Tre ritratti accolgono i visitatori della mostra BRIXIA. Roma e le genti del Po. Un incontro di culture III – I sec. a.C., allestita al Museo di Santa Giulia a Brescia, dove si potrà visitare fino al 17 gennaio 2016. Sono quelli di Mario, Scipione e Lepido. Sembrano fronteggiare il fantasma di Annibale, presente soltanto come raffigurazione disegnata sulla parete opposta. Il grande nemico è però richiamato da due citazioni del giornalista e scrittore Paolo Rumiz (e destano una piccola sorpresa, trattandosi di un autore contemporaneo; ma sono comprensibili, se consideriamo il grande lavoro di ricerca sul campo fatto da Rumiz e il suo riscontro presso il grande pubblico).
Ne riportiamo una:
“Se Roma aveva un marchio, era la sua allergia alle foreste, terreno d’elezione delle imboscate, e questa paura nei secoli ha generato un’ansia quasi patologica di ordine territoriale”.
Eccole subito le foreste, o meglio i boschi. Ce li mostra un video, mentre un altro ci presenta il Po avvolto dalla bruma. Inizia il viaggio. E sarà piuttosto lungo perché il percorso espositivo della mostra si snoda in dodici tappe:
- I protagonisti
- Prima di Annibale
- La guerra
- La propaganda
- Cisalpina in età repubblicana
- I simboli della città
- Gli edifici di culto
- Il gusto privato
- L’immagine e la memoria
- Oltre le città
- Gli dei del territorio
- La voce dei poeti
Le popolazioni dei Veneti e dei Cenomani erano alleate fedeli di Roma, mentre Boi e Insubri erano ostili. Nel lungo e complesso processo di espansione Roma fondò proprie avanguardie, come Sarsina, Ravenna e Rimini. A raccontarne la storia sono chiamati reperti tratti da corredi tombali e da depositi di fondazione, oltre a monete, ceramiche, gioielli, da accompagnare alla lettura di citazioni di Strabone e Polibio, riportate sulle pareti.
La guerra è uno dei temi cardini della mostra e la sezione che se ne occupa è una delle più spettacolari, grazie al prestito del frontone di Talamone da parte del Museo Archeologico Comunale Ex Polveriera Guzman di Orbetello. Raffigura il momento più drammatico del mito dei Sette contro Tebe. Al centro, nel registro inferiore, è riconoscibile la figura di Edipo. Il vecchio re con gli occhi orbati è affiancato dai figli Eteocle e Polinice, ormai morti. I visitatori hanno un’eccezionale opportunità non concessa ai fedeli di duemila anni fa, quella di osservarlo così da vicino da vedere i chiodi sotto i calzari degli eroi.
Poco più avanti sono allestite teche che espongono elmi di tipo etrusco-italico e gallico: divertitevi a trovare le differenze. Nella sezione dedicata al culto e alla propaganda ci si sofferma sugli effetti della presenza romana sempre più stanziale grazie al crescente numero di colonie, con la fondazione di luoghi di culto di tipo italico, ovvero caratterizzati dalla presenza di elementi ellenistico – orientali. Ma c’è spazio anche per i santuari indigeni, evocati da alcune statuette votive.
Per fortuna ad accompagnare il visitatore in questo lungo (ma interessante!) c’è molto più di un’audioguida: compreso nel prezzo del biglietto viene infatti consegnato un tablet che arricchisce di contenuti multimediali quanto è esposto. Semplicemente selezionando il file desiderato, si possono riprodurre video-interviste ad archeologi e storici, a cominciare da Luigi Malnati e Filli Rossi che ne hanno curato il progetto scientifico, vedere immagini con ipotesi di ricostruzioni, geolocalizzare un reperto e individuare nella sala i pezzi che interessano con la funzione “Trova i reperti”, come le numerose terrecotte e gli splendidi i mosaici, su tutti quello del tipo “asarotos oikos” o pavimento non spazzato, simbolo di opulenza.
Si chiude con il veronese Catullo, che è bello immaginare immortalato nel frammento di pittura parietale che raffigura un giovane con un rotolo di papiro in mano. Di sicuro immortali sono i suoi carmi.
PS: Sarebbe bello che ciascun pezzo in mostra si trasformasse in ambasciatore del rispettivo museo archeologico di appartenenza, troppo spesso desolatamente vuoti.
Saul Stucchi
Didascalie:
Testa di divinità femminile da Alba Pompeia
Torino, Museo Archeologico Nazionale
Stele di Ostiala Gallenia da Padova
Civico Museo Archeologico di Padova
BRIXIA. ROMA E LE GENTI DEL PO
Fino al 17 gennario 2016
Museo di Santa Giulia
Brescia