La domanda numero 9 del “Questionario proustiano sui libri” che ho proposto giusto qualche giorno fa recita: “Su quale libro è vergata la dedica a noi più cara?”. Personalmente, una delle dediche che mi stanno più a cuore l’ha scritta Predrag Matvejević sulla mia copia del suo “Breviario mediterraneo”, al termine dell’intervista che gli feci a Verbania in occasione del Festival LetterAltura del 2009 (“Almuerzo con Predrag Matvejević, il Signor Mediterraneo”).
Ho pensato a questa “Bibbia” del Mediterraneo leggendo dell’iniziativa intrapresa dalle Gallerie Estensi di Modena per valorizzare il proprio patrimonio. In che modo? Condividendo con le scuole italiane le collezioni digitali e “formando i formatori”.

Le Gallerie Estensi e l’Associazione Insegnanti Italiani di Geografia (AIIG) hanno infatti firmato una convenzione grazie alla quale a partire da aprile 2021 saranno avviati corsi di formazione per docenti di ogni ordine e grado in cui è inclusa la collezione di cartografia antica del Museo tra i materiali didattici a disposizione del personale docente.
Una mappa contemporanea non è di immediata comprensione, figurarsi una antica! Per leggerla e interpretarla correttamente servono infatti competenze specifiche.
Impariamo a leggere le carte
Martina Bagnoli, direttore o direttrice che dir si voglia delle Gallerie Estensi, ha dichiarato:
Le collezioni delle Gallerie Estensi sono infinitamente ricche, ma ancora più ricche quando sono studiate nella loro multidisciplinarietà, quando cioè ogni opera apra alla conoscenza del mondo che questa rappresenta. La cartografia antica consente uno studio che lega storia, geografia, antropologia, letteratura e scienze naturali e per questo motivo ci pare importantissimo che siano elemento di studio nelle scuole. I corsi di formazione che offriremo attraverso AIIG servono a facilitare il loro utilizzo nelle scuole.”
Il secondo capitolo – quello centrale – di “Breviario mediterraneo” di Matvejević è dedicato proprio alle carte nautiche. Nella pagina che lo apre c’è questo brano:
Di solito si preferisce utilizzare le vecchie carte piuttosto che le nuove, così come ci figuriamo prima le navi di una volta che non quelle del nostro tempo. Le carte del passato hanno perduto la precisione e l’affidabilità, i loro colori sono sbiaditi e svaporati: un po’ come avviene per il ricordo e la memoria. Sulle loro superfici cerchiamo i mari che continuano a essere sempre simili a quello che sono stati e altri che sono diventati diversi. Proseguiamo le navigazioni cominciate tanto tempo fa o ne iniziamo da soli delle nuove. Seguiamo coste che sono ben note o scopriamo quelle che non lo sono. Tutte le questioni del mare e della terra tornano a porsi sulle carte: le forme dell’uno e dell’altra, le loro reciproche relazioni, il modo di evidenziarle e di rappresentarle. Una carta riassume numerose conoscenze ed esperienze: lo spazio e la concezione spaziale, il mondo e la visione del mondo. L’elaborazione cartografica richiede altresì del potere: del sostegno in mare e sulla terra, nella marina mediterranea”.
Come quello della “sorella” Storia, lo studio della Geografia è fondamentale per studiare il passato e progettare il futuro. Ma soprattutto per comprendere il presente. Altro che “sudate carte”!
Saul Stucchi
Didascalia:
Carta nautica del Mediterraneo
Datazione: XV secolo
Carta nautica, 610×900 mm
Tecnica: pergamena dipinta
Scala grafica: In alto, a sinistra e a destra, sono presenti due scale grafiche decorate.
Gallerie Estensi
Largo Porta Sant’Agostino 337
Modena