Un altro mondo è possibile: il nostro intrepido reporter si è recato nella capitale svedese. Ma perché a “Stock Holm” Stoccolma? E perché a ottobre?
Rispondiamo innanzitutto alla seconda domanda, visto che la prima necessita di una risposta più articolata. Dunque, ottobre, perché è il mese in cui scendono i prezzi e anche i poveri pensionati possono permettersi una vacanza.
Invece, riguardo alla scelta della meta, non nutro ormai nessun dubbio: è uno dei posti più belli che abbia visto nella mia vita. E, quando dico bello, non intendo solo il panorama o i luoghi o l’arte e così via. Intendo – in primis – le persone: quegli strani bipedi che popolano questo pianeta. Le persone che vivono a Stoccolma, gli Svedesi, sono eccezionali: tranquilli, educati, gentili, sani e giovani (non nel senso dell’età). Ah, la cara vecchia social-democrazia dei paesi del nord!
Lo so: dico certamente cose banali. Ma, quando determinate situazioni e particolari esperienze sono vissute di persona, sono toccate con mano, né la lettura di un libro, né la visione di un film potranno mai eguagliarle.
Qualche tempo fa pubblicai su questa stessa rivista delle piccole riflessioni riguardo un viaggio negli Stati Uniti d’America. Ero stato – allora – molto critico verso la mentalità americana e avevo concluso elogiando la nostra vecchia Europa. Purtroppo, l’impressione che ho, è che, in molte maniere, stiamo conformandoci (volenti o nolenti) a quello stile di vita. La scoperta, allora, di un luogo ove sopravvivono dei valori che non siano solo il profitto o la sopraffazione, mi ha riempito il cuore di speranza.
È ben curioso raccontare di un viaggio senza citare i posti visitati o le attrazioni varie, ma è (sempre secondo le mie impressioni) la visione d’insieme che mi ha colpito.
Nota: ho volutamente scritto Stock Holm perché secondo l’etimologia più accreditata, il nome della capitale svedese deriverebbe da queste due parole. “Stock” è la mazza, il palo (nell’acqua), e “Holm”, il nome della prima isola su cui è fiorita la città.
L D S