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Voi siete qui: Biblioteca » “Per le strade della Vergine”: Libro dei Morti di Ceronetti

2 Novembre 2019

“Per le strade della Vergine”: Libro dei Morti di Ceronetti

Ho terminato da qualche giorno la lettura di “Per le strade della Vergine” di Guido Ceronetti, edito da Adelphi nel 2016.

Alcune cose mi hanno colpito in modo particolare, a cominciare dall’ossessione per la mancanza di pioggia che accomuna le pagine del decennio 1988-1998, periodo coperto dalle tre parti di cui si compone il libro. “Secchezza, solo secchezza”, “la pioggia è morta è morta è morta” sono soltanto due dei numerosi riferimenti a una condizione meteorologica che fa pensare alla tabes che soffocava Tebe.

Poi l’attenzione ai fatti di cronaca nera: il delitto della Magliana, lo stupro commesso da studenti di Monza su una compagna di classe, gli atti efferati di un immigrato italiano in Ticino, il Mostro di Firenze…

Guido Ceronetti, Per le strade della Vergine, Adelphi

Confesso di aver letto con sgomento le opinioni, disseminate qua e là in più pagine, sul tema dell’immigrazione. Sintomi da paranoia da accerchiamento à la Borghezio, a me paiono… Basti qui il rimando alle tre righe in fondo a pagina 105 e questa frase presa da pagina 107: “dappertutto boschi che bruciano e islamici che sbarcano: c’è un nesso, gli stiamo preparando il deserto al quale sono abituati”.

Tra viaggi, collaborazioni, lavori (compresi un paio di riferimenti all’opera “D.D. Deliri Disarmati”) e incontri, s’infilano i problemi di salute di Ceronetti e i piccoli incidenti della quotidianità. Un ruolo fondamentale lo hanno le “sue” donne, impegnate in un incessante viavai.

Ma soprattutto mi ha colpito la frequenza con cui Ceronetti ha annotato la morte di persone a lui note, tanto che “Per le strade della Vergine” può essere letto come una sorta di “Antologia di Spoon River”: un “Libro dei Morti”. Me le sono segnate tutte (ma forse qualcuna mi è sfuggita…) e qui le riporto, in ordine. I grassetti sono miei.

1988

“È morto a Parigi il 25 gennaio il grande iniziato lituano Jurgis Baltrušaitis“.

Pagina 25 è un bollettino di guerra: “A Vicenza è morta Mimy Piovene” (vedova dello scrittore Guido, autore, tra le altre opere, del celebre “Viaggio in Italia”, edito nel 1957. Modello per l’omonimo libro di Ceronetti del 1983 e poi 2004). “A Roma Alessandro Bausani” (islamista, ndr). “Ad Alassio l’amico Bebi Becchi, nato nel mio stesso anno” (1927, ndr). “Hideo, il Maestro di Shiatsu, ha fatto harakiri a Roma, in solitudine. Fellini dice che soffriva di lontananza dal Giappone”.

“Paolo Milano (critico letterario e giornalista, ndr) è morto stanotte, tra 1 e 2 aprile, nella casa di via Cantore 17 a Roma”. La notizia è accostata alla seguente: “Nel Lazio invasione di cavallette”.

Dino Grandi e Giorgio Almirante muoiono a distanza di un giorno l’uno dall’altro. Grandi, di quasi vent’anni più anziano, il 21 maggio; Almirante il 22. L’estensore dell’ordine del giorno del Gran Consiglio del Fascismo che portò all’esautorazione di Mussolini (25 luglio 1943) e il segretario del Movimento Sociale sono accostati nella pagina 31.

“Chico Mendes, sindacalista brasiliano, assassinato dai figli di Beliàl al lavoro per la distruzione dell’Amazzonia. Chico difendeva i gommaroli, protettori della foresta. La maledizione sui suoi assassini!”.

1989

“Oggi 7 gennaio è morto finalmente l’imperatore Hiroito, in coma protratto con macchine dal 19 settembre”.

“In Catalogna, a Figueras – dov’erano morte cinquant’anni fa le Cortes della Spagna repubblicana -, è morto l’orribile deturpatore Salvador Dalí“. Intanto in Polonia veniva assassinato un altro sacerdote, padre Stefan Niedzielak.

“Oggi, 8 marzo, è morto a Borgofranco d’Ivrea il nostro, per lunghi anni, medico di famiglia, il bravo dottor Carlo Pernigotti, paralizzato da circa un decennio, assistito prodigiosamente dalla moglie Maria Luisa. A pagina 138 ci sarà l’annotazione della morte della signora, “la vedova gentile, la sposa impeccabile”, deceduta “in uno scontro d’autostrada (Ivrea)” (17 febbraio 1991).

“A Milano, il 28 aprile, è morto Franco Parenti, cancro al polmone con metastasi cerebrale”.

“Finalmente una morte da tutti desiderata! Quella del criminale iraniano Khomeini, uno dei grandi sanguinari del secolo. E folle in delirio che piangono la frusta che ha cessato di flagellarle…”.

“Morta a Parigi Bette Davis, famosi occhi basedowiani (6 ottobre)”.

“A Madrid è morta la Pasionaria” (12 novembre). Tre giorni prima è caduto il Muro di Berlino.

“A Palermo è morto Leonardo Sciascia. Leucemia, era in dialisi per insufficienza renale. Aveva sessantotto anni”.

“A Torino muore repentinamente Giorgio Di Giorgi, amico mio dal 1940, medico pediatra”.

Quasi mezza pagina occupa il necrologio di Andrej Sacharov, che si chiude con queste parole: “Com’era logoro, decrepito, quel cuore portentoso, russo e universale, che ha ceduto di schianto… (16 dicembre 1989)”. Poi prosegue: “E ieri, a Madrid, è morta Silvana Mangano, volto bellissimo. Era goffa e pesante all’esordio in Riso amaro, poi la crisalide generò l’eleganza di una regina. (Ricordo intenso di lei interprete di Edda Ciano nel Processo di Verona)”.

“A Bucarest preso, e subito ammazzato (giustizia finalmente!!) l’ignobile Ceaușescu con la sua infernale moglie”.

“A Parigi il 22 dicembre è morto, a ottantatré anni, Samuel Beckett“.

1990

“È morto in Brianza Mario Tazzoli il gallerista torinese della Galatea, scopritore in Italia di Egon Schiele”. Segue annotazione sulla grande eclisse di luna del 9 febbraio.

Il 21 febbraio muore il caro amico Cesare.

“A Santo Stefano Belbo è morto a 89 anni Pinolo Scaglione, il Nuto della Luna e i falò di Pavese”. Nella pagina seguente (119) è l’annotazione della morte, in tardissima età, di Esterina, “la nuotatrice ventenne cantata da Montale in Falsetto“.

Il 12 marzo si è suicidato lo psicanalista Bruno Bettelheim “suicidio per vanità, senza redenzione, punibile dal Karma…”.

“È morto a Roma, in via Senafè 19 sulla Nomentana, Giorgio Manganelli, il più bravo e il più grande dei traduttori di Poe”.

“A Milano è morto Egisto Corradi, grande inviato di guerra, che ho conosciuto”. Lo stesso paragrafo è completato dalla notizia che Eltsin è stato eletto presidente della Russia.

“Il 3 luglio è morto a Seattle, di leucemia, dopo più d’un trapianto di midollo, l’eroe del genere umano Anatolij Griščenko, pilota spegnitore del rogo di Černobyl'”.

“A Cortina è morto Domenico Porzio“, giornalista e critico letterario.

“È morto Giancarlo Pajetta, che ho qualche volta salutato per le vie di C. Vissuto nella menzogna sempre, anche lui, come i suoi compagni di partito”.

“Il 26 mattina è morto a Roma l’Indifferente” (Moravia, ndr). Anche su di lui il giudizio è tagliente: “mancava di genio, di stile, di pensiero, di pudore, di simpatia umana, era anche brutto”.

“A La Verrière è morto Luis Althusser – ma già era un morto da tempo”.

1991

“Morte repentina e dolce ad Alpignano di Aldo, uno dei due figli e continuatori di Alberto Tallone, artista della tipografia (16 marzo)”.

“(8 maggio). È morto, schiacciato da un camion, il mio graziato di Sofia, dieci anni dopo il suo arresto con Gabriella Trevisan alla frontiera turco-bulgara con l’accusa di spionaggio militare (ma due scemi così in una missione del genere?)”. Nelle righe che seguono altri particolari di una storia a me del tutto ignota.

Ricordo invece la notizia della morte seguente. “(21 maggio). Assassinato con una bomba anche il figlio di Indira Gandhi, Rajiv, durante un giro elettorale gonfio di massacri”.

“Si è impiccata Jiang Qing, la vedova di Mao”. Segue l’annotazione dell’assegnazione del Nobel per la Pace a Gorbačëv.

“È morto Isaac Bashevis Singer (25 luglio)”.

“A Rapallo è morto il gentile, umano, profondo filosofo Luigi Pareyson che visitavo ogni tanto e mi parlava di Dostoevskij”.

“(8 ottobre). A Roma è morta Natalia Ginzburg“. Anche il giudizio su di lei non è tenero, al meglio dolceamaro: “scrivere non sapeva, aveva un grande sorriso”.

1992

“A 93 anni è morto a Milano Valentino Bompiani. Mando un messaggio a sua figlia Emanuela”.

“Oggi in avenue Montaigne è morta Merlene Dietrich” (6 maggio, ndr).

“Assassinato a Palermo anche il giudice Paolo Borsellino“. Silenzio sulla strage di Capaci.

“Il 24 luglio è morta l’indimenticabile Arletty (attrice francese, ndr). Ricordo vivo di lei in rue de Rémusat dove viveva cieca, in un triste bruttissimo condominio che il suo passato non meritava”.

“La coppia di attori quasi sessantenni Tino Schirinzi e Daisy Lumini si è gettata intrepidamente mano nella mano da un viadotto in Mugello il 18 agosto. Lui non tollerava più gli orrori di un tumore all’esofago; lei lo ha meravigliosamente compreso e accompagnato. A che cosa può servire una mano”.

1994

“Il 28 marzo 1994 è morto a Parigi Eugène Ionesco. Nato nel 1909. All’ospedale Broca respira ancora tristemente il suo amico Cioran”. Saltiamo a pagina 231 per anticipare la morte di quest’ultimo: “è il 20 giugno e a Parigi, all’ospedale Broca, oggi è morto Emil Cioran“.

“A Torino è morto Gustavo Rol, zichronò livrachà” (il suo ricordo sia di benedizione, ndr).

Pagina 221 accoglie le segnalazioni dei trapassi di Lina Foldes, madre di Chiarina, e della dermatologa Marcella Nazzaro. Ma anche la notazione dell’uccisione in carcere di Jeffrey Dahmer, “l’antropofago omosessuale di Milwaukee”. E poco più sotto: “(8 dicembre). Oggi è morto a Madrid il vecchio Líster, Enrique Líster, al quale dedicò una poesia Antonio Machado all’epoca dell’offensiva dell’Ebro. Avrei potuto intervistarlo invece… altra occasione perduta…”.

1995

Il 9 aprile 1995 si è spenta Edda Ciano (Ceronetti la menziona come “Edda Mussolini”). Subito dopo accenna alla scomparsa di Paola Borboni.

Della morte di Cioran abbiamo già detto più sopra. Alla stessa pagina 231 è segnata questa notazione: “si è impiccato a un albero a Pian dei Giullari sui colli fiorentini Alex Langer (3 luglio). Era disperato di non poter far nulla per la Bosnia e l’ambiente”.

Della fine tragica di Yitzhak Rabin Ceronetti segnala la data dei funerali a Gerusalemme (6 novembre, due giorni dopo l’assassinio per mano del fanatico Yigal Amir).

“A Parigi è morto di AIDS Jean-Luc Pinard-Legry, simpatico editore, più volte incontrato nella sede di Albin Michel”. Qualche riga sotto: “è morto Gerry Mulligan, che adoperai per il Faust nel 1976″.

1996

“È morta a Neuchâtel, malata di Alzheimer da più anni, Anna Keel, la compagna di Manlio Guberti (pittore e scrittore, ndr), che me lo ha comunicato stamani, 28 gennaio”.

“A Torino è morto Giulio Bollati (18 maggio)”. Il 15 giugno si è spenta Ella Fitzgerald, “altra grande voce da tempo ammutolita (entrambe le gambe amputate)”, con riferimento a Marlene Dietrich: su quest’ultima aveva appena visitato una mostra a Roma.

“A Torino è morto Guido Quazza, amico del mio unico anno in un partito socialista, nato nel 1992. Figlio dello storico Romolo e storico a sua volta, noiosissimo”.

“A Trieste è morta di cancro, dopo cinque anni di malattia, la moglie di Claudio Magris, Marisa Madieri“.

1997

“Michèle è morta il 20 agosto 1997 nella casa di sua madre come aveva fortemente desiderato”.

A pagina 275 si legge l’annotazione: “Un anno fa (1996, ndr), 3 dicembre, è morto a Aix-en-Provence Georges Duby, testimone oculare dell’Anno Mille”.

1998

“Nella notte sul 17 febbraio è morto a Wilflingen, Ernst Jünger. Ai 103 anni gli mancavano un mese e dodici giorni”.

L’ultima pagina, la 278, raccoglie le annotazioni sulle morti del padre di Chiarina e di Vera Pagella, “figlia del deputato socialista Pagella. Aveva ottantaquattro anni”. Segue la domanda: “a quale evento cosmico può corrispondere un inizio di ipertrofia prostatica?”.

PS: Guido Ceronetti si è spento a Cetona il 13 settembre 2018, all’età di 91 anni.

Saul Stucchi

Guido Ceronetti
Per le strade della Vergine
Adelphi
2016, 278 pagine

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