Di questi tempi, per i più viaggiare sembra l’ultimo dei pensieri: dove andare senza rischi per la propria salute? Per noi italici addirittura: dove ci farebbero entrare? Stato d’eccezione a parte, così va il mondo, tutto cambia, e nemmeno la sacra India è più quella di una volta.
Ce lo racconta l’ultimo numero di The Passenger di Iperborea – un paese che è in realtà un universo vertiginoso, tanto contraddittorio quanto vitale ma rappresentato nella concretezza della vita materiale fatta di economia, cibo, clima.

Come ognuno di noi sa, nessun paese al mondo è stato mitizzato nel secondo ‘900 come l’India dei mistici severi e dei guru tanto farlocchi quanto osannati in Occidente. La realtà oggidiana appare in una luce assai diversa, benché gli sbalorditivi contrasti fra lo straordinario sviluppo e la sopravvivenza di religioni non prive di fascino o terrifiche come quella jainista sono già stati descritti in libri recenti come quello dello scrittore scozzese William Dalrymple, Nove Vite (Adelphi).
Attacco al pluralismo
Ma oggi la cifra che ha sempre contraddistinto il mondo indiano ossia il sincretismo religioso (e la coesistenza plurale di etnie e culture) appare gravata da un macigno assai pesante: un governo duramente nazionalista. I suoi caratteri sorgivi, storici sono minuziosamente ripercorsi dal primo lungo articolo di Prem Shankar Jha, che mostra una notevole preoccupazione per il futuro del suo paese, piegato con la forza all’ideologia fascistoide del premier Modi. Il cui partito, il Bjp, mira a creare una hindu rashtra, “una nazione indù, aggressiva e ultranazionalista” declinata in un senso fondamentalista. Atteggiamento che a detta dell’autore dell’articolo si oppone al dharma, “la fede originale della India vedica” che “stabiliva il modo giusto di vivere (…), una pratica non una predica”.
L’attacco a quello che chiamiamo pluralismo è denunciato anche dallo scrittore kashmiro Mirza Waheed, che si concentra sulla difficoltà di mantenere la convivenza di lingue diverse. Peraltro, se è vero che una millenaria ricchezza culturale di matrice religiosa è messa in pericolo del governo in carica è altrettanto vero che le sofferenze principali sono quelle a carico degli atei, malvisti praticamente da tutti gli altri (è il tema del reportage firmato dalla giornalista Julia Lauter) – con buona pace del Nobel Amartya Sen e il suo convincimento di un’altra India, “scettica e razionalista” (si legga un libro comunque interessante di una quindicina di anni fa).
Lo spazio delle donne e lo Spazio
Non va molto meglio per la maggior parte delle donne, però. La poetessa e danzatrice Tishani Doshi ne ripercorre l’attuale, persistente sofferenza da un punto di osservazione inusuale, un festival transgender nel sud del paese la cui colorata e inusitata libertà è però tutta a uso e consumo del mondo maschile.
Al mondo patriarcale non si sfugge, né a quello delle caste, come ricorda una donna ben nota al pubblico colto d’Occidente, la scrittrice Arundathi Roy – per gli “intoccabili” la vita non sembra essere cambiata nemmeno oggi, per dire.
L’India che sforna ricercatori assai apprezzati nella Silicon Valley è anche il paese dell’Isro, un programma spaziale avanzatissimo (assai temuto e non troppo discretamente contrastato dagli USA), avviato sulla scia della convinzione dell’ex primo ministro Nehru (1947-1964) di favorire l’indipendenza del paese anche dal punto di vista tecnologico.
Ancora, si possono leggere articoli sui monsoni, il cui impatto risulta decisivo in un paese ancora assai legato alla produzione agricola, o sulle abitudini alimentari, o su Bollywood.
Dunque, più che una guida per viaggiatori, una pubblicazione che mette in luce gli aspetti problematici e irrisolti dell’India odierna.
Michele Lupo
Consiglio d’ascolto a tema: Michele Lupo, U ba-li, Across the Jungle
The Passenger – India
Iperborea
2020, 192 pagine
19,50 €