Venerdì 19 gennaio la scrittrice camerunese Werewere Liking sarà una degli ospiti del convegno Il deserto e dopo. La letteratura africana dall’oralità alla parola scritta, organizzato dal Premio Grinzane Cavour, al quale parteciperanno 22 scrittori provenienti da 16 paesi dell’Africa sub-sahariana. L’incontro si terrà presso il Teatro Vittoria in Via Gramsci 4 a partire dalle 9.30.
Werewere Liking, di etnia bassa, nata nel 1950 nell’attuale Cameroun, ne ha seguito il difficile cammino verso l’indipendenza. La sua scrittura riflette le tensioni culturali fra l’Africa e l’Occidente, fra la filosofia, i saperi ancestrali africani e l’irruzione della modernità occidentale, e ha offerto alle donne una strada maestra per raggiungere un’identità creativa. In Costa d’Avorio, suo paese adottivo, ha fondato nell’85 il Ki-Yi M’Bock Village, una comunità per artisti e ragazzi di strada che rappresenta l’apice del suo sogno creativo, il compimento della sua visione estetica ibrida e di una concezione sociopolitica panafricana.
Autrice di romanzi, opere teatrali e poesia, si colloca nelle file dell’avanguardia francofona in campo letterario, ma spicca anche per la produzione pittorica e per il lavoro di regista teatrale e di artista figurativa. Il suo progetto estetico mira a una rivalutazione dei succhi culturali africani, senza mai dimenticare quanto pesi la contaminazione coloniale e postcoloniale in termini di visione e di tecnica espressiva. Come tanti altri artisti africani, contesta il dono imposto dalla colonizzazione e mira a sbloccare le energie che si radicano nel profondo contesto autoctono delle culture indigene.Fra le sue numerose pubblicazioni: La puissance de Um; Une nouvelle terre: théatre rituel; Parlare cantando; e i romanzi Orphée Dafric ; Elle sera de jaspe et de corail, journal d’une misovire; L’amour cent-vies; Contes d’initiation féminines.
Con La memoria amputata ha vinto il prestigioso Noma Award 2005 per la letteratura.
All’incrocio tra poesia, saggio, autobiografia e racconto storico, la saga della Memoria amputata intreccia il destino di un popolo e quello di una bambina, Halla Njocké, in una traiettoria in cui il sapere degli antenati bassa, trasmesso dalla nonna “Grand Madja”, si rivela al ritmo della sua iniziazione alla vita di donna.
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