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Voi siete qui: Biblioteca » Sandrine Revel disegna la vita fuori tempo di Glenn Gould

5 Maggio 2016

Sandrine Revel disegna la vita fuori tempo di Glenn Gould

Per un lettore assai occasionale di fumetti e graphic novel il soggetto del racconto ha la sua importanza. Se si chiama Glenn Gould l’attrazione e la curiosità diventano inevitabili. L’autrice del lavoro in questione – Glenn Gould. Una vita fuori tempo – è Sandrine Revel, l’editore BAO Publishing, la traduzione di Roberto Lana.

Una tavola del libro Glenn Gould. Una vita fuori tempo di Sandrine Revel

Immagini oniriche

Si tratta di un volume di grande formato, copertina rigida e tavole dai colori sfumati, scuri e morbidi, immagini spesso oniriche che percorrono una trama biografica non lineare – imprevedibile com’era la personalità del grande pianista canadese. Il disegno tenta in questa maniera di dare ragione di una vita singolare intrecciando fatti, riflessioni e inserti immaginativi con accattivante maestria e acuta percezione di quell’universo a parte che ha fatto la storia di Gould.

Un a parte che va preso alla lettera: la solitudine, magistralmente evocata dalle tavole, era per il pianista una necessità vitale. Non casualmente il racconto si apre con le immagini di un sogno: vapori, nebbie e sospensioni misteriose che sembrano quadri del più puro pittore romantico della storia, Caspar David Friedrich.

Una tavola del libro Glenn Gould. Una vita fuori tempo di Sandrine RevelA suo modo anche Gould, splendido esempio di monaco laico, ha inseguito un’idea di assoluto, un rigore che era l’altra faccia della sua eccentricità – fobia delle malattie, difficoltà nei rapporti umani, la resistenza rispetto al pubblico. La fatica stessa di vivere era dovuta alla difficoltà di conciliare il mondo con il proprio.

E la persona era tutt’uno col musicista, anch’esso singolare, assai eterodosso e controverso: basti pensare alla personalissima, idiosincratica lettura della storia musicale classico-romantica. Giudizi opinabili i suoi – ma nessun partito preso per capriccio. Come le sue interpretazioni.

Montaggio repentino

Il lavoro è costruito con un montaggio repentino – la cronologia è messa fuori gioco avendo l’autrice preferito impastare aspetti decisivi dell’opera e della personalità gouldiane per momenti e/o iterazioni topiche: l’insonnia, l’ipocondria e le scorte di medicinali, le manie igieniche, quelle artistiche (lo sgabello bassissimo, il canticchiare durante la performance, l’ossessione per un determinato tipo di suono e i contrasti con i tecnici dello Steinway e il trauma derivato dalla distruzione del suo strumento sganciatosi dal camion che lo trasportava – più che mai eleganti i disegni rosso-bruni da palcoscenico che vedono l’artista sprofondare in un vortice).

Una tavola del libro Glenn Gould. Una vita fuori tempo di Sandrine RevelE ancora, il bambino prodigio ovviamente a disagio con gli altri, l’amore per gli animali, l’ascolto musicale come pratica contemplativa che estromette necessariamente gli altri, le difficoltà di alcune partiture – la splendida sonata 109 di Beethoven, uno dei vertici assoluti della letteratura pianistica, e il fascino irresistibile di altre, le Variazioni Goldberg su tutte, inizio e fine della sua carriera in un certo senso.

Ne diceva: “una musica che non conosce né inizio né fine, senza un vero punto culminante e senza una vera risoluzione: una musica che è come gli amanti di Baudelaire, mollement balancés sur l’aile / du tourbillon intelligent” – si legga anche il volume adelphiano L’ala del turbine intelligente, con prodigiosa prefazione, va da sé, di Mario Bortolotto.

E l’attenzione spasmodica degli altri, il fastidio di alcuni – lo sprezzante Tom Wolfe lo definisce “il signor so tutto io” –, la venerazione di molti, il successo moscovita quando in Russia gli americani non mettevano piede – e l’ictus, ahinoi, di un autentico genio.
Michele Lupo

    • Sandrine Revel
    • Glenn Gould. Una vita fuori tempo
    • BAO Publishing
    • 136 pagine, 23 €
    • www.baopublishing.it
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