Mercoledì, 15 Febbraio 2012

Omaggio a Reinhardt

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Django Reinhardt
Definito da molti “la chitarra dalla voce umana”, senza ombra di dubbio Django Reinhardt è stato nell’ambito della storia del jazz uno dei più grandi personaggi, un musicista di indubbio talento, sregolato come solo i geni possono essere. Oggi un festival ne celebra la grandezza; “Jazz Manouche” è, infatti, il nome di un festival organizzato a Torino a partire dal prossimo 16 settembre per celebrare la musica del celebre chitarrista gitano.

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Personaggio controverso ed eccentrico, Reinhardt è sempre stato un artista fuori delle righe, come la maggior parte di tutti i migliori jazzisti del resto. Le malelingue dicevano che prima o poi avrebbe fatto bene a imparare a scrivere, qualora avesse dovuto firmare gli autografi o i contratti con i club. Ma Django è sempre stato al di là delle convenzioni, un Manouche, uno zingaro zigano dell’Europa dell’est.

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Django e i Manouche

 

Reinhardt nacque nel 1910 in un campo sosta della sua larga famiglia nei prati vicino a Charleroi, in Belgio; a dieci anni suonava violino, banjo, chitarra e si guadagnava da vivere esibendosi in giro per i locali. Fin da piccolo prometteva grandi cose, ma un terribile incidente sembrò minacciare la sorte del giovane Reinhardt: una sera dopo un concerto in un bistrot, un freddo novembre parigino del 1938 la roulotte dove Django dormiva s’incendiò. Lui si brucia orrendamente, ma dopo mesi di ospedale riesce a cavarsela. Ma non è più come prima: nell’incidente tre dita della mano sinistra perdono la sensibilità, ma lui fa di necessità virtù e con l’indice e il medio superstiti riesce, velocissimo, a scendere e salire le scale. Con le altre tre tiene gli accordi.

Il risultato è una musica fuori dal comune, attraverso la quale Reinhardt diede ulteriore prova di maturità ed originalità artistica, testimoniati da numerosissimi brani memorabili incisi con la chitarra elettrica: la poesia di Manouche miscelata alle sonorità più moderne fanno di tali assoli una delle pagine più originali del jazz dell'epoca.

Per il quinto anno consecutivo toreino rende omaggio a questo grande maestro, attraverso una serie di concerti che riprendono il materiale di Manouche, rivisitandolo in maniera originale e molto particolare. Di seguito il calendario della manifestazione.

Simona Silvestri

Per ulteriori informazioni:http://www.djangoreinhardt.it/home.htm

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5° FESTIVAL INTERNAZIONALE JAZZ MANOUCHE DJANGO REINHARDT

 

Torino, 15 16 17 settembre 2006

CONCERTI E JAM SESSION ESPOSITORI E LIUTAI

PROGRAMMA 5° Festival Internazionale Jazz Manouche Django Reinhardt 2006

Giovedì 14 settembre 2006

Presentazione del festival Concerto & Jam-session

INGRESSO GRATUITO

Venerdì 15 settembre 2006

Concerti e Jam-session all'aperto con: Basily Beltuner Di Mauro Swing Tony Green & Gypsy Jazz Jam-Session

INGRESSO GRATUITO Ore 21:00 Piazza Andreis Ore 22:30 Via Borgo Dora Ore 22:30 Via Borgo Dora Ore 22:30 Via Borgo Dora Ore 22:30 Piazza Andreis

Esposizione liutai

Dalle 21:00 alle 24:00 Piazza Andreis

Sabato 16 settembre 2006

Concerti e Jam-session all'aperto con: Beltuner Basily Di Mauro Swing Tony Green & Gypsy Jazz Jam-Session

INGRESSO GRATUITO Ore 11:30 Piazza Andreis Ore 11:30 Via Borgo Dora Ore 11:30 Via Borgo Dora Ore 11:30 Via Borgo Dora Dalle 15:00 alle 19:00 Cortile dei Ciliegi

Esposizione liutai

Dalle 11:00 alle 14:00 Piazza Andreis e Dalle 15:00 alle 24:00 Cortile dei Ciliegi

Concerti al coperto con: Robin Nolan Trio Ritary Ensemble Titi Winterstein & Ensemble

INGRESSO €10 Ore 21:00 Cortile del Maglio Ore 22:00 Cortile del Maglio Ore 23:00 Cortile del Maglio

Domenica 17 settembre 2006

Esposizione liutai Jam-session

Dalle 15:00 alle 24:00 Cortile dei Ciliegi Dalle 15:00 alle 19:00 Cortile dei Ciliegi

Concerti al coperto con: Manomanouche & Friends Angelo Debarre Quartet

INGRESSO €10 Ore 21:00 Cortile del Maglio Ore 22:30 Cortile del Maglio

BIBLIOTECA

BIT 2012

circa 1 ora fa Intervista all'artista spagnolo Alberto Corazón: http://t.co/Zfq8MsQu
circa 21 ore fa Mi è arrivato "Gli studenti di storia" di Alan Bennett, edito da Adelphi. Nei prossimi giorni pubblicherò la recensione su ALIBI
circa 2 giorni fa Michele Lupo recensisce su ALIBI due bei romanzi targati Iperborea: http://t.co/bOeGl00G
circa 2 giorni fa The Beatles in the Brianzashire. Renato Ornaghi ha presentato Praa de magioster per semper da Lettori Golosi a Monza: http://t.co/A8uQ5uOw
circa 3 giorni fa Tazzine d'Italia: Caffè Carducci a Monza, http://t.co/bx0oFal4
circa 3 giorni fa Ad Ajo Blanco pinchitos de pollo, tortilla y bocadillo de patanegra y tomate... Vamos!
circa 3 giorni fa Alla libreria Lettori Golosi per la presentazione del CD di Renato Ornaghi "Praa de magioster per semper. The Beatles in the Brianzashire"
circa 4 giorni fa Tra gli appuntamenti più interessanti della BIT ho in agenda quello con il Circuito Città d’Arte della Pianura Padana: http://t.co/Xz2rWVh8
circa 4 giorni fa @aleagostiniat è questo l'account che utilizzo ora: https://t.co/MUQuMfiA ciao, Saul
circa 4 giorni fa intervista a Fabio Bussotti, autore de "Il cameriere di Borges", appena mandato in libreria da Perdisa: http://t.co/8w4N4CdS
circa 4 giorni fa @CarmineAceto Su ALIBI trova la mia recensione de "Il cameriere di Borges" di Bussotti. Saluti! http://t.co/T0JPLCv4
circa 4 giorni fa @Bookrep ecco la mia recensione su ALIBI: http://t.co/T0JPLCv4
circa 4 giorni fa Ecco la recensione de "Il cameriere di Borges" di Fabio Bussotti, edito da Perdisa: http://t.co/T0JPLCv4
circa 5 giorni fa buon compleanno, Tazzine d'Italia! http://t.co/LfoDdSUu
circa 6 giorni fa L'influenza non demorde, ma sono arrivati i nuovi biglietti da visita di ALIBI! Da sfoggiare alla BIT la settimana prossima... :-)
circa 6 giorni fa @ValleSusa anche ALIBI Online è su Twitter! https://t.co/MUQuMfiA :-) ciao, Saul
circa 7 giorni fa "A letto con ALIBI" fa tappa a Lisbona: http://t.co/OMNKLLL5
circa 7 giorni fa infulenza permettendo, stasera si va al Carcano a vedere "La bottega del caffè" di Goldoni
circa 8 giorni fa Doppia recensione di Michele Lupo: http://t.co/me47Qrc6
circa 9 giorni fa Una breve nota sul senso dei pittori per la neve: http://t.co/laoDWVrE
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