L’Accademia di Francia a Roma, in Villa Medici, ospiterà fino al 18 gennaio 2015 la mostra I bassifondi del Barocco. La Roma del vizio e della miseria. Ecco a voi il lato oscuro dell’Urbe che nel versante esposto al sole splendeva di opulenza. Viene ammannito fin da subito senza ipocrite reticenze: il sipario sul percorso espositivo si alza infatti su una scenetta che ha per protagonisti degli insolenti amorini intenti a lasciar andare le proprie deiezioni corporee sul povero Pan addormentato. La sanguigna di Pierre Brebiette dà il tono della mostra. La prima sezione, intitolata Il soffio di Bacco, si concentra sul doppio valore del vino, come eccesso e come fonte d’ispirazione.
Proprio nei pressi di Villa Medici si era stabilita nel corso del Seicento una comunità internazionale di pittori del Nord Europa noti con il nome di Bentvueghels (gli “Uccelli della banda”), riuniti sotto il segno di Caravaggio. I giovani pittori venivano accolti nella cerchia attraverso articolati riti d’iniziazione che erano a tutti gli effetti dei battesimi sacrileghi. È necessario accompagnare lo sguardo giù giù, proprio nel bassofondo, per notare dove è finita la candela nella scena della cerimonia di ammissione di un nuovo membro, incisa da Matthys Pool su un disegno di Domenicus van Wijnen (1690-1708)!
In competizione con la Chiesa, la taverna (dissoluta!) era il luogo per eccellenza di ritrovo e di socialità, con i propri riti e ritmi. Tra le opere esposte in questa sezione si fa notare l’autoritratto del Bamboccio, al secolo Pieter van Laer (1625-30), in prestito dalla Galleria Pallavicini. Altre opere rivelano la consapevolezza dei pittori di essere essi stessi attori su un palcoscenico e le scene che dipingono sono rappresentazioni nella rappresentazione. Alla lezione morale si aggiunge allora quella estetica. Si fa poi posto ai giochi e agli inganni, al carnevale e alle licenze che si portava dietro questa festa che era la momentanea interruzione dell’ordine stabilito. Il pittore, come la zingara, inganna lo spettatore e lo sbertuccia facendo il gesto della fica (ovvero ponendo la punta del pollice tra l’indice e il medio chiusi a pugno).
Divertimenti e inganni sfociavano spesso in disordini e violenze, tema della tappa successiva. I pittori mostrano interesse per i soggetti più umili e per il dettaglio pittoresco, finanche per il fatto di cronaca. Queste scene suscitano nello spettatore “borghese” sentimenti ambivalenti, tra terrore e fascinazione: lo stesso brivido “su misura”, un tanto per eccitare ma non troppo da spaventare, prodotto dai generi noir e horror a noi contemporanei.
“Centro del cattolicesimo e delle arti, Roma attira all’inizio del Seicento non solo i pellegrini, gli artisti e gli amatori d’arte, ma anche una folla di zingari, di veri e falsi invalidi, di imbroglioni, di prostitute e di mendicanti” si legge su un pannello ai piedi della scalinata in cui sono esposti i ritratti degli emarginati. Aggiornando il secolo, la scena non muta granché… Rispetto a quello degli aristocratici, i cui fini erano la memoria e il prestigio dei soggetti immortalati, il ritratto degli emarginati andava alla ricerca del naturalismo con interesse quasi etnografico (quello che faranno poi gli Orientalisti), muovendosi pur sempre tra rappresentazione oggettiva e idealizzazione.
Un po’ di spazio viene riservato anche alla rappresentazione della musica, dall’ambiguo potere: rimedio contro disperazione e melancolia, ma anche pericolosa evocatrice di pensieri oscuri. Nell’ultima sala giganteggia Claude Gellée, più noto come Claude Lorrain. Sua è la Veduta di Roma con scena di prostituzione, in primo piano, mentre sullo sfondo a sinistra si eleva Trinità dei Monti, senza la celeberrima scalinata, non ancora realizzata. Cornelis van Poelenburgh ha invece dipinto una Scena pastorale con un giovane che orina tra le rovine. E così il cerchio si chiude.
PS: dopo la chiusura, la mostra sarà esposta al Petit Palais, Musée des Beaux-Arts de la Ville de Paris, dal 24 febbraio al 24 maggio 2015.
Saul Stucchi
Didascalie:
Bartolomeo Manfredi
La riunione dei bevitori, 1619-1620 circa
Olio su tela
Collezione privata
Roeland van Laer
Bentvueghels in una taverna romana, 1626-1628
Olio su tela
Museo di Roma, Palazzo Braschi
Una veduta della mostra
Foto di Daniele Molajoli
I BASSIFONDI DEL BAROCCO
La Roma del vizio e della miseria
Accademia di Francia a Roma
Villa Medici
Fino al 18 gennaio 2015
Orari: da martedì a domenica 10.00-19.00 (ultimo ingresso alle 18.30)
Biglietto comprensivo di visita guidata ai giardini e a Villa Medici e ingresso alla mostra: intero 12 €; ridotto 6 €. Ingresso libero tutti i giovedì dalle 17.00 alle 19.00.
Info: www.villamedici.it