A oggi, 28 dicembre 2016, sono stati raccolti circa quattro quinti della cifra necessaria, ovvero 500 mila euro. Parliamo della campagna Tous Mécènes ! (Tutti Mecenati!) lanciata dal Museo del Louvre di Parigi per finanziare il progetto di restauro della mastaba di Akhethetep.
La stima delle donazioni raccolte, aggiornata settimanalmente, indica al momento la quota del 79% messa insieme grazie alla liberalità di oltre 2400 mecenati di tutto il mondo. Tra di loro il direttore di ALIBI Online, Saul Stucchi, che nel 2013 ha partecipato alla raccolta fondi per il restauro della Nike di Samotracia, uno dei simboli del Louvre.
Agli inizi del Novecento, in un periodo in cui la necropoli di Saqqara veniva fatta oggetto di spoliazioni illegali, il Servizio d’Antichità dell’Egitto propose al Louvre di acquistare i rilievi della tomba. Così fu e i reperti vennero presentati al Museo nel 1905. Circa trent’anni dopo, nel 1934, la cappella ha cambiato sala e da allora si trova al centro del Dipartimento delle Antichità egiziane.
Ecco le “coordinate” per raggiungerla senza perdersi nei meandri dell’immenso museo parigino (cosa peraltro molto piacevole): il monumento è situato nella Sala 4 al pianoterra dell’Ala Sully del Louvre. Nel 1991 il Museo ha avviato una campagna di scavi per individuare la mastaba di Akhethetep, riuscendo nell’impresa di individuarla.
Cosa sappiamo di Akhethetep? Meno di quello che vorremmo, sicuramente, ma il velo dei secoli non ha completamente offuscato la sua storia. Visse durante l’Antico Regno (attorno al 2400 a.C.) sotto un faraone della V dinastia. Non si è conservato il nome della moglie, ma conosciamo quelli dei figli: Seankhouptah, Rêkhouef e un terzo che si chiamava come lui, Akhethetep.
La sua tomba, una mastaba, venne costruita nella necropoli di Saqqara, a circa 30 chilometri a sud dell’odierna capitale dell’Egitto, Il Cairo. Le iscrizioni in geroglifico che ricoprono le pareti interne della mastaba enumerano le sue cariche alla corte del faraone, mentre le figure più grandi lo ritraggono in diverse occasioni: dal controllo delle stoffe che gli serviranno nell’aldilà, all’esame delle offerte alimentari che si accumulano su vari piani, a testimonianza della sua ricchezza.
Le scene più vivide sono quelle della navigazione fluviale: i visitatori possono ammirare l’abilità dei marinai di quattromila anni fa, uno dei quali si arrampica con agilità sulla fune che lega l’albero al ponte dell’imbarcazione.
C’è tempo fino al 31 gennaio 2017 per partecipare alla campagna dando il proprio contributo.
L’hashtag ufficiale della campagna di raccolta fondi è #MyMastaba. Contribuite e condividete!
Didascalie:
- Mastaba di Akhethetep (dettaglio)
© 2016 Musée du Louvre / Thierry Ollivier - Scavi a Saqqara. Ubicazione della cappella di Akhethetep nell’angolo sud-est della mastaba con la piramide sullo sfondo
© 2016 Musée du Louvre. Christian Décamps - Mastaba di Akhethetep (dettaglio)
© 2016 Musée du Louvre / Thierry Ollivier