È stato presentato questa sera, al Minerva Café di piazza SS Apostoli a Roma, il libro Vaticano Barocco che la casa editrice Jaca Book manderà nelle librerie domani 4 dicembre. A fare da moderatore il giornalista Fabio Isman che ha sottolineato il lato divertente del volume, ponderoso ma tutt’altro che “pesante”. È infatti ricco di storie poco o per nulla conosciute sul complesso vaticano (non soltanto San Pietro), con riferimento a un’epoca che non è più quella fin troppo battuta del Rinascimento di Raffaello e Michelangelo, ma quella che ebbe per protagonista assoluto Gian Lorenzo Bernini, la cui carriera quasi coincise con il cantiere di San Pietro. Avete mai fatto caso, per esempio, alle oltre cento statue che ornano il portico della basilica? Quanti santi sapreste riconoscere?
Dopo il saluto del presidente della Fondazione Roma, Emmanuele Emanuele, che non ha risparmiato toni polemici contro la miopia della classe politica che destina soltanto un miserrimo 0,1 per cento del PIL nazionale al settore della cultura (insieme al territorio, unico asset economico dell’Italia, ormai relegata a un ruolo marginale nell’industria e nell’agricoltura), a raccontare in dettaglio il libro sono intervenuti Pietro Zander, dell’Ufficio Tecnico-Scientifico della Fabbrica di San Pietro, e Francesco Buranelli, che ne ha curato l’introduzione.
Infine hanno preso la parola tre degli autori, rispettivamente Nicoletta Marconi, Martine Boiteux e Gerhard Wiedmann. Quest’ultimo ha sottolineato un aspetto fondamentale per la comprensione del Barocco, ovvero la necessità di considerare una complessa architettura come quella di San Pietro in tutte le sue componenti, dalle fondamenta al cupolone. Per questo il suo consiglio è di leggere il nuovo volume insieme al precedente San Pietro in Vaticano. I mosaici e lo spazio sacro.
Saul Stucchi
Francesco Buranelli (a cura di)
Vaticano Barocco
Jaca Book
352 pagine, 130 €