Attorno ai luoghi che ispirarono i grandi romanzi di fine secolo si respira un’aria particolare, quasi un mistero rimasto a mezz’aria, da cogliere passeggiando per rivivere emozioni forti lontani dalla fretta e dal frastuono. Sono paesaggi che riescono ancora a toccare l’anima, in molti casi non ancora stravolti dal cemento, colline, vallate, piccoli borghi o semplici case con un fazzoletto di giardino attorno oppure aperti sugli orizzonti marini. Da cui la fantasia del genio letterario ha spiccato il volo.
Ma dove si trovano i parchi letterari siciliani e che vita hanno avuto dalla loro istituzione, cioè circa vent’anni fa, quando la Comunità europea finanziò la felice intuizione editoriale di Stanislao Nievo, nipote di Ippolito?
La Sicilia è quella che può a buon conto annoverare la più imponente produzione di scrittori contemporanei di fama internazionale, giganti (e premi Nobel) come Luigi Pirandello, Leonardo Sciascia, Giovanni Verga, Salvatore Quasimodo e Giuseppe Tomasi di Lampedusa, che, anche presi a uno a uno, basterebbero a motivare ben più di un viaggio culturale dalle molte sfaccettature. Per non parlare del fascino dei luoghi natali di grandissimi scrittori del nostro secolo, anche se forse meno noti, quali Stefano d’Arrigo, autore dell’imponente Orcynus Orca ambientato tra Scilla e Cariddi, il nisseno Nino Savarese, e il poeta Lucio Piccolo, di cui è possibile visitare la casa natale e consultare l’archivio.

I parchi letterari animatori culturali del territorio
Sulla carta oggi nell’isola, di realtà più o meno attive se ne contano almeno sei, alcune si limitano all’attività di apertura della casa natale dell’autore, che spesso risulta di estremo interesse paesaggistico e architettonico, altre si sono persi per strada senza essere riusciti a sviluppare, o meglio a garantire nel tempo, l’attività culturale sul territorio. E tra gli addetti ai lavori, riuniti a maggio alla fondazione Whitaker per un convegno, si è discusso anche del recupero di realtà da rilanciare, come il parco nel siracusano dedicato a Elio Vittorini, autore di Conversazioni in Sicilia. Messi insieme, parchi letterari e case museo, nell’isola, formano una incredibile risorsa, forse la più cospicua a livello nazionale, un sistema territoriale, che in altre regioni muove un turismo di nicchia, ma di tutto rispetto.
Il paese che per primo ha capito come promuovere il turismo culturale legato alla letteratura e all’arte è stato la Francia, dove le maisons des ecrivans et des artistes al servizio del turista con giardini, caffè e bookshop, itinerari sentimentali, conferenze e mostre in più siti collegati, non si riescono neanche a contare. La regione italiana dove i parchi letterari funzionano meglio da volano turistico è di certo la Toscana. Qualcosa si muove nel Lazio attorno al parco dedicato a Pasolini, ma qui il paesaggio è letteralmente stravolto. La Basilicata con l’itinerario legato a Carlo Levi (autore di Cristo si è fermato ad Eboli) punta ad attirare i visitatori per portarli alla scoperta di paesaggi insoliti. La Sardegna invece consolida il mondo e gli itinerari naturalistici cari a Grazia Deledda.
Un marchio nazionale per il rilancio
Nel ragusano e nel catanese, i meglio organizzati sono i parchi letterari di Salvatore Quasimodo a Modica e di Giovanni Verga a Vizzini, pronti ad accogliere un bel numero di turisti, anche se ci si dibatte tra molte difficoltà. Ma le idee vincenti non mancano. Come le animazioni e le passeggiate guidate per scoprire Modica con gli occhi di Quasimodo, un’escursione notturna con la suggestione lunare che rivela lo splendore del barocco seguendo l’eleganza di danzatori e acrobati con una settimana sulla poesia organizzata in agosto. Oppure le attività da giugno ad agosto, previste a Vizzini.

Anche con il comune di Racalmuto sembra a buon punto il lavoro per il rilancio del parco letterario dei luoghi di Leonardo Sciascia, che prevede l’organizzazione di itinerari ed eventi collegati all’attività della Fondazione.
“Lavorare in rete sul territorio nazionale ed evitare che con i finanziamenti che da varie fonti arrivano, comuni, regioni e ministero, ma in maniera discontinua, si crei un’azione frammentaria, o peggio, si finisca con il promuovere al pubblico destinazioni culturali che poi per mancanza di disponibilità, di fatto nella realtà non esistono per il turista – spiega Stanislao de Marsanich, amministratore delegato della società Paesaggio culturale Italiano, che da un anno si occupa di rivitalizzare i parchi letterari, di monitorare la qualità, e avviare la promozione turistica e culturale attraverso il rilancio di un unico marchio (www.parchiletterari.com).
In Sicilia aderiscono al momento alla nostra società il parco Quasimodo di Modica e quello di Verga a Vizzini, due mondi di rara suggestione dove sembra di rientrare nelle pagine scritte dagli autori. Sono luoghi dove ferve un’attività legata al territorio, settimane a tema, eventi, itinerari. L’ attività di promozione e marketing è affidata al tour operator Viaggi dell’Elefante, ma un’attività ad hoc per le scuole è stata gestita da Cts. Convenzioni vengono stipulate con l’Unesco, la Società Dante Alighieri, per sostenere l’attività e soprattutto per monitorare la qualità delle azioni in tutta Italia.”
Maria Laura Crescimanno
Parco Letterario Salvatore Quasimodo
Ref Viviana Pitino
Via Castello 21
Modica (RG)
Tel. 0932.75.28.97; 0932.75.28.97
info@etnosmodica.it
Parco Letterario Giovanni Verga
Ref. Lisa Amato, Giovanni Ielo
Cooperativa “Giovanni Verga”
Via Roma 27
Vizzini (CT)
Tel. 0933.966323; 0933.966323
coopverga@virgilio.it