Mercoledì, 30 Maggio 2012

"Perversioni": la famiglia è un circo da cui non riusciamo a fuggire

Perversioni2_ante Aver assistito a pochi giorni di distanza l'uno dall'altro agli spettacoli Canicani e Perversioni (casualmente entrambi atti finali di una trilogia) mi ha permesso di riflettere sul tema della famiglia, almeno per come viene trattato da due autori italiani contemporanei. Diciamo subito: il nucleo che sta alle fondamenta della nostra società ne esce proprio male. La famiglia viene infatti rappresentata da Aquilino e Gaddo Bagnoli (autori dei rispettivi "drammi") come il ricettacolo di tutte le perversioni, le violenze e le pulsioni distruttrici che possono annidarsi nell'anima umana. Non c'è speranza all'interno di essa e l'universo esterno non è preso in considerazione come possibile alternativa e via di salvezza. Canicani e Perversioni sono dunque accomunati dal tema drammatico della famiglia come gabbia di matti, ma lo affrontano in modo differente.

Perversioni - in scena al Teatro della Contraddizione di Milano fino al prossimo 6 marzo - è uno spettacolo molto "fisico", con numerosi punti di contatto con il mondo del circo. Al termine della rappresentazione, gli attori grondano sudore per essersi rincorsi avanti e indietro nella piccola "arena" dello spazio domestico, paragonata appunto al tendone di un circo. Le smorfie e i sorrisi allargati a dismisura non bastano a nascondere l'intima tristezza che ciascun componente della famiglia prova, anzi: la accentuano. A loro volta i dialoghi sono costruiti sulla ricorrente figura dell'ossimoro ("godi dell'onesta vergogna"; "innocente peccatrice"; "carnefice che vuole morire"...) e su sentenze dal sapore melodrammatico ("culliamo la morte per dimenticarla", dice la moglie facendo dondolare sul pavimento il marito dopo averlo legato come un salame).
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In alcuni momenti il tono grottesco lascia spazio alla confessione tragica. È quella dello zio che racconta della passione incestuosa per la nipotina, da cui si sente irresistibilmente attratto proprio per gli aspetti più familiari (l'odore di minestra e le calzette), ma anche quella del figlio che ha la psiche distrutta dalle botte del padre, tanto da arrivare a costruirsi una filosofia - assai pragmatica - di autodifesa che gli renda sopportabile il fatto di cibarsi dei suoi stessi escrementi durante le notti di terrore che vive a casa.
I cinque attori sono semplicemente bravissimi
e si meritano i calorosi applausi che il pubblico ha tributato loro. Perversioni è uno spettacolo da vedere perché si merita di essere ricordato.
Saul Stucchi

PERVERSIONI
Testo e regia: Gaddo Bagnoli
Produzione: Federica Maria Bianchi
Con: Claudia Franceschetti, Igor Loddo, Andrea Magnelli, Marco Olivieri, Laura Rinaldi
Organizzazione generale: Francesca Audisio
Musiche: Sebastiano Bon e Francesco Canavese
Realizzazione Scene: Andrea Cavarra
Realizzazione Costumi: Roberta Vincenzi
Con la collaborazione di Ian Magilton, Roy Hart Theatre

Dal 24 febbraio al 6 marzo 2011 (dal giovedì alla domenica)

Biglietto: intero 12 €; ridotto 9 €
Orario: 20.45

Teatro della Contraddizione
via della Braida 6
Milano
Tel. 02.5462155
www.teatrodellacontraddizione.it

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