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Voi siete qui: Europa » Un giro a Chania, tra chiese, ruderi e minimarket

29 Febbraio 2020

Un giro a Chania, tra chiese, ruderi e minimarket

Continua la passeggiata di Marco Grassano per le vie di Chania a Creta.

Procediamo per qualche decina di metri nei vicoli pedonali che si diramano verso sud: stretti, lastricati, rettilinei, in mezzo a case basse e ben tenute. Piante nei vasi. Motorette disposte rasente ai muri. La chiesuola veneziana di Santa Caterina (Ιερός Ναός Αγ. Αικατερίνης), forse l’unica facciata che bisognerebbe rinfrescare.

Bordeggiamo il lato meridionale della piazza, tra una fila di Café bar e le loro esplanadas gremite. Passiamo bruscamente dall’ombra al sole caldo di una via a senso unico, piena di vetrine e di auto in sosta. La seguiamo sul marciapiede. Poco oltre, il tempietto in corso di restauro (anch’esso in stile veneziano) visto ieri arrivando in città, che ora scopriamo consacrato a San Rocco (Deo O. M. et D. Rocco dicatum, MDCXXX): costruito quindi, come ovunque, in segno di gratitudine al Santo per aver posto termine a qualche pestilenza.

Piazza 1821 a Chania, Creta

È quasi l’una. Ci dirigiamo verso la pensione. Nella prima via a sinistra, la Odòs Iosif Sifaka (Αγωνιστής 1821, lo qualifica il sottotitolo: ossia, combattente per l’indipendenza greca), ci incuriosisce una lunga, elevata spalliera di ruderi, ben rassettati e muniti di proiettori che, la notte, li rischiarano dal basso.

Ruderi a Chania, Creta

Vogliamo comprare un po’ di frutta e di acqua. In fondo alla via, dopo un negozio di abbigliamento e quasi a ridosso della trasversa che corre sul retro degli arsenali veneziani, sporge l’insegna Παντοπωλείο (alimentari: ormai lo abbiamo imparato dal mio dizionarietto tascabile). Entriamo e ci aggiriamo fra gli assiepati scaffali di questo minuscolo ma fornito minimarket. Ortofrutta colorita. Vivaci e allettanti confezioni di dolciumi svariatissimi, genere del quale evidentemente gli indigeni vanno ghiotti.

Infiliamo in una borsina biodegradabile mezzo chilo di pesche greche (Ροδάκινα Ελληνικά), poi preleviamo un pacchetto di caramelle Halls Strong e quindi due bottigliette d’acqua cretese Samarià (Νερό Σαμαριά): una, frizzante, da 75 cc e una, naturale, da mezzo litro. La bruna matrona alla cassa ci porge uno scontrino di soli 2 euro e 37. Le chiedo, in inglese, se la parola che designa le pesche, rodàkina, può derivare, magari per il colore della buccia, dal greco antico ρόδον (ròdon, cioè rosa), pensando al celeberrimo epiteto omerico ροδοδάκτυλος Ηώς – rododàktylos Eòs, Aurora dalle rosee dita. Mi risponde che non ne ha idea, per lei una pesca è solo una pesca. Le dico ancora che mia figlia il greco antico lo ha studiato a scuola. “Ah, ma è molto diverso” conclude lei ridacchiando.

Ripercorriamo la Kanevarou. Saliamo in camera a lasciare frutta e acqua nel frigo, poi ci portiamo ancora al Muses, per il pranzo. Ci sediamo all’ombra. Invece del solito frullato, vorrei prendere una zuppa. Ester mi rampogna, dicendo che con questo caldo non va affatto bene. Scorrendo la carta, scelgo allora un tramezzino di tonno (κλαμπ σάντουιτς τόνος): che arriva, però, corredato d’ogni ben di Dio, dalle patate fritte all’insalata con pomodori e cetrioli. Fatico a mangiare tutto, ma la bontà del cibo è innegabile. Lo sconto pensione del 15% ce lo applicano anche al pranzo.

Un salto in farmacia

Ci siamo accorti di non aver messo in valigia un medicinale che ora ci serve. Essendo oggi giorno festivo, chiediamo al nostro cameriere giovane dove sia la farmacia di turno più vicina. Lui si consulta rapidamente col collega, prende il giornale del posto e scorre la pagina in cui sono riportate queste informazioni di servizio, poi ci segna sulla mappa della guida un punto di Odòs Skalidi, strada che si imbocca prendendo verso destra al termine della Halidon (quella della Cattedrale e del Museo Archeologico).

Il Museo Archeologico di Chania a Creta

Lo ringraziamo e ci avviamo per la via già nota, densissima di negozi bilaterali con esposizioni che tracimano sul marciapiede: prodotti tipici; gelati; abbigliamento; bigiotteria; cappelli, parei e occhiali da sole… Il Museo, la Cattedrale, la chiesetta cattolica nascosta: li visiteremo al ritorno. Altri molteplici abbigliamenti; i gioielli e gli orologi di Pasquale Bruni, Roberto Coin e Annamaria Cammilli (chi caspita saranno?). In alto, sparsi brandelli di muri da recuperare. Piccoli plinti di marmo separano la carreggiata centrale, selciata, dai marciapiedi lastricati. Guardando per aria, vado a sbattere contro uno di essi e mi provoco una leggera ferita al ginocchio destro. Ben mi sta.

Ancora abbigliamenti e generi turistici. Arriviamo al crocicchio finale, aperto a triangolo. Un semaforo scandisce i tempi per attraversare la strada e raggiungere un giardino pubblico, sopra le cui aiuole, suddivise in specchi, svettano bronzee statue – impettite, baffute e armate – di bellicosi ceffi autoctoni, che paiono usciti dal truculento romanzo di Nikos Kazantzakis Ο Καπετάν Μιχάλης. Lo avevo letto – un po’ a fatica, devo dire – diversi anni fa, nella traduzione francese: “La liberté ou la mort”.

Da qui camminiamo al piede di palazzine abbastanza moderne, con vetrine in alluminio nelle quali i prodotti offerti vanno dai servizi bancari e assicurativi a oggetti voluttuari di vario tipo. Eccoci, infine, al Φαρμακείο della dottoressa Ελένη Σωμάκη. Le distanze sulla cartina paiono grandi, o assai dilatate, ma nella realtà il cammino percorso è più o meno lo stesso necessario ad attraversare il centro storico di uno dei nostri paesoni, per esempio Sale.

Entriamo. Davanti a noi, una coppia di genitori col passeggino – che parlano in inglese alla commessa giovane e mora – e una matura dama indigena. Arriva il nostro turno. Fortunatamente, il lessico della farmacopea italiana deriva direttamente dal greco, per cui ci basta saper indicare il principio attivo per far capire quello che vogliamo, anche senza conoscere il marchio di produzione locale.

La chiesa di S. Maria Assunta

Torniamo lungo la Halidon. Dal portone, varcando un passaggio fiancheggiato da vetrine semitonde di articoli artigianali, ci infiliamo nel cortiletto verdeggiante che cela la chiesa di Santa Maria Assunta.

La chiesa di Santa Maria Assunta a Chania, Creta

Fra le fronde carnose, una statua di San Francesco con tortora addomesticata sulla mano destra. Dritto davanti a noi, il vestibolo, presieduto da un crocifisso. La navata del tempio, ben rischiarata dai finestroni della volta, è sobria, essenziale nelle sue lievi linee neoclassiche: pareti rosa carnicino; arcate (quattro per parte) e modanature bianche; pavimento a scacchi; pochi dipinti agiografici ai lati; la statua della Vergine nell’abside; sull’altare, un busto stilizzato di Gesù; il pulpito e un armonium a sinistra; panche di legno castano-fulvo nel mezzo.

Usciamo. Dallo stesso cortile, una scala esterna di pochi gradini conduce al Museo del Folklore (Λαογραφικό μουσείο). Non lo visitiamo, e passiamo invece alla Cattedrale, proprio di fronte.

Nella piazza, circondata di casette vivaci e profusamente aspersa dalla luce, si aderge la statua di un altro personaggio barbuto, minaccioso, munito di pugnale e pistola infilati nella cintola, gonfi pantaloni alla zuava, stivaloni, una sorta di fez floscio in testa. Poco oltre, il busto di un politico. Sull’altro lato, fra i tavolini di un bar, la raffigurazione a corpo intero di un arcivescovo, vestito e atteggiato come ricordavo da aver visto in TV, da bambino, il patriarca greco Makarios.

L’interno presenta, qui, ben altro sfarzo di dorature, argenti, cristalli, fregi, immagini devozionali. Iconostasi ricchissima. Sopra di essa, nell’abside, un grande Cristo Pantocratore. Pavimento pieno di intarsi, in marmo bianco e grigio. Stesi al centro, tappeti asiatici a motivi astratti. Anziché panche, sedie massicce. Quadri avvolti in grandi, scure cornici di legno intagliato. Finestre dai vetri versicolori: bianchi, rossi, blu.

Ventiquattresima parte – Segue

Marco Grassano
Foto di M. Ester Grassano

Didascalie:

  • Piazza 1821
  • Le rovine rassettate
  • Il Museo Archeologico
  • La chiesa di S. Maria Assunta
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