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Voi siete qui: Italia » VITTORIA HAZIEL, LEONARDO E UNA GUIDA D’ECCEZIONE

16 Luglio 2013

VITTORIA HAZIEL, LEONARDO E UNA GUIDA D’ECCEZIONE

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Fiorenzo Mandelli, custode del Santuario della Rocchetta di Porto d’Adda, 23esima tappa del Cammino di Sant’Agostino, ha scritto ad ALIBI:

“Avevo già avuto modo di incontrare e accompagnare nel tratto leonardesco del fiume Adda la dottoressa Haziel, scrittrice e saggista, studiosa di Leonardo da Vinci. Vittoria è ritornata al Traghetto di Imbersago, con un romanzo ancora inedito sotto il braccio. Quello che tra Italia e Francia le è uscito dalla penna, quello della storia d’amore tra il pittore e la modella della celebre Gioconda, quello in cui la “g” però è minuscola perché il nome proprio diventa un aggettivo.

Quello che, se fosse un film, si direbbe abbia molti set, o location proprio a Vaprio, dove tutta l’eredità di Leonardo è andata a finire, portata dall’allievo Francesco Melzi al suo rientro nel paese natio, dopo la morte del Maestro.

L’identità della donna raffigurata nel ritratto più noto nel tempo e nello spazio ha dato adito nei secoli solo a congetture, senza una certezza, uno straccio di prova, di scritto autografo. Il celebre ritratto ha seguito il suo creatore per tutta la vita sino alla morte, venduto al Re di Francia che avrebbe potuto averlo con sé solo dopo la scomparsa di Leonardo.

Allora la fantasia si impadronisce della storia e con la bacchetta magica della penna ne fa una creazione d’arte: parola su immagine. Bella sfida. E nella creazione uscita dalla passione di Vittoria Haziel per l’artista e i luoghi a lui legati, è uscito tutto con la placenta di misteri da scoprire, enigmi da decifrare, luoghi che non dicono apertamente ma parlano in codice: i campi di Vaprio, la villa, la Rocchetta di Porto d’Adda, nascondigli segreti vicino alla centrale idroelettrica Edison, le rocce… Natura, cose e luoghi reali, così come i documenti, la storia, le opere del Maestro, si animano in una caccia al tesoro intrigante.
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Per la prima volta la fiction Signora del tempo fa conoscere al lettore il rapporto del da Vinci con l’amore e il sesso. “Ma non era omosessuale?” si chiederanno coloro che non sanno quanto il genio più inesorabilmente curioso della storia debba essere tenuto libero da qualsiasi etichetta. Leonardo amava, e al tempo stesso non aveva tempo per l’amore come lo intendiamo noi. Amava tutto e tutti: natura, uomini, animali. Amava Dio e la sua mirabile creazione.

Non ghettizziamolo, lasciamolo libero per favore, senza porte. Altrimenti non lo incontreremo mai. Così, sarà il libro diventato scrigno di rivelazioni – Signora del tempo, appunto – a portare i curiosi, gli appassionati, gli amanti, a Villa Castelbarco nel mese di ottobre 2013″.
Fiorenzo Mandelli 

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