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Voi siete qui: Italia » Al Festival della Mente di Sarzana Marino Niola tra Bio, Dio e Io

1 Settembre 2012

Al Festival della Mente di Sarzana Marino Niola tra Bio, Dio e Io

Al Festival della Mente di Sarzana il professor Marino Niola ha aperto la sua “lectio” citando un articolo del britannico Guardian che riporta i risultati di una ricerca effettuata da un’équipe svedese. Risultati che si condensano nel trillo di un campanello d’allarme: di questo passo il vegetarianesimo non sarà una libera scelta dei singoli, ma l’unica soluzione per risolvere il progressivo consumo di risorse. L’apocalisse alimentare è ormai prossima, ma – a ben vedere – la denuncia non è una novità.Niola_2
Già Platone, infatti, aveva messo in scena, in un passo de La repubblica, il serrato dialogo tra un sostenitore della dieta vegetariana e un appassionato carnivoro, tutt’altro che propenso a riconoscere i vantaggi prospettati dal suo interlocutore. E che interlocutore! Di fronte aveva infatti niente meno che l’uomo più saggio di tutti, Socrate ateniese. Eppure il buon Glaucone non voleva rinunciare alla carne e nella discussione sulla città ideale – ancora tutta da edificare – non concordava nel dare cittadinanza esclusiva al vegetarianesimo; non voleva arrendersi a quell’abbondanza frugale che ai giorni è diventata oggetto di studio di Serge Latouche.
Niola_1
A ben vedere, dunque, è antica la contrapposizione tra città frugale (e ideale) e città del lusso (anch’essa in parte ideale, almeno fino alla nostra epoca post-industriale del lusso di massa). “I nostri timori – ha spiegato Niola – sono di lunga durata perché riguardano temi di lunga durata”, umani, dunque eternamente validi. Il cibo è il vero motore della storia e se è vero che l’uomo mangia per vivere, non è meno vero anche che vive per mangiare. Non deve sfuggirci la necessità del superfluo, non meno costringente di quella imposta dal necessario.

I grandi tornanti dell’evoluzione umana, ha proseguito il professore, sono legati, anzi segnati, dall’alimentazione. E il mondo contemporaneo è sempre più nettamente diviso tra poveri alla disperata ricerca di cibo e ricchi alla disperata ricerca di dimagrimento. Servendosi di dotte citazioni Niola ha puntellato la sua analisi che conduce a riconoscere l’uomo vegetariano di natura; ma mentre il vegetariano praticante mangia per vivere, il carnivoro vive per mangiare e dissipa più risorse di quelle necessarie per il suo sostentamento. A controbilanaciare la deriva del consumo non consapevole si fanno avanti i fan “della proteina non violenta”, uniti in un fronte sempre più ampio e agguerrito (passatemi il paradosso).

Un altro tema “scottante” è il complessissimo rapporto tra alimentazione e memoria. Nella nostra società abbiamo sempre più della prima e sempre meno della seconda. Anche qui si tenta di correre ai ripari, ma – scherza il professore – “anche se la facciamo a tavola, la nostra ricostruzione della memoria alimentare è fatta a tavolino”. E il divino? Tutt’altro che emarginato è sempre più il protagonista delle nostre scelte alimentari, come dimostra il crescente consumo (a partire, ovviamente, dagli Stati Uniti) di cibi kosher, ovvero conformi ai dettami della legge ebraica. Quando facciamo la spesa mettiamo nel carrello cibi sulla cui confezione ci sia scritto “non contiene…”: sono quelli che Niola chiama “cibi senza” (glutine, grassi, zuccheri…), mentre le generazioni precedenti alla nostra sono sempre andate alla ricerca di alimenti “con” qualcosa, in grado di garantire un miglior sostentamento. E siamo arrivati a identificare nell’obesità non più un peccato ma una vera e propria malattia. Una malattia sociale che colpisce principalmente le fasce più deboli della popolazione, tanto che gli ultimi sono oggi umiliati e obesi.
Saul Stucchi

FESTIVAL DELLA MENTE
Nona edizione

Sarzana (SP)
31 agosto – 2 settembre 2012

Informazioni e calendario:
www.festivaldellamente.it

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