Ultimissimi giorni per visitare una delle mostre più significative – e apprezzate dal grande pubblico – dell’anno 2017: “Dentro Caravaggio”, allestita al Palazzo Reale di Milano fino al 4 febbraio 2018 grazie a una provvidenziale proroga che viene incontro alle richieste degli aficionados del pittore lombardo. E chi non lo è?!
L’esposizione è curata da Rossella Vodret e prodotta dal Comune di Milano, Palazzo Reale e MondoMostreSkira, in collaborazione con il MIBACT Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo ed è posta sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, a conferma della sua importanza. Ma tutto questo, forse, poco importa ai visitatori, estasiati invece per il fatto di poter ammirare nel percorso SOLO opere di Caravaggio. Dunque non la solita mostra acchiappavisitatori con l’esca caravaggesca (perdonate l’infelice rima), ma una pregevolissima selezione di quadri del pittore “maledetto”, alcuni dei quali è impossibile non definire “capolavori”.
Ciascuna opera è messa in bella evidenza da un’efficace illuminazione, mentre dietro la parete che la ospita c’è uno schermo che riproduce un video con approfondimenti tecnici e stilistici, illustrandone modifiche, pentimenti e dettagli, incisioni e pennellate, preparazioni e profili a risparmio, gli abbozzi ricchi di bianco di piombo usati per fissare rapidamente i punti di massima luce…
Ecco la “Maddalena penitente” e il “Riposo durante la fuga in Egitto” con lo spostamento dell’angelo da destra al centro, mentre i pannelli didattici raccontano le storie di Anna Bianchini, la prostituta che posò come modella per le due opere presenti nella prima sala, e del Cavalier d’Arpino, il pittore favorito di Clemente VIII.
Una scheda molto interessante è dedicata alla grande svolta rappresentata dalle opere realizzate per la Cappella Contarelli nella chiesa romana di San Luigi dei Francesi (sia detto di passaggio: attorno alla prima versione del “San Matteo con l’angelo” ruota il breve romanzo “Il mistero dell’angelo perduto” di Paolo Jorio e Rossella Vodret, edito da Skira). Così, di sala in sala, il visitatore ripercorre la vicenda biografica di Caravaggio con gli spostamenti e le commissioni ricevute.
Nel “Ragazzo morso dal ramarro” prestato dalla Fondazione Longhi sono visibili tracce di un poggiamano utilizzato dal pittore. Si tratta di una delle prime opere in cui Caravaggio ricorse a una preparazione scura.
Disposte in ordine cronologico, le opere raccontano l’evoluzione stilistica dell’artista. Non ci sono distrazioni: solo quadri e qualche fonte diretta, come l’inventario dei beni del pittore.
La mostra è un’imperdibile occasione per vedere quadri di non agevole accesso vista la loro collocazione geografica, magari dall’altra parte dell’oceano: da Hartford, per esempio, è arrivato il “San Francesco in estasi”, “Marta e Maria Maddalena” da Detroit, la “Sacra Famiglia con San Giovannino” da New York, il “San Giovanni Battista” da Kansas City, messo qui a confronto diretto col “San Giovanni Battista” della Galleria Corsini di Roma.
Nella versione “romana” – spiega il video – il pittore ha spostato la canna dalla mano sinistra a quella destra del santo, il cui attributo iconografico, ovvero l’agnello, era presente nell’abbozzo per poi sparire nella versione definitiva (mentre compare il manto sul braccio destro). Nella versione “americana”, invece, la posa del santo molto deve al Laocoonte vaticano.
Dall’Abbazia di Montserrat sopra Barcellona è giunto il “San Gerolamo penitente”, mentre le città italiane hanno dato un grandissimo contributo. Citiamo l’“Incoronazione di spine” da Vicenza, il “San Francesco in meditazione” da Cremona e quello da Palazzo Barberini a Roma, la “Flagellazione di Cristo” da Napoli.
Davanti al “Sacrificio di Isacco” degli Uffizi bisogna sostare in religiosa contemplazione per ammirare il profilo dell’angelo che pare preso da una moneta magnogreca e il paesaggio che rende omaggio alla pittura veneta. Magnifico il “Ritratto di Cavaliere di Malta” dalla Galleria Palatina di Firenze, dipinto attorno al 1607-08.
Nell’ultima sala la “Salomè con la testa del Battista” della National Gallery di Londra sta di fronte alla riproduzione fotografica del “Martirio di Sant’Orsola”, attualmente in mostra alle Gallerie d’Italia in piazza della Scala. Per ammirare quest’opera avete più tempo: la mostra “L’ultimo Caravaggio” chiuderà i battenti, infatti, il prossimo 8 aprile.
Saul Stucchi
Didascalie:
- Michelangelo Merisi da Caravaggio
San Giovanni Battista, 1604 circa
Olio su tela, 172,72 x 132,08 cm
The Nelson-Atkins Museum of Art, Kansas City, Missouri
Photo: Jamison Miller, © The Nelson-AtkinsMuseum of Art - Michelangelo Merisi da Caravaggio
Riposo durante la fuga in Egitto, 1597
Olio su tela, 135,5 x 166,5 cm
Galleria Doria Pamphilj, Roma
Roma, Galleria Doria Pamphilj © 2017 Amministrazione Doria Pamphilj s.r.l.
Fino al 4 febbraio 2018
Dentro Caravaggio
Orari:
- Lunedì 14.30 – 22.30
- Martedì, mercoledì e domenica 9.30 – 20.00
- Giovedì, venerdì e sabato 9.30 – 22.30
- Ultimo ingresso un’ora prima della chiusura
Biglietti: intero 13 €; ridotti da 6 a 11 €
Palazzo Reale
Piazza Duomo 12
Milano
Informazioni e prevendite:
Tel. 02.92800375