L’editoriale “L’ALIBI della domenica” è dedicato a questa giornata particolare, caratterizzata da un’atmosfera sospesa.
Tutto e il contrario di tutto. Chiusura, parziale o totale: sì, no, forse. Lockdown: quando e per quanto? Chissà! Scuola a distanza o in classe, per metà o tre quarti. Bombe carta e tafferugli, grafici e analisi, commenti e previsioni. Parole, parole, parole… Meno è meglio. Così l’editoriale di oggi sarà volutamente stringato.

- Ho sottoscritto l’appello “Vissi d’arte” di Cultura Italiae indirizzato al Presidente del Consiglio Conte e al Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo Franceschini, contro la chiusura di teatri e cinema. Al momento ci sono più di 16 mila firme in calce all’appello. Se volete aggiungere la vostra, firmate sul sito di Cultura Italiae.
- Ho letto le mie pagine quotidiane di “Giuseppe in Egitto” di Thomas Mann, per la precisione l’intervallo 323-330 dell’edizione Meridiani, con il capitolo “Amun vede di malocchio Giuseppe”.
- Ho finito “Non invano” di Giovanni Lindo Ferretti (Mondadori). La summa filosofica dell’anziana vedova incontrata nel viaggio in Mongolia coincide con un verso di “Linea Gotica” dei CSI: “Occorre essere attenti per essere padroni di se stessi, occorre essere attenti”. Di passaggio: proprio ieri è morto il Comandante Diavolo Germano Nicolini, all’età di 100 anni. A lui un canto partigiano.
- Ho guardato la lectio magistralis di Luciano Canfora dedicata al Partenone di Atene. L’ha trasmessa in diretta la casa editrice Laterza sulla propria pagina Facebook. Se ve la siete persa, la ritrovate lì.
- Nelle pagine culturali del País ho letto una bella recensione del libro “He visto un pájaro carpintero” del polacco Michal Skibinski, con le illustrazioni di Ala Bankroft, pubblicato da Fulgencio Pimentel. Non mi risulta un’edizione italiana. Nel 1939 Michal aveva otto anni e scriveva una riga al giorno sul suo quaderno per migliorare la calligrafia. Ha tenuto così un diario minimalista che racconta la Seconda guerra mondiale vista con gli occhi di un bambino.
- Ho passeggiato per le strade di Berlino in compagnia di Gian Piero Piretto. Questa volta non fisicamente, ma solo virtualmente, grazie alla lettura del suo “Vagabondare a Berlino. Itinerari eccentrici tra presente e passato” (con illustrazioni di Manuele Fior) che Raffaello Cortina Editore manderà in libreria a novembre. Al momento sono dalle parti di Sonnenallee (la Via Araba).
- Ho guardato su Netflix la seconda puntata della mini-serie “La regina degli scacchi” con Anya Taylor-Joy, Bill Camp, Marielle Heller. Ecco le caratteristiche con cui è descritta: “intellettuale, profondo, emozionante”. La descrizione è così-così, la prima puntata, invece, mi è sembrata più che dignitosa. Adesso però mi è venuta voglia di leggere “Novella degli scacchi”, l’ultimo racconto di Stefan Zweig.
- Insieme alla famiglia ho fatto un salto indietro nel tempo, riguardando uno dei film che hanno segnato la mia (la nostra) gioventù: “Turné” di Gabriele Salvatores, con Diego Abatantuono, Fabrizio Bentivoglio e Laura Morante. Me ne è venuta voglia alcuni giorni fa ascoltando alla radio “Sympathy For The Devil” dei Rolling Stones.
- Mi sono gustato per merenda una crostata fatta in casa, anzi due: una con cachi e l’altra con marmellata di prugne (anch’essa fatta in casa, ma dai suoceri).
- Ho scritto questo editoriale della domenica. Un po’ anche per dire che si possono fare tante belle cose in una giornata, anche senza aggiungere confusione a confusione, parole vuote a parole vuote.
Buona domenica.
Saul Stucchi