Le opere d’arte finiscono sulle pagine dei giornali quando vengono battute ad aste internazionali per milioni di euro oppure quando una banda di ladri le trafuga da un museo facendosi beffe di sistemi di sicurezza inattivi o inefficienti. Per fortuna però non mancano anche le occasioni felici, come il recupero della Cattura di Cristo del Caravaggio per opera della polizia di Berlino o la scoperta di un “nuovo” Velázquez avvenuta nei magazzini del Museo di Belle Arti dell’Università di Yale, a San Diego. Autore della clamorosa scoperta è il conservatore capo del dipartimento di pittura europea di quell’istituzione, John Marciari che ne dà conto in un articolo pubblicato sulla rivista spagnola Ars Magazine (chi scrive ringrazia sentitamente la redazione per aver concesso in anteprima una copia digitale dell’articolo). La tela attribuita a Velázquez è intitolata L’educazione della Vergine e raffigura Sant’Anna mentre insegna la lettura alla piccola Maria, futura madre di Gesù. Il tema iconografico ha avuto una discreta fortuna, anche se non trova riscontro nelle storie raccontate dai Vangeli canonici. Il saggio di Marciari esordisce ricordando una simile opera dipinta attorno al 1612 da Juan de Roelas per la chiesa del Convento de la Merced di Siviglia. La tela attribuita a Velázquez si trova in condizioni piuttosto critiche, avendo subito numerosi danneggiamenti nel corso dei suoi spostamenti.

Secondo Marciari mancano almeno 25 centimetri nella parte superiore del quadro e anche i lati sinistro e inferiore risultano tagliati. Il conservatore capo data l’opera agli esordi della carriera di Velázquez, attorno al 1617. L’educazione della Vergine risulterebbe quindi uno dei primissimi quadri dipinti dal pittore, forse addirittura il più antico tra quelli giunti fino ai giorni nostri. Sarebbe stato realizzato infatti nel periodo sivigliano, quando Velázquez si concentrava su temi di carattere religioso.
Nella sua analisi Marciari pone a confronto questo “nuovo” Velázquez con alcune opere del pittore sivigliano come La colazione conservata all’Hermitage di San Pietroburgo. L’autore mette in evidenza i punti di contatto tra il gruppo di tele citate e L’educazione della Vergine e il servizio pubblicato su Ars Magazine, grazie al ricco apparato iconografico da cui è corredato, permette al lettore di farsi un’idea dei punti d’appoggio sui quali è costruita la tesi di Marciari. Quasi a prevenire possibili proposte alternative, l’esperto di pittura spagnola (e italiana) elimina in blocco il gruppo di pittori che in quell’epoca si trovavano a lavorare a Siviglia insieme a Velázquez, ovvero Francisco Varela, Alonso Vázquez, Juan de Uceda, Juan del Castillo, Herrera il Vecchio e Francisco Pacheco. Marciari ricostruisce anche vicenda della tela che sarebbe stata donata all’Università di Yale nel 1925 dai fratelli Townshend. Forse a portarla negli Stati Uniti era stata qualche anno prima una nave del padre, il mercante Charles Harvey Townshend. Ora il quadro sarà sottoposto a un delicato restauro, mentre gli esperti di tutto il mondo studieranno l’opera per verificare la validità dell’attribuzione proposta da Marciari. Il dibattito è già aperto.

Saul Stucchi
ARS MAGAZINE
Revista de Arte y Coleccionismo
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