
A dar retta alle statistiche, il mio nucleo familiare fa parte di quella piccola fetta di fortunati che quest’estate potrà permettersi una vacanza. Se non ricordo male, si parla di appena una famiglia su cinque e di quel quinto poco più della metà starà lontano da casa per un periodo superiore a una settimana. L’osservazione diretta della gente a bordo del traghetto per Olbia parrebbe smentire questi dati apocalittici. Certo, un giornalista sul pezzo girerebbe per la nave a intervistare i turisti e raccogliere le loro opinioni sul rincaro del prezzo dei biglietti. Io mi accontento dell’esperienza personale: 364 euro invece dei 177 dell’anno scorso, con una poltrona in meno per contenere, in minima parte, l’esorbitante e ingiustificato aumento.
La partenza da Livorno viene salutata da Knocking on heaven’s door nella versione dei Guns n’ Roses sparata a volume da Heineken festival. E ci poteva anche stare. Molto meno il brusco passaggio a Celentano e Pino Daniele. Per affrontare il breve ma pur sempre noioso viaggio mi sono portato due libri: Una traversata con Don Chisciotte di Thomas Mann e C’era una volta di Agatha Christie, scritto già da signora Mallowan (il secondo marito Max era un valente archeologo che collaborava con il grande Leonard Woolley). Nel primo libro lo scrittore tedesco racconta la sua prima traversata oceanica, trascorsa tra osservazioni sui compagni di viaggio, le minuzie della navigazione e la lettura del capolavoro di Cervantes, un “oceano narrativo” che Mann si propone di attraversare appunto durante il viaggio da una sponda all’altra dell’Atlantico.
Una breve uscita sul ponte superiore spegne le già flebili speranze: il tempo è ulteriormente peggiorato e le nubi che ci sovrastavano in terraferma ora liberano la pioggia di cui sono cariche. Un’immagine – come si suol dire – vale più di mille parole e la foto qui sopra sintetizza al meglio la situazione di questo 27 luglio a dir poco inconsueto. (Eppure pioveva anche l’anno scorso, durante il viaggio d’andata…). 
Il resto del viaggio è un tracciato che in diversi tratti diventa incomprensibile al navigatore che si trova ad affrontare zone non mappate (terrae incognitae… hic sunt leones?). Ma al traguardo ci aspetta lo scenario da cartolina (a colori e che colori!) di Bosa.
Saul Stucchi