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Voi siete qui: Europa » Colazione a Rethimno prima di visitare la Fortezza

25 Dicembre 2019

Colazione a Rethimno prima di visitare la Fortezza

Prosegue il racconto di Marco Grassano sul suo soggiorno a Rethimno, tappa del reportage su Creta.

Riprendiamo la macchina. L’incrocio per immetterci sulla strada principale si trova in una curva che preclude la visibilità, e il traffico di veicoli in arrivo è intenso. Giriamo quindi a destra, in cerca di una rotonda o di un altro punto che consenta di invertire la marcia in sicurezza. Per colpa dei sensi vietati, dobbiamo compiere il periplo di un’area su cui sorgono strutture polisportive, e dell’isolato di brutti edifici moderni che segue. Recuperiamo la giusta direzione, fra case dall’architettura più sobria e gradevole. L’ennesima chiesa, abbastanza grande, nell’eclettico stile locale, poi la via del ritorno.

Alba a Rethimno

Individuiamo facilmente il benzinaio e l’imbocco della nostra straducola. In camera, ci affacciamo al balcone. Al piano di sotto, fuori dalla reception, una tavolata di greci sta ancora mangiando e bevendo, allegramente ma senza eccessivi schiamazzi.

Alba a Rethimno, sull'isola di Creta

Ci svegliamo di buon’ora, perché la persiana scorrevole è rimasta aperta, però ne vale la pena. Il sole non è ancora sorto sulla fungaia di case – in leggera salita a dritta – che si estende davanti a noi, riquadrata dalla porta-finestra. Assistiamo così, muti, a un fenomeno speculare (per punto di osservazione e per sequenza) rispetto a quello contemplato ieri sera dal porto.

Il cielo, dapprima di un bianco opaco impercettibilmente roseo, si fa incandescente di fuoco dorato. La fulgida sfera ascende lenta, alonando di sanguigno la sagoma dei tetti. Poi si stacca dal panorama urbano e comincia il suo consueto percorso.

Ora di colazione

Andiamo a far colazione lungo la litoranea. Scendiamo una sequela di scalini in fregio all’aiuola esterna del residence, invasa da oleandri cosparsi di corolle cremisi. Approdiamo sul tratto inferiore della stradina, al cui fianco si gonfia la scura massa fogliare di un enorme fico. Per raggiungere la via costiera dobbiamo ancora percorrere interamente l’ultimo meandro.

Prendiamo a sinistra, fra due file di costruzioni brutalmente cubiche in cui si aprono vetrine: un centro medico, articoli domestici (Σπίτι), attrezzi sportivi, mobilia. Ci fa sorridere l’insegna nostrana Febal Casa. Di fronte, all’ombra di una tenda sporgente, alcuni tavolinetti e il frigo dei gelati Algida richiamano la nostra attenzione sul Καφέ Σνάκ NOULIS. Andiamo dentro. Ci accomodiamo su uno dei morbidi sedili foderati di velluto grigio. Consultiamo la carta, stilata in una curiosa lingua ibrida, e decidiamo per il Cappuccino διπλός e il Κρουασάν Nutella.

Mentre attendiamo, sfoglio un incomprensibile giornale a disposizione della clientela. La brioche ci viene servita – calda e croccante – in un sacchetto marroncino, e il caffelatte in un bicchierone di carta chiuso da un opercolo nel quale inserire la cannuccia. Approfittiamo per comprarci le solite bottigliette di acqua minerale, prelevandole dal distributore accanto al banco.

In piscina

Giunti quasi in cima alla scala, passiamo dalla terrazza ed entriamo in segreteria, per pagare il soggiorno. Vi troviamo solo il vecchio greco. Cercare di intenderci con lui è una vera e propria “lotta con l’angelo” di biblica memoria. Alla fine, chiama al telefono la brunetta, in giro per altre faccende. Lei dice che sarà qui verso le dieci.

Ci portiamo allora sul bordo della piscina, posta a un livello inferiore, sul lato mare. Ha una vaga forma di fagiolo, e un rivestimento in piastrelle azzurre che rende l’acqua invitante. Cinge l’area – piccola, ma dotata di doccia, bagni e spogliatoio – un parapetto reticolato. Ci allunghiamo pigramente sui lettini. Un uomo, non più giovanissimo, di nazionalità indefinita, si immerge nella vasca e vi compie lente evoluzioni.

Ecco che la donna arriva. Usiamo il bancomat. La titolare dell’attività (non sappiamo se sia lei…) risulta chiamarsi, dalla ricevuta, Maria Georgakaki. Portiamo i trolleys in macchina e partiamo per visitare la Fortezza.

La Fortezza di Rethimno

Ci dirigiamo ancora verso il centro. Percorriamo un buon tratto fra le case, prima di prendere la strada di sinistra a un bivio da cui si domina, vicinissimo, il mare, e dove la direzione Φορτέτζα è chiaramente segnalata.

Costeggiamo l’acqua trasparente. Sul lato terra, si susseguono: la stazione degli autobus; un edificio rettangolare con l’aria da caserma; un giardinetto pubblico di palme e tamerici; un campo di calcio; un palazzo dal portamento solenne, che la guida tascabile ci indica essere la Prefettura, bordeggiato, per il lungo, da un ampio parcheggio.

Sedicesima parte – Segue

Marco Grassano
Foto di M. Ester Grassano

Didascalie:

  • Alba a Rethimno
  • La Fortezza veneziana
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