. Pia è un giardino da scoprire, un essere “incantevole”, che lascia una traccia indelebile al suo passaggio.
Due vite dalla natura profondamente diversa. Rocco, sempre pronto a opporre resistenza e a colpire; Pia, sempre disposta ad incassare i colpi e a ripartire.
Due vite unite dalla stessa fine: una morte prematura. Una, inaspettata e improvvisa, come un lampo a squarciare il cielo; l’altra, attesa, lenta e degenerante, come una leggera pioggia che si trasforma in alluvione e ti trascina senza sosta, fino al punto di non ritorno.
Due vite, quelle che tutti siamo destinati a vivere: quella fisica, terrena, e quella dopo la morte, nella mente delle persone che ci vogliono bene.
Due vite a cui Emanuele Trevi è legato da una profonda amicizia. E questo legame è la base su cui s’incastona questo gioiello di 128 pagine.
Cos’è l’amicizia? Potremmo trovare così tante risposte a questa semplice domanda, ma parlare di amicizia non è così semplice. L’amore, a confronto, sarebbe una carta più facile da giocare. Secoli di poesie e canzoni lo testimoniano: nei loro versi tutti, o quasi, ci riconosciamo.
L’amicizia è un sentimento soggettivo, in continua trasformazione, in grado di adattarsi in modo differente e mai casuale alle persone e alle fasi della vita. Raccontare dell’amicizia è più complesso che parlare di amore: i luoghi comuni vengono meno e riconoscersi in ciò che gli altri raccontano comporta uno sforzo maggiore, talvolta vano. Gli amici stessi sono, dunque, la soluzione: i loro ricordi e ciò che ci lega diventano il mezzo per creare esperienza negli altri. Emanuele Trevi fa proprio questo e lo fa divinamente.
“Scrivere di un personaggio reale e scrivere di un personaggio immaginato alla fine dei conti è la stessa cosa; bisogna ottenere il massimo nell’immaginazione di chi legge utilizzando il poco che il linguaggio ci offre. Far divampare un fuoco psicologico da qualche fraschetta umida raccattata qua e là”.
Emanuele Trevi traccia i contorni di questi due complessi profili attraverso parole che sono poesia, frasi così pure che trafiggono e s’infilano negli spazi bui di mente e cuore, per non lasciarli più. Parole, frasi, pagine preziose. Parole, frasi, pagine che si vorrebbero leggere così tante volte da saperle recitare a memoria. Parole, frasi, pagine che vorrei aver scritto io.
Due vite è un libro che ti porta su e giù, come un’altalena.
Un libro che entra dentro e che diventa difficile lasciar andare.
Un libro da leggere.
Ilaria Cattaneo
Emanuele Trevi
Due vite
Neri Pozza
Collana Piccola Biblioteca
2020, pagine 144
12 €