
“I fiumi sono delle strade che camminano, e che portano dove si vuol andare” è un pensiero di Blaise Pascal che ho scelto come epigrafe per il ciclo di incontri Parole di Fiumi che ho organizzato per la Biblioteca di Mezzago. È vera soprattutto la prima metà della citazione. Sulla seconda non mi sento ancora di esprimermi: è troppo misera e di freschissima data la mia esperienza in fatto di fiumi.

Dopo l’intensa avventura dei Sette giorni in Tiber lungo il Tevere, da fonte a foce, confesso di essermi appassionato a un genere di turismo en plein air a cui pensavo di essere poco portato, per forma mentis e abitudini. Ho però colto al volo l’occasione di partecipare alla discesa del Lambro organizzata da Il Canneto che si è tenuta ieri mattina. A bordo di un gommone guidato con maestria da capitan Livio ho percorso insieme agli altri undici compagni circa 12 chilometri di uno dei fiumi – almeno fino a qualche anno fa – più inquinati d’Italia: da Merone a Briosco.
Il particolare di essere in tredici non ha influito sulla navigazione che, tranne per qualche momento di ansia nell’affrontare le due piccole rapide lungo il tragitto e i numerosi scontri con la fitta vegetazione rivierasca, si è conclusa dopo circa quattro ore senza incidenti né ribaltamenti (in cui sono invece incorsi i canoisti).

Tra una pagaiata e l’altra abbiamo avuto tutto il tempo di chiacchierare e scherzare: chissà se il piccolo Andrea, Rambo per gli amici e soprattutto i nemici, ricorderà quest’esperienza… Io di sicuro! E spero di farne tesoro in vista del viaggio lungo il Tago, dal cuore della Spagna all’Oceano Atlantico, una volta superata Lisbona. Forse avrò l’occasione di percorrerne un tratto in gommone o in canoa…
Nel frattempo vi ricordo che il ciclo Parole di Fiumi si chiuderà con l’incontro dell’11 maggio con Elena Maggioni e Hulda Federica Orrù dal titolo “Ciar cum’è l’acqua del Lamber – Chiaro come l’acqua del Lambro”, durante il quale verrà proiettato un documentario sul fiume.
Saul Stucchi
Le foto sono di Giusi Troiani de Il Canneto
Il Canneto
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