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Voi siete qui: Europa » Cartolina da Siviglia: ricordando il 1988, temendo “1984”

13 Febbraio 2017

Cartolina da Siviglia: ricordando il 1988, temendo “1984”

La Plaza de Armas di Siviglia alla fine degli anni OttantaSiviglia. Svegli già da due ore. Mia moglie deve preparare una assurda verifica per domattina ed è già in ansia. Ma che vita è questa? Sempre e solo lavoro e mai la mente libera, sgombra da inutili e deleterie carabattole velenose che il sistema ha inventato per tenerti sempre pericolosamente occupato e non pensante.

Tra un po’ ci metteranno un trasmettitore inibente sotto la pelle, altro che “1984” di George Orwell o altre, ahimè, oramai superate fantasticherie letterarie del passato, presente e futuro sono ben più inquietanti.

Cerchiamo di rallentare i battiti del cuore e di carpire fotoni di luce pura con piccoli sorsi di aria pulita e bocconcini succulenti di cibo per la mente, ma nella realtà siamo gli schiavi dozzinali del terzo millennio, incapaci di commuoversi davanti ad un tramonto a ad una tempesta per mancanza di tempo ed angoscia operativa da lunedì.

Mentre il vettore temporale disegna traiettorie logaritmiche nella sua inarrestabile progressione. Forse dovremmo abituarci a sentire il rumore della barba che cresce o a riprodurre movimenti bradipiformi per recuperare saggezza ed equilibrio interiore.

Ma il problema è quello oramai cosmico della mancata connessione e della susseguente impossibilità di contribuire ad appestare di inutili onde elettromagnetiche un cielo già gravemente malato. Come le nostre menti e le nostre sempre più latitanti spiritualità.

Pippo

  • Nella foto: la vecchia stazione di Plaza de Armas a Siviglia, alla fine degli anni Ottanta.
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