Aver assistito a pochi giorni di distanza l'uno dall'altro agli spettacoli Canicani e Perversioni (casualmente entrambi atti finali di una trilogia) mi ha permesso di riflettere sul tema della famiglia, almeno per come viene trattato da due autori italiani contemporanei. Diciamo subito: il nucleo che sta alle fondamenta della nostra società ne esce proprio male. La famiglia viene infatti rappresentata da Aquilino e Gaddo Bagnoli (autori dei rispettivi "drammi") come il ricettacolo di tutte le perversioni, le violenze e le pulsioni distruttrici che possono annidarsi nell'anima umana. Non c'è speranza all'interno di essa e l'universo esterno non è preso in considerazione come possibile alternativa e via di salvezza. Canicani e Perversioni sono dunque accomunati dal tema drammatico della famiglia come gabbia di matti, ma lo affrontano in modo differente. Perversioni - in scena al Teatro della Contraddizione di Milano fino al prossimo 6 marzo - è uno spettacolo molto "fisico", con numerosi punti di contatto con il mondo del circo. Al termine della rappresentazione, gli attori grondano sudore per essersi rincorsi avanti e indietro nella piccola "arena" dello spazio domestico, paragonata appunto al tendone di un circo. Le smorfie e i sorrisi allargati a dismisura non bastano a nascondere l'intima tristezza che ciascun componente della famiglia prova, anzi: la accentuano. A loro volta i dialoghi sono costruiti sulla ricorrente figura dell'ossimoro ("godi dell'onesta vergogna"; "innocente peccatrice"; "carnefice che vuole morire"...) e su sentenze dal sapore melodrammatico ("culliamo la morte per dimenticarla", dice la moglie facendo dondolare sul pavimento il marito dopo averlo legato come un salame).

In alcuni momenti il tono grottesco lascia spazio alla confessione tragica. È quella dello zio che racconta della passione incestuosa per la nipotina, da cui si sente irresistibilmente attratto proprio per gli aspetti più familiari (l'odore di minestra e le calzette), ma anche quella del figlio che ha la psiche distrutta dalle botte del padre, tanto da arrivare a costruirsi una filosofia - assai pragmatica - di autodifesa che gli renda sopportabile il fatto di cibarsi dei suoi stessi escrementi durante le notti di terrore che vive a casa.
I cinque attori sono semplicemente bravissimi e si meritano i calorosi applausi che il pubblico ha tributato loro. Perversioni è uno spettacolo da vedere perché si merita di essere ricordato.
Saul Stucchi
PERVERSIONI
Testo e regia: Gaddo Bagnoli
Produzione: Federica Maria Bianchi
Con: Claudia Franceschetti, Igor Loddo, Andrea Magnelli, Marco Olivieri, Laura Rinaldi
Organizzazione generale: Francesca Audisio
Musiche: Sebastiano Bon e Francesco Canavese
Realizzazione Scene: Andrea Cavarra
Realizzazione Costumi: Roberta Vincenzi
Con la collaborazione di Ian Magilton, Roy Hart Theatre
Dal 24 febbraio al 6 marzo 2011 (dal giovedì alla domenica)
Biglietto: intero 12 €; ridotto 9 €
Orario: 20.45
Teatro della Contraddizione
via della Braida 6
Milano
Tel. 02.5462155
www.teatrodellacontraddizione.it
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