Ho visto Lo Scherzo ieri, la mia ultima sera da "trentenne", e lo recensisco oggi da "neo-quarantenne", qui dal buen retiro (purtroppo solo temporaneo) di Parigi che mi sono regalato. Ho dunque assistito alla prima dello spettacolo, in scena allo Spazio MIL di Sesto San Giovanni fino al prossimo 13 marzo, in una condizione d'animo del tutto particolare e, temo, irripetibile. Ma la sensazione d'angoscia e quel vago (ma neppure troppo vago, diciamola tutta!) senso di disperazione che ho provato al termine della rappresentazione erano senza dubbio condivisi dalla maggior parte del pubblico in sala, quasi tutti più giovani del sottoscritto. Dunque non era soltanto una reazione dettata dal "fattore anagrafe", quanto piuttosto un coacervo di emozioni suscitate, anzi sospinte con forza verso la superficie della consapevolezza dall'intreccio sempre più avvolgente della storia a cui danno corpo, voce e anima gli attori sul palcoscenico. Luca sta per compiere i fatidici trent'anni. "Ora ti attende la seconda parte della tua vita. È ora che si decide quello che sarai", gli dicono gli amici. Ma lui, al momento, è più preoccupato che la festa che sta organizzando finisca in noia. Per scongiurare il pericolo pensa bene di assoldare due attori che parteciperanno in incognito alla sua festa, in funzione di animatori-provocatori. Il gioco, però, col procedere della serata sfugge loro di mano. La festa scivola su un piano sempre più inclinato e pericoloso, tra i fumi dell'alcol e lo stordimento della droga. Il festeggiato scarta i regali e riceve gli auguri degli invitati, poi inizia il gioco, anzi i giochi, sempre meno innocenti. I suoi amici, a turno, confessano il proprio disagio per la vita che conducono. Chi è deluso dal punto di vista professionale, chi prova invidia per i successi (apparenti) degli altri, chi non sa che strada prendere, chi non riesce a tagliare il cordone ombelicale che ancora lo lega alla famiglia.

Il tono delle chiacchiere cambia registro per farsi sempre più polemico e al disincanto filosofeggiante ("Teniamoci stretto quel poco che abbiamo"; "siamo vecchi dentro che vorrebbero essere bambini, ma che non sono disposti a sognare") si sostituisce l'accusa diretta, provocante e cattiva di ciascuno contro gli altri presenti. La festa da liceali fuori corso si colora di angoscia, paura e recriminazioni. Lo scherzo diventa un gioco al massacro, in cui le regole vengono stabilite di volta in volta con lo scopo di ferire più gravemente possibile il bersaglio, fino alla "roulette" finale al telefono. Mi è venuto da pensare al romanzo Il Signore delle Mosche di William Golding: il mondo, lasciato in mano ai bambini, lungi dal ritornare allo stato di purezza di un paradiso perduto, degenerava in un inferno per gli stessi abitanti dell'isola, fino all'arrivo salvifico degli adulti. Allo stesso modo questi trentenni che si sentono invecchiare senza maturare sono visibilmente allo sbaraglio, privi di punti di riferimento e di guide. Verrebbe voglia di consigliare loro di seguire i più "vecchi" che vanno spediti e decisi. Da nessuna parte, sia chiaro.
Lo spettacolo rivela qualche ingenuità e qualche passaggio di scena un po' troppo "meccanico". Non tutti gli attori, poi, mi sono sembrati calati perfettamente nella rispettiva parte. Ma l'insieme funziona e i ragazzi sono bravi a far crescere progressivamente la tensione della situazione (che finisce con l'essere surreale), senza concedersi alcuna pausa. Lo scherzo, dunque, è riuscito alla perfezione. Ma l'anno prossimo mi riprometto di festeggiare con il gioco dell'Arcobaleno... :-)
Perrmettetemi, infine, di riprodurre qui sotto un brano dello spettacolo con un'unica, piccola ma non lieve, correzione.
“Forse dovrei uscire e lasciare tutto così come è.
Spegnere il telefono, fare una piccola valigia e prendere il primo treno che capita.
Forse dovrei montare su un tram e fare qualche giro.
Forse dovrei accendere la tv e non rispondere al citofono.
Forse dovrei uscire dalla finestra e vedere che succede.
In un giorno come questo dovrei fare qualcosa di speciale, di diverso, di sorprendente per me, che segni l’inizio di una fase nuova.
Oggi è il mio quarantesimo compleanno”.
Saul Stucchi
LO SCHERZO
Idea, elaborazione drammaturgica e testo di Sarah Chiarcos e Carolina De La Calle Casanova
Regia Carolina De La Calle Casanova
Con Elisa Amore, Federico Bonaconza, Elisa Bottiglieri, Paolo Livolsi, Marco Ripoldi, Valentina Scuderi e Marta Zoboli
Musiche originali Marcello Gori
Organizzazione Josephine Magliozzi
Dal 2 al 13 marzo 2011
Spazio MIL
via L. Granelli 1
Sesto San Giovanni
(MM1 Sesto Marelli o MM1 Sesto Rondò – autobus 727, 14)
Info e prenotazioni:
Da mercoledì 2 a domenica 13 marzo 2011
lunedì e martedì - riposo
mercoledì, venerdì e sabato – ore 21.00
giovedì – ore 21.00 Falsi Corti a seguire Lo Scherzo
domenica – ore 17.00 a seguire Falsi Corti
Biglietteria: 345 6216226
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(da lunedì a venerdì 15.00-19.00)
Biglietto: intero 12 €; ridotto 8 €
Foto di Andrea Chesi (qui la sua galleria su Flickr)
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