• Passa alla navigazione primaria
  • Passa al contenuto principale
  • Passa alla barra laterale primaria
  • Passa al piè di pagina
  • Luoghi
    • Italia
    • Europa
    • Mondo
    • A letto con ALIBI
  • Mostre
    • Arte
    • Fotografia
    • Storia
  • Spettacoli
    • Teatro & Cinema
    • Musica & Danza
  • Biblioteca
  • Interviste
  • Egitti

Alibi Online

Voi siete qui: Teatro & Cinema » “Il fascino discreto della borghesia” di Luis Buñuel

30 Luglio 2016

“Il fascino discreto della borghesia” di Luis Buñuel

“2016: siamo ormai tutti borghesi?”

Luis Buñuel: “Il fascino discreto della borghesia” (1972).

La copertina del DVD del film "Il fascino discreto della borghesia"Bene. Mettiamo insieme lo spirito dissacrante dei Monty Python e lo sguardo penetrante di Kim Ki-duk. Cosa otteniamo? Il Surrealismo.

Il termine “surrealista” fu inventato nel 1917 dallo scrittore Guillaume Apollinaire, ma il Surrealismo come movimento artistico, in realtà, nacque solo nel 1924 in Francia, grazie ad Andrè Breton, con la pubblicazione del “Manifeste surréaliste”.

Questa corrente artistico-letteraria rivaluta il sogno, l’irrazionalità, la follia. Breton fu influenzato dalla lettura de “L’interpretazione dei sogni” di Freud del 1899: dopo averlo letto, arrivò alla conclusione che era inaccettabile il fatto che il sogno e l’inconscio avessero così poco spazio nella civiltà moderna e pensò quindi di fondare un nuovo movimento in cui avessero un ruolo fondamentale.

I risultati migliori, il Surrealismo li ha ottenuti nel campo della pittura e in quello del cinema. Potendo la fantasia spaziare, su una tela o con la macchina da presa, è più facile esprimere sensazioni o incubi che arrivano direttamente dal nostro io profondo.

Tutti hanno avuto modo di ammirare i quadri di Mirò, Ernst, Magritte o Dalí , ma non tutti sono a conoscenza del debito che il cinema contemporaneo (solo per citare qualche nome: David Lynch, David Cronenberg, Abel Ferrara, Dario Argento) ha nei confronti del cinema surrealista.

E il padre “nobile'” vale a dire il più grande cineasta di questo movimento, è stato – senza dubbio alcuno – Luis Buñuel.

Nato in Spagna, si è trovato costretto, a causa della dittatura franchista, a operare tra Messico, Francia e Stati Uniti, spesso con fondi modesti.

I temi principali trattati nel corso della sua carriera cinematografica sono stati: la natura dell’inconscio, l’irrazionale, la sessualità umana, la critica anti-borghese e quella anti-clericale. “Il fascino discreto della borghesia” appartiene all’ultimo periodo della produzione del maestro spagnolo e, pur essendo il suo stile diventato più leggero e più scorrevole, è rimasta intatta la vena pungente e corrosiva.

Il risultato è che, pur criticando ferocemente i “riti” vuoti e ripetitivi della borghesia, la pellicola risulta anche molto divertente: una grandiosa presa in giro dei valori che – a circa cinquant’anni di distanza – hanno ormai conquistato gran parte del nostro mondo.

Buñuel racconta con tranquillo distacco, passando da una satira leggera a una perfida cattiveria, dosando il tutto in modo perfetto.

Il surrealismo dei primi film è diventato una brillante strategia per rendere ridicolo il potente e mostrarlo in un’ottica diversa: don Luis si diverte a mettere in luce il grottesco di questi personaggi tanto pomposi e importanti (i rappresentanti dei cosiddetti pilastri della società: Chiesa, Stato, Esercito) e a mostrarne il vero ripugnante volto.

Nota: leitmotiv del film, che ritorna più volte nel corso della storia, è la “camminata” degli otto protagonisti. Si trovano lungo una strada asfaltata e deserta, senza niente intorno se non prati. La critica si è sforzata di fornire interpretazioni. A me ricorda (ovviamente per contrapposizione) il quadro di Pellizza da Volpedo, in cui “la camminata” viene fatta dal “Quarto Stato”.

Curiosità: a un certo punto, il personaggio di Don Rafael dice a Florence di essere nato il 22 febbraio. È lo stesso giorno di nascita del regista Luis Buñuel.
L D S

Tweet
Share
0 Condivisioni

Archiviato in:Teatro & Cinema

Barra laterale primaria

Articoli recenti

  • “Quartett” di Heiner Müller al Teatro Franco Parenti
  • Recensione del film “Terminator” di James Cameron
  • Immagini sonore: Anna Tifu e Giuseppe Andaloro a Trieste
  • Da Mondadori “L’alveare” di Margaret O’Donnell
  • Da Voland “Maqluba. Amore capovolto” di Sari Bashi

Footer

INFORMAZIONI

  • Chi siamo
  • Contatti
  • Informativa privacy & Cookie

La rivista online

ALIBI Online è una rivista digitale di turismo culturale, diretta dal giornalista Saul Stucchi. Si occupa di mostre d'arte, storia e archeologia, di cinema e teatro, di libri di narrativa e di saggistica, di viaggi in Italia e in Europa (con particolare attenzione alle capitali come Parigi, Madrid e Londra). Propone approfondimenti sulla cultura e la società attraverso interviste a scrittori, giornalisti, artisti e curatori di esposizioni.

Copyright © 2026 · ALIBI Online - Testata giornalistica registrata al Tribunale di Milano; reg. n° 213 8 maggio 2009
Direttore Responsabile Saul Stucchi