Qual è il destino dell'anima? Che comportamento deve tenere il saggio ingiustamente accusato? Qual è il sommo bene? A queste e a tante altre domande
cruciali per ogni uomo ha risposto o almeno tentato di farlo Socrate. Con il suo inconfondibile procedere di domande a prima vista ingenue indagava, smontava credenze ritenute granitiche, proponeva nuove risposte a quesiti vecchi come il mondo. Riscuoteva molto successo tra i giovani e finì con l'essere ritenuto una minaccia per la polis appena uscita da un lungo conflitto e da una sanguinosa guerra civile. Da alcuni dei più celebri dialoghi platonici (Apologia di Socrate, Critone e Fedone), Giuseppe Emiliani ha intessuto Dialoghi con Socrate, lo spettacolo in scena al Teatro Carcano di Milano fino al 10 maggio, con Giulio Bosetti nel ruolo del filosofo condannato a morte.
Il sipario si alza su Socrate sul banco degli imputati, accusato di corrompere i giovani e di non credere alle divinità della città, ma anzi di volerne introdurre delle nuove. Come tenta di discolparsi il filosofo? Supplica i cittadini-giudici, evocati alle sue spalle da immagini di statue antiche, di non cadere nel tranello degli accusatori, abili nel parlare ma bugiardi; più sanno essere convincenti, meno infatti sono veritieri. Lui invece si difenderà dicendo semplicemente la verità, senza fronzoli, perché non ne è capace e perché la verità non ha bisogno di abbellimenti. Al primo voto viene però condannato a morte, anche se con uno scarto modesto, a riprova di quanto il suo “caso” stia spaccando la città. Nella seconda parte dell'apologia, Socrate chiede provocatoriamente che la sua pena sia piuttosto un premio: che gli sia data una pensione di stato e il suo sostentamento sia a spese del Pritaneo, se è vero che ha fatto del bene ai cittadini, come crede. Confermata la sentenza di morte, il filosofo chiede agli Ateniesi che veglino sui suoi figli e li redarguiscano nel caso non perseguano la strada del bene, sviati da interessi mondani come la fama e le ricchezze. Si comportino come lui ha fatto con loro. In questo modo implicitamente si riconosce il ruolo di padre degli Ateniesi, mentre nel Critone (in un passo ripreso più avanti nel corso dello spettacolo) si dice figlio della città. La contraddizione è solo apparente: l'uomo più sapiente di tutti distingue infatti i cittadini, quei cittadini, suoi contemporanei, dalla Città identificata nelle sue Leggi. Sono proprio queste ultime, risponde agli amici che lo pregano di accettare la loro proposta di fuggire dal carcere – illuminato sul palcoscenico da una bella luce “caravaggesca” - che gli rinfaccerebbero la mancanza di riconoscenza.
Giustamente potrebbero accusarlo di averle rispettate quando gli facevano comodo e di volerle invece fuggire quando non gli aggradano. Ma lui non può sottrarsi al proprio dovere di cittadino, ancor prima che di filosofo, proprio nel momento più importante.
Se nella prima parte dello spettacolo Bosetti è incappato in qualche titubanza di troppo, anche in passaggi chiave come nella chiusura del primo “episodio”, il suo Socrate è apparso più convincente, anche perché più “intenso”, nel secondo e ancor più nel terzo e ultimo “atto”: ha saputo dare al filosofo in limine mortis il perfetto equilibrio tra concentrazione e levità, quella leggerezza raggiunta dal saggio consapevole di aver compiuto il proprio dovere, etico e morale. La filosofia, insegna il maestro prima di bere la cicuta, è un lungo lavoro di raffinamento che l'uomo deve compiere su se stesso per poter diventare degno di comparire davanti agli dei, quando la sua anima avrà abbandonato il corpo nel quale è rinchiusa come in un carcere.
Saul Stucchi
Giulio Bosetti
Dialoghi con Socrate
da Apologia di Socrate, Critone, Fedone di Platone
con Alberto Mancioppi, Francesco Migliaccio, Giuseppe Scordio
Adattamento e regia Giuseppe Emiliani
Teatro Carcano
Dal 5 al 10 maggio 2009
Orari: da martedì a sabato 20.30; domenica 15.30
Biglietto: poltronissima 34,00 € (studenti 15,00 €); balconata 25,00 € (studenti 13,00 €)
Durata: 1 ora e 20 minuti
Prenotazioni: tel. 02.55181377, 02.55181362
Teatro Carcano
Corso di Porta Romana 63
Milano
www.teatrocarcano.com
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