Le controverse vicende della psicanalisi viste con gli occhi di Emilio Masina in “La speranza che abbiamo di durare”, il suo primo romanzo (edito da Emersioni), colpiscono per la loro trasparenza.
Non è solo uno spaccato del percorso analitico odierno, tra i vissuti di una società in crisi e le tante promesse illusorie di cure immediate come la velocità con cui scorre la mentalità di questo millennio… ma anche un quadro emozionale intriso di verità.

Ambientata nella Roma contemporanea, la storia s’incentra sui casi portati avanti nello studio di un dottore dai tratti autobiografici, in particolare su Lavinia, una paziente con cui s’instaura una relazione quasi sentimentale, spinta dal tipico effetto transfert.
Innegabili le sue parole e l’armonia con cui compaiono nel testo; per esempio scrive: «La cultura contemporanea, segnata dalla globalizzazione, impone all’amore e alla sofferenza i modi e i tempi dell’economia di mercato. Anche tra le psicoterapie, fra cui ormai la psicoanalisi è una mosca bianca, vengono preferite quelle brevi e strategiche, che si offrono di insegnarti in poche sedute cosa fare in ogni circostanza della vita. Terapie in pillole. Eppure questa fretta, questo fare e disfare relazioni senza fatica, non produce felicità ma, piuttosto, un’angosciosa solitudine».
Emilio Masina, membro ordinario dell’Associazione Italiana di Psicoanalisi, specialista di psicoterapia dell’infanzia, dell’adolescenza e della coppia, è sicuramente entrato in contatto con vari personaggi, considerando i numerosi anni della sua carriera.

Si sa, ci vuole un passepartout per penetrare nelle infinite porte dell’inconscio dell’altro e Masina all’età di 61 anni svela non solo i segreti che animano gli interlocutori dell’analista ma anche le emozioni che lo travolgono in questi avventurosi viaggi a due.
Le incertezze, le paure, le mute sensazioni che dimorano nell’essere umano a volte accecano la tranquillità e divengono padrone incontrastate di noi stessi; ci rendono statici fino a farci ammalare. In questo romanzo, come in uno spettacolo aperto ad ogni sguardo indiscreto, si fanno eco della debolezza umana.
Quando Masina si sofferma sulla descrizione della stanza dell’analisi scrive: «Allora i pazienti che si alzano dal divano hanno le vertigini e devono appoggiarsi alla parete. Quella è una camera delle meraviglie: vi abitano folletti, mostri, cavalieri e principesse, si combattono battaglie e si celebrano matrimoni, ci si muove con coraggio o con paura, si ride e si piange, si cerca di prendere (si) di sorpresa. Lì i pazienti ritrovano la propria storia e gli amori perduti ma soprattutto lo psicoanalista che li aspetta sempre, seduta dopo seduta».
Il quesito che si pone Masina e che trapela da queste pagine è specchio di un dubbio che dimora nella sua protagonista e nello psicoanalista che la cura: è ancora presente la speranza di durare? È possibile salvare, essere salvati? Il finale mette in luce la possibilità di una rinascita, mimesi di quel sole che appare nonostante tutto, capace di andare oltre le ombre più oscure.
Valentina Cavera
Emilio Masina
La speranza che abbiamo di durare
Emersioni
2019, 193 pagine
19,50 €